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Rosa, color Provenza

Un bel viaggio alla ricerca dei rosati, in tutte le sfumature possibili.

Maria Antonietta Pioppo
FotografiaUn viaggio dalle sfumature rosa. Non un colore, tanti pigmenti, proprio come un mix di sensazioni che scaturiscono dall’assaggio di un buon vino. Si tratta di un racconto che rappresenta solo l’inizio di un percorso alla scoperta dei rosati di Provenza. Ebbene sì, anche stavolta i protagonisti sono i francesi e non perché noi italiani siamo da meno ma molto più semplicemente perché anche in questo caso i nostri “amati” cugini sono riusciti a promuovere e valorizzare un territorio.
La prima cantina si chiama Domaine Tempier, Appelation Bandol, una delle aree più importanti. Il proprietario si chiama Daniel Ravier e il suo benvenuto è un rosato, Bandol 2016, prodotto con il 50% di Mourvèdre, uva autoctona, Grenache, Cinsault e una piccolissima percentuale di Carignan. All’analisi visiva il colore è un rosa ramato con sfumature color salmone. All’olfatto sentori di fiori e frutta si esprimono in maniera netta ed elegante e si alternano a soffi minerali. L’ingresso al palato è fresco-sapido con un ritorno piacevole delle note di fiori e frutta. È avvolgente e di buona persistenza. L’assaggio prosegue con i rossi, sempre Appelation Bandol e una piccola verticale dal 2015 al 2010 e poi ancora annate strepitose come la 2001 e la 1992 che mostrano una grande capacità di evoluzione di questi vini prodotti sempre con le medesime tipologie di uve. Stessa Appelation, produttore diverso, ecco un altro esemplare, Les Lecques 2016 de La Chrétienne, un piccolo domaine a Saint-Cyr-sur-Mer di proprietà del vigneron Thierry Simon. Stesso uvaggio con una percentuale leggermente superiore di Mourvèdre. Il colore vira più verso il ramato. All’olfatto sono immediatamente riconoscibili sentori di ciliegia e frutti di bosco. Al palato è fresco e sapido ma ha anche una buona morbidezza e una leggera astringenza data dai tannini. Da Bandol il viaggio continua verso un’altra Appelation, Côtes de Provence e l’incontro di un produttore un po’ sui generis, Henry Milan, titolare dell’omonima cantina a Saint Rémy-de-Provence. Le uve utilizzate sono Grenache Noir, Mourvedre e Syrah. Colore leggermente più carico, fresco al palato e con un’astringenza un po’ più marcata. Dopo oltre sessanta chilometri, la destinazione è Seguret in Côtes du Rhone, passando tra i girasoli tanto cari a Van Gogh e tanti altri scorci di Provenza meravigliosi. E proprio in questi luoghi si trova Domaine Jean David, con il suo Le Rosé de Janot, da uve Grenache, Syrah e Tempranillo, che chiude in bellezza questa interessante batteria di rosati. Il colore è un rosa tra il chiaretto e il cerasuolo. All’olfatto è un trionfo di frutti rossi con sentori riconoscibili di fragola selvatica, lampone e mirtillo. Attacco gustativo intenso con un fruttato che torna piacevolmente al palato e un perfetto equilibrio tra freschezza e morbidezza. E così, tra cinque sfumature di rosa, si conclude questo primo viaggio in Provenza.
Bandol 2016
Les Lecques 2016 - La Chrétienne
Henry Milan
Jean David
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