
Presente da secoli nella Valle Peligna, in provincia dell'Aquila, la
viticoltura abruzzese si è sviluppata soprattutto negli ultimi 40-50 anni: è pertanto una viticoltura giovane, specializzata, molto razionale, che ha via via abbandonato le aree più difficili per ridistribuirsi in quelle più vocate della collina litoranea.
Rappresenta il comparto di maggiore importanza nell'ambito della produzione agricola regionale, conta 32.000 ettari di superficie vitata per una produzione annua di circa 3,5 milioni di ettolitri; la produzione di vini a denominazione di origine supera il milione di ettolitri, oltre 800.000 dei quali sono di Montepulciano d'Abruzzo e 166.000 di Trebbiano d’Abruzzo.
Le
aree produttive si concentrano per la quasi totalità nella zona collinare: in particolare, nella provincia di Chieti ricade oltre il 75% del territorio vitato, seguono Pescara e Teramo con circa il 10% cadauna ed infine L'Aquila con meno del 4%. La forma di allevamento maggiormente diffusa in Abruzzo è la pergola abruzzese, che rappresenta oltre l'80% del vigneto regionale, mentre nei nuovi impianti e reimpianti prevale nella maggior parte dei casi la forma a filare (cordone speronato, cordone libero, gdc).
Tra i
vitigni più diffusi, come accennato, vi sono il Montepulciano, coltivato su circa 17.000 ettari, con un trend in continua crescita. Seguono i Trebbiani con oltre 5.000 ettari ed una serie di vitigni internazionali e autoctoni, tra i quali citiamo il Pecorino, la Passerina, la Cococciola e poi Sangiovese, mentre i primi sono rappresentati principalmente da Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Merlot.
I tre quarti della
produzione complessiva di vino in Abruzzo provengono da 40 cantine cooperative (32 delle quali operanti in provincia di Chieti) che, unitamente a quelle private, compongono un quadro di circa 250 aziende di trasformazione. Nel 2004 il prodotto confezionato ha superato 100 milioni di bottiglie.
I
mercati di riferimento per i vini abruzzesi, oltre a quello nazionale, sono: Germania, Stati Uniti, Canada. In forte crescita risultano essere il mercato inglese e quello dei Paesi del Nord Europa come Svezia, Danimarca, Norvegia, in virtù del buon rapporto qualità/prezzo dei prodotti.

Il Montepulciano d’Abruzzo, senz’altro il più rappresentativo tra i vini abruzzesi, viene ottenuto unicamente da vigneti ubicati in terreni collinari o di altopiano, la cui altitudine non deve essere superiore ai 500 metri s.l.m. ed eccezionalmente ai 600 metri per quelli esposti a mezzogiorno; la superficie iscritta all’albo si aggira sui 13.700 ettari. Da solo rappresenta oltre l’80% del totale dei vini a denominazione prodotti in Abruzzo.
Il
Consorzio volontario di Tutela dei Vini d'Abruzzo è un organismo di carattere associativo senza scopo di lucro costituito tra le categorie professionali interessate alle denominazioni tutelate (viticoltore, vinificatore, imbottigliatore autorizzato). Con Decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali è stato approvato lo statuto del Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo con l'incarico allo svolgimento delle funzioni di tutela, di valorizzazione e di cura generale degli interessi connessi alle denominazioni da esso tutelate.
Sotto l’egida del Consorzio si è svolta nella sede della Fondazione Italiana Sommelier una degustazione di grande spicco che ha visto la partecipazione di moltissime aziende abruzzesi, qui sotto elencate con le etichette presentate.