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Un vigneto su una mozzarella
Pubblicato il 14/11/2014
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Wartenberg è una collina situata nel comune di Muttenz, poco a est della città di Basilea, nei pressi dell’antica colonia romana di Augusta Raurica fondata nel 44 A.C., ove è stato prima rinvenuto e poi restaurato il più grande anfiteatro romano a nord delle Alpi. A causa della sua peculiare conformazione, la collina di Wartenberg è soprannominata “la mozzarella” e si eleva per 480 metri sul livello del mare. Sui suoi terreni, 6,5 ettari, in parte argillosi in parte calcarei, esposti a sudovest, insistono i vigneti di Jauslin. La famiglia Jauslin è in zona l’unica a vivere esclusivamente con i proventi della viticoltura. La sua produzione media annua si attesta su 50.000 bottiglie a marchio proprio conto e altrettante per conto terzi. Pur in un contesto climatico continentale, Wartenberg risente di un microclima favorevole per la coltivazione della vite, a causa della benefica influenza del vicino Reno che mitiga la temperatura nei mesi più freddi. D’altra parte la zona di Basilea è nota per essere tra quelle che dispongono di maggior numero di ore luce in Svizzera.

L’accoglienza degli Jauslin nella sobria cantina è cortese. Urs ci descrive con entusiasmo il suo lavoro e i suoi vini, mentre sua moglie Regula ce li mesce per la degustazione. I vini, ottenuti da uve Pinot Grigio e Pinot Nero, Sauvignon Blanc, Diolinoir, Garanoir, uva a bacca rossa ottenuta da incrocio, Chasselas, vengono prodotti in blend, Pinot Nero e Diolinoir, e in purezza Sauvignon Blanc e Pinot Nero. Da notare che nel 2012 il Pinot Nero Hohle Gasse, ottenuto dalle uve coltivate sui terreni più pregiati della proprietà, da piante di 30 anni, ha fruttato agli Jauslin il premio di “Champion du monde des Pinots”. Senza pretendere di descrivere ciascun vino, diremo che vi sono alcune caratteristiche comuni quali la delicata intensità unita ad una buona complessità, la spiccata freschezza, l’eleganza e, con riferimento ai vini ottenuti da pinot nero, una notevolissima mineralità.

Ci piace però soffermarci su due vini in particolare, il primo è il Gutedel 2013, vino base dell’azienda, un bianco ottenuto dal vitigno autoctono Chasselas, diffuso un po’ in tutta la Svizzera, ma soprattutto nei dintorni del lago di Ginevra. Il colore netto giallo verdolino rimanda ad una estrema giovinezza e freschezza che anche al naso si palesa in chiare note citrine che spiccano su uno sfondo minerale. Al palato il vino si rivela fresco, pieno e, per essere così giovane, inaspettatamente avvolgente. Di buona qualità e durata la persistenza che invita ad un sorso ulteriore. Ideale per un aperitivo accompagnato da stuzzichini non tropo impegnativi o elaborati.

Di contro, il secondo vino descritto è il cru aziendale, il già citato Hohle Gasse 2012. Si tratta di un vino di una grande eleganza, in stile borgognone, ottenuto da Pinot Nero in purezza. Si affina per 12 mesi in barrique di terzo passaggio. Il colore è un rosso non particolarmente intenso, il naso è investito da un ampio spettro di sentori che vanno dai frutti rossi freschi, alla menta, al caffè e al cacao, accompagnati da una costante ed evidente presenza minerale sullo sfondo. Il sorso è intenso, allo stesso tempo deciso e delicato, fresco e sapido, con sfumature che si rivelano lente, con calma e che richiamano in modo esemplare quanto riscontrato nell’analisi olfattiva. La persistenza è lunga, intensa e avvolge il corpo e l’anima con un’impalpabile brezza tiepida, lieve e profumata. Solo dopo aver assaggiato i loro vini, si comprende che gli Jauslin riescono, chi sa come, ad infondere alle loro creature liquide lo stesso entusiasmo e la stessa leggera sincera allegria che manifestano ai loro ospiti.

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