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Docenti day
Pubblicato il 18/03/2016
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Semplicemente straordinari! Luciano Mallozzi, Daniele Maestri, Giuliano Lemme, Massimo Billetto, Paolo Lauciani e infine Daniela Scrobogna, sei personaggi su un palcoscenico, non in cerca d’autore come nel dramma Pirandelliano, ma sei personaggi capaci di comunicare un messaggio autentico come quello del vino. Il vino che è condivisione, convivialità, portatore di cultura e di bellezza è già lui stesso ad essere un grande comunicatore. È un tuffo nella terra, nel gusto, nelle emozioni e nella storia del vino stesso; un suo semplice assaggio racconta molto più di mille parole e a volte conviene fare silenzio e lasciare che sia il vino stesso a parlare. Comunicare il vino è complesso, anche i sommelier lo dicono, e più che comunicato va semplicemente bevuto e per parlarne bisogna conoscerlo. E credo che non ci siano dubbi sul fatto che i nostri docenti conoscano bene quello che hanno presentato e non è un caso che ad ognuno di loro sia stato assegnato un tema specifico che, sembrerà strano, ricalca in maniera impressionante la loro personalità. La Festa di Primavera ha aperto le danze con i Grandi spumanti italiani, una successione di campioni naturali corrispondenti alle diverse declinazioni che la nota di lievito può assumere nei vini rifermentati in bottiglia e con un intruso, un prosecco, ma tutti con una sinergia di sapidità e di stuzzicante bollicina che solo un “friccicarello” Mallozzi poteva interpretare con il suo guizzo di freschezza e di dosata ilarità! Daniele Maestri ci ha coinvolti con i Grandi Bianchi del Freddo e con i suoi racconti pian piano ha trasformato il tutto in calore trasmettendo con le parole il mondo complesso e bellissimo nel quale i produttori vivono, una storia nella storia! Con i Grandi Bianchi del Sole invece avremmo dovuto indossare un bel paio di occhiali da sole per proteggerci dalla solarità di Giuliano Lemme che con la sua incalzante eloquenza oratoria è riuscito a dare quella nota di freschezza che solo uno spaccato del Mediterraneo può concedere. Massimo Billetto, “io che sono piemontese di origine”, ha mostrato tutta la sua cortesia, eleganza e stile nei Grandi Rossi del Nord, regalandoci piacevoli emozioni ad ogni bicchiere! Paolo Lauciani, ma è proprio un caso che ti siano stati assegnati i Grandi Rossi Toscani? Un intreccio di storia, cultura e nobiltà d’animo sfoderate sorso dopo sorso… ma attenzione a non esagerare, la badante è dietro l’angolo! E infine Daniela Scrobogna con i Grandi Rossi dell’Etna che con un territorio così difficile ha rappresentato tanta originalità, delicata espressività e carattere. Una grande squadra, quella dei nostri docenti, un numero perfetto, il 6 che non a caso è il primo dei numeri perfetti in matematica!

 

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