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Vitigni sull’Oceano: Gran Canaria

Prosegue il racconto delle Denominazioni di Origine di questo meraviglioso arcipelago dal nostro corrispondente.

Davide Maria Consolaro
Vitigni sull’Oceano: Gran CanariaLa “Denominacion de Origin de Gran Canaria” è una piccola e dinamica realtà vitivinicola dell’arcipelago delle Canarie di appena 231 ettari per una produzione che ammonta a circa 400mila kg uva/anno, ma ricca di storia e di caratteristiche orografiche, enologiche che la rendono unica.

I vigneti coltivati si estendono dai 50 fino ai 1300 metri di altitudine, da nord a sud dell’isola con microclimi e sistemi di allevamento differenti.

La zona storica di coltivazione è il Monte Lentiscal, una montagna che si snoda con un cratere vulcanico di Bandama, la zona di Tafira e S. Brigida a 15 minuti dalla capitale Las Palmas. Altra zona rinomata è S. Bartolomé de Tirajana a sud dell’isola dove i vigneti sono immersi in un paesaggio mozzafiato sub-tropicale vulcanico ad alta quota (circa 800 metri).
 
Qui, prima gli inglesi e poi gli spagnoli iniziarono a diffondere le uve già nel XVI secolo. Annotiamo che il poeta J. Keats nel 1818 parlava nelle sue opere della qualità dei vini dell’isola. Parliamo di vigneti molto longevi, anche di 80 anni di età, con radici sane, mai attaccati dalla fillossera.
 
Le principali varietà autoctone sono a bacca rossa, quali Listan Negro, Tintilla, Malvasia Rosada, Negramoll, Moscatel Negro, Vijariego Negro. I vini mostrano aromi intensi, prevalentemente fruttati e floreali con note minerali ed erbacee, tabacco. Il grado alcolico medio varia dai 10-13 fino a punte di 16 gradi.
 
Tra le varietà a bacca bianca primeggiano Listan Blanco, Gual, Malvasia Volcanica, Marmejuelo, Vijariego, Albillo Criollo, quasi tutti fruttati con note di bosco e un grado alcolico medio tra i 10 e i 12 gradi.
 
Ampia e variegata la gamma di vini giovani, crianza, reserva e gran reserva secondo la classica tradizione spagnola, elevati in barrique. Gli spumanti, di produzione recente, portano un grado alcolico medio basso, sui 10 gradi.
 
Sulla collina di S. Brigida, icona della cultura vitivinicola, si può visitare il museo della casa del vino, degustare i vini locali abbinati al rinomato formaggio caprino “Quesos de S. Mateo” e al “Chorizo de Teror”, una sorta di pasticcio di carne di maiale aromatizzata con spezie locali.
Ottimi abbinamenti si incontrano anche con il “pescado atlántico”, la  pasta, funghi e carni rosse/bianche speziate, nonché i dessert isolani.
 
Pur se piccina, solo 400 vignaioli e 50 cantine, la D.O. Gran Canaria è molto attiva con il suo consorzio; altrettanto dinamiche sono le cantine a carattere familiare guidate da giovani intraprendenti che puntano con passione sulla qualità. Coltivazioni e vendemmie del tutto manuali e a volte anche notturne.
 
Vigneti da visitare, vini di alta qualità da provare per farsi sorprendere dagli aromi, lasciandosi trasportare tra gli intatti profumi e colori dei paesaggi che raccontano di vendemmie eroiche e di natura selvaggia in quest’isola atlantica tutta da scoprire e da assaporare. Chin Pum!
 
 
Vitigni sull’Oceano: Gran Canaria
Vitigni sull’Oceano: Gran Canaria
Nella prima foto siamo a 400 m di altitudine, ad Agaete nel nord dell isola, dove si coltivano olio e caffè.
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