Nel cuore del Chianti Classico, immerso tra dolci colline ricamate di vigneti, sorge Castello di Gabbiano, un luogo in cui storia, paesaggio e cultura del vino convivono in perfetto equilibrio. Un castello incastonato tra le vigne domina una proprietà di circa 160 ettari, configurandosi oggi come una vera e propria Wine Destination. Il complesso comprende un borgo risalente al XII secolo, il ristorante Il Cavaliere, oltre alla produzione non solo di vino ma anche di olio extravergine di oliva, birra artigianale e Vinsanto.
Nel corso dei secoli la tenuta è stata dimora di importanti famiglie fiorentine, tra cui Bardi e Soderini, protagoniste di una storia profondamente intrecciata con quella del territorio. Le prime tracce documentate risalgono al XIII secolo, quando i Bardi fecero costruire una torre con funzione difensiva a protezione della città di Firenze. Con i Soderini il complesso assunse progressivamente l’impianto architettonico che ancora oggi caratterizza il castello, mentre la fattoria agricola si sviluppò fino a diventare una delle realtà più rilevanti della zona.
Tra Ottocento e Novecento la produzione vitivinicola conobbe una significativa espansione, accompagnata dalla costruzione della moderna cantina e dall’apertura verso i mercati internazionali. Oggi la tenuta, parte del gruppo Treasury Wine Estates, prosegue il proprio percorso di valorizzazione del territorio con un progetto che unisce produzione, ospitalità e cultura del vino. In questo contesto, il Chianti Classico diventa espressione di oltre tre secoli di tradizione vitivinicola, dove il rispetto per la storia dialoga costantemente con l’innovazione enologica.
A guidare il racconto del territorio è Matteo Dami, enologo e Brand Ambassador della cantina, affiancato dalla docente Alessia Borrelli. Davanti a loro, tre ampolle contenenti campioni di suolo provenienti da altrettanti vigneti della proprietà: Gabbiano, Querceto e Cerbaiola. Fin dalle prime battute l’attenzione si concentra sulla diversità dei terreni, elemento chiave per comprendere l’identità dei vini prodotti nella tenuta.
Protagonista indiscusso è il Sangiovese, vitigno simbolo del Chianti Classico, capace di interpretare con sorprendente sensibilità le caratteristiche del suolo su cui affonda le proprie radici. Galestro, alberese e componenti argilloso-calcaree danno origine a espressioni differenti del vitigno, dimostrando come il terroir non sia soltanto un concetto teorico, ma un elemento concreto che si riflette nel bicchiere.
All’interno della denominazione Chianti Classico, la crescente attenzione verso l’identità territoriale ha portato negli ultimi anni all’introduzione delle Unità Geografiche Aggiuntive (UGA), una suddivisione che consente di individuare con maggiore precisione le diverse aree produttive. Questa classificazione nasce dall’esigenza di valorizzare le specificità pedoclimatiche del territorio e di rendere più evidente il legame tra vino e luogo di origine. Accanto alla valorizzazione del territorio, la tenuta porta avanti anche un percorso attento alla sostenibilità ambientale, con interventi mirati lungo l’intero ciclo produttivo. Tra questi rientrano l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, sistemi di fitodepurazione delle acque e un monitoraggio costante dei vigneti attraverso stazioni meteorologiche e modelli previsionali, strumenti che permettono di ottimizzare gli interventi agronomici e ridurre l’impatto sul suolo.
A questo punto il racconto del territorio lascia spazio al calice: sei vini che interpretano i diversi suoli della tenuta e restituiscono, attraverso il Sangiovese, l’identità più autentica di Castello di Gabbiano. Sei calici in cui il suolo diventa voce: galestro e alberese trasformano la terra in racconto.
CHIANTI CLASSICO 2023
Proveniente dai terreni di Querceto e Gabbiano, dove alla matrice argillosa si uniscono i caratteristici ciottoli di fiume sancascianesi, il vino si presenta con un rubino fitto e luminoso, meno trasparente rispetto alla consueta veste del Sangiovese in purezza. Il 10% di Merlot contribuisce infatti a infittire la trama cromatica, conferendo maggiore profondità al colore. L’apertura olfattiva è segnata da raffinate note balsamiche di eucalipto, cui seguono suggestioni iodate e salmastre, con richiami di alga nori e salicornia. Il frutto affiora progressivamente tra spezie ed erbe aromatiche, con sentori di chiodo di garofano, cardamomo, alloro e mirto selvatico, delineando un profilo aromatico articolato e coerente.
Il sorso è carnoso e ben disteso, sostenuto da una freschezza viva e da una sapidità marcata. Il tannino, succoso e ben modulato, accompagna la progressione gustativa con equilibrio, senza asperità. Ne deriva una beva composta e armonica, capace di coniugare struttura e scorrevolezza.
A tavola si dimostra estremamente versatile: non solo la classica bistecca alla fiorentina, si abbina con naturalezza anche a una pasta al ragù, un cheeseburger o a un formaggio toscano di media stagionatura.
CHIANTI CLASSICO RISERVA 2022
Visivamente si presenta in linea con il vino precedente, ma con un gioco di trasparenze più evidente: il rubino evolve lentamente verso sfumature granate, segno di una maturità espressiva più pronunciata.
Il profilo olfattivo si muove tra frutto maturo e accenti balsamici, evocando suggestioni floreali che ricordano un giardino all’italiana sul finire della stagione: rosa canina, lavanda, ortensia e peonia. A completare il quadro aromatico emergono note speziate di liquirizia spezzata, pepe rosa e piccoli frutti rossi, che donano profondità e dinamismo al naso. Al palato il vino mostra un tannino fine e ben cesellato, mentre la succosità del frutto accompagna la progressione gustativa con equilibrio. Il finale è lungo e coerente, con un suggestivo richiamo ferroso, quasi di ruggine, che amplifica la persistenza.
A tavola si esprime con grande naturalezza accanto a un roast beef dalla crosta croccante o a un filetto alla Wellington, preparazioni capaci di valorizzarne struttura ed eleganza.
CHIANTI CLASSICO RISERVA 2021
Il profilo olfattivo si presenta più scuro e profondo rispetto al vino precedente, con un ingresso netto di note di sottobosco: fungo, corteccia e buccia di castagna delineano un registro aromatico terroso e maturo. La complessità si sviluppa poi su suggestioni ematiche e alchemiche, con richiami officinali e quasi farmaceutici, che ricordano la tintura di iodio, mentre una vena più luminosa affiora attraverso note di arancia sanguinella e pompelmo, capaci di dare slancio al quadro aromatico. Al palato il tannino è ben presente, disegna una trama gustativa asciutta e leggermente gessosa, che accompagna la progressione del sorso con carattere e profondità.
A tavola trova compagni ideali in preparazioni dal gusto deciso, come fegato alla veneziana, agnello arrosto o, restando in territorio toscano, i classici crostini neri.
CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE BELLEZZA 2020
Questo vino prende il nome dall’omonima vigna Bellezza, situata nell’area di Gabbiano, dove i suoli di alberese contribuiscono a definire tannini fini ed eleganti e una marcata tensione sapida. Nel calice si presenta con un rubino che vira progressivamente al granato. Il profilo olfattivo si apre su toni floreali delicati, si arricchisce di sfumature affumicate di legno arso, mentre emergono suggestioni più profonde e materiche: ceralacca, miele di castagno e una lieve nota di lucido per mobili, che dona al bouquet un carattere quasi antico e nobile. Non mancano accenti mentolati e officinali, con rimandi a sciroppi balsamici e suggestioni alchemiche. Al palato il vino si muove con grande misura ed eleganza: il tannino è fine e accompagna il sorso in punta di piedi. La progressione gustativa è slanciata e sapida, con richiami iodati e salmastri che evocano salamoia e cappero, mentre il frutto resta snello e teso, mantenendo il sorso in perfetto equilibrio tra finezza ed energia. A tavola trova un compagno ideale in un classico vitello tonnato, capace di esaltarne freschezza, sapidità e raffinatezza gustativa.
CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE BELLEZZA 2019
Il rubino vira al granato, anticipando un profilo aromatico già evoluto. Al naso emerge immediatamente una trama speziata e leggermente piccante, che richiama il vino precedente ma con un registro più marcato e profondo. La componente minerale si esprime attraverso suggestioni ferrose e iodate, con rimandi di ruggine e tintura di iodio. Rispetto alla 2020, la 2019 mostra un carattere più energico, sostenuto da una vena agrumata vivace, dove l’arancia sanguinella si fa particolarmente riconoscibile. Al palato il tannino è concentrato e ben presente, mentre la sapidità accompagna e distende il sorso. È una delle espressioni più tipiche del Sangiovese allevato su alberese, capace di esaltare tensioni iodate e accenti salmastri, mantenendo il vino fresco, slanciato e vibrante. A tavola predilige preparazioni di carattere: lampredotto in zimino o pecorino toscano stagionato trovano nel vino un alleato ideale, esaltandone la sapidità e la vivace tensione agrumata.
CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE CERBAIOLA 2021
Nel calice si presenta con un rubino adornato di sfumature aranciate e granate, segno di una maturità espressiva compiuta. Il naso si muove su un registro minerale e profondo, con richiami di carbonella e legni aromatici. Il frutto resta vivo ma concentrato, con note di pomodoro maturo, kumquat e tamarindo. Qui è chiaramente il suolo a prendere la parola: siamo a Cerbaiola, dove il galestro imprime al vino una trama minerale e dinamica. Il quadro aromatico si completa con suggestioni di pot-pourri di fiori, seguite da una speziatura elegante di pepi esotici, cardamomo e lemongrass. Al palato il tannino è sottile e setoso, quasi impalpabile, mentre il sorso si distende con tensione sapida e grande equilibrio. Questo vino è stato definito made in Tuscan, anche per la scelta dell’affinamento: botti di rovere toscano da 15 ettolitri, realizzate a mano dal maestro d’ascia e caratellista Filippo Carmignani. A tavola invita a osare: sorprende accanto a un chili di carne, abbinamento audace che dialoga perfettamente con la sua speziatura e la tensione del sorso.

Castello di Gabbiano
Via di Gabbiano, 22
50026 San Casciano in Val di Pesa FI
Tel. 055 821053
castellogabbiano@castellogabbiano.it