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Rioja che passione
Pubblicato il 11/10/2013
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Ieri si è tenuto a Londra un interessantissimo evento: il Rioja Trade Tasting. In una serie di sale all’interno della famosa OXO Tower, sulle rive del Tamigi, non lontano dal cuore commerciale della City, 119 produttori di quel che potremo azzardare a definire il Barolo spagnolo, si sono riuniti offrendo il meglio che la regione sa elargire. L’atmosfera si è subito presentata piuttosto caliente, nel vero senso della parola. Le strette sale dotate di enormi vetrate e quasi sospese a ridosso delle acque grigie del fiume, erano gremite di ogni tipo di operatore del settore. Nonostante all'esterno la solita “brezza” londinese sferzasse in tutta la sua potenza, all'interno la temperatura piuttosto alta non facilitava l’assunzione di vini decisamente robusti.

Sfidando quindi le avversità climatiche e termiche, attirata da grandi nomi del panorama vinicolo spagnolo, mi avvio sicura alla volta del primo di una lunga serie: Remirez de Ganuza. Questo produttore, le cui vigne si trovano a Samaniego, nel cuore della Rioja Alavesa, usa un metodo piuttosto innovativo che attira subito la mia attenzione. La pressatura delle uve usate per una particolare tipologia di prodotto, avviene tramite una sacca in Pvc che, introdotta all'interno della vasca, viene gradualmente riempita d’acqua. Il peso del liquido pressa le uve con estrema gentilezza, evitando ogni frizione ed estraendo il 70% del succo senza alcuna ossidazione o rilascio di residui sentori erbacei. Il vino ottenuto da questo metodo, il Trasnocho (90% Tempranillo, 10% Graciano) ha un bel colore profondo e vivace. Il “pionieristico” metodo (come viene definito dall'importatore che entuasiasticamente me lo descrive) unito ad una cura maniacale nella selezione delle uve, regala un vino estremamente piacevole: al palato risulta morbido, pieno e allo stesso tempo pulito, con aromi profondi e ben equilibrati.

Continuo il mio tour toccando le più importanti case vinicole della zona. Bodegas Balbainas, fondate in Rioja Alta nel 1901, una delle più antiche tenute dell'area e la prima ad essersi registrata in Rioja, si presenta con la linea Viña Pomal. Il prodotto di punta, Alto de la Caseta, è un elegante vino dalla spiccata aromaticità e mineralità e dal finale lungo, che riflette bene il territorio di provenienza. Altrettanto classici sono i vini delle Bodegas Muga, con il loro ottimo e ben bilanciato Torre Muga 2009 (75% Tempranillo, 15% Mazuelo, 10% Graciano). Interessanti le tenute Marques de Murrieta dal 1852, con due vini dagli aromi complessi e decisi come Castillo Ygay Gran Reserva Especial (89% Tempranillo, 11% Mazuelo) e Dalmau Reserva 2007 (85% Tempranillo, 8% Cabernet Sauvignon, 7% Graciano).

Le Bodegas Beronia, il cui nome riprende quello originario, celtico, dei primi abitanti della regione, presentano il prodotto di pregio dalla misteriosa bottiglia nera e dal nome evocativo: III a.C. (92% Tempranillo, 4% Graciano, 4% Mazuelo), un vino di carattere, con accenti balsamici e minerali. Tante altre interessanti variazioni sul tema mi conducono ad un banco di assaggio che attira la mia attenzione. L'etichetta originale e coraggiosa, l’impronta sfumata di una mano, stampata in nero su etichetta bianca, mi incuriosisce. La Bodega Paco Garcia si presenta in veste decisamente anticonvenzionale e la export manager Ana Fernandez Bengoa mi spiega la loro filosofia. Secondo sondaggi da loro svolti, il consumatore spagnolo sembra riunirsi in 3 principali categorie, per fascia d’etá. Dai 50 anni in su, la preferenza, per quel che riguarda la scelta del vino, si dirige sicura verso prodotti ricchi, speziati, complessi. La seconda fascia, dai 30 ai 50, più aperta di vedute, tende a gradire il prodotto classico, ma ama sperimentare il nuovo. L’ultima fascia, dai 20 ai 30 vira bruscamente verso birra e superalcolici, preferendoli al vino. La motivazione data è semplice: il vino, in particolare quello rosso, è troppo ricco, difficile da interpretare, complicato da gustare, impegnativo da abbinare. In quest’ottica la Paco Garcia ha creato un Rioja alleggerito, fresco, fruttato, pulito, che va servito, come da loro indicazione, alla temperatura di 16 gradi e abbinato a carni speziate e cucine esotiche. Beautiful Things, il prodotto di punta, (90% Tempranillo 10% Graciano) è un vino profumato, ricco di freschezza, di aromi fruttati, tannini rotondi, con qualche nota speziata non troppo invadente. “Ideal for making love”, suggerisce il volantino, cosa di cui non dubito affatto.

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