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Ott e il Rosé

Cinzia Bonfà
Dal n.121 di
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Christian Ott e suo cugino Jean-François sono i giovani rampolli della prestigiosa famiglia Ott, creatrice, a metà degli anni venti, del “rosé”. Giunti alla quarta generazione spetta oggi a loro il compito di lavorare con il nuovo partner Louis Roederer capace di sostenere lo sviluppo del marchio.  Nel 1896 il nonno Marcel si trasferì dal Reno in Provenza, più precisamente a Cavalaire, vicino a una piccola azienda agricola. Qui il suo inizio non fu dei più rosei (se vogliamo perderci in un calembour) perché alla fine del XIX secolo la fillossera distrusse tutto e Marcel dovette reimpiantare più di una volta i vigneti che potessero dare vini di qualità e solo nel 1912 ci fu il rifiorire di grandi rosé. In quel periodo Marcel acquistò Château de Selle, a Taradeau e iniziò a piantare. “ Il succo che sgorga dalle uve quando vengono salassate è una bevanda rosata leggermente alcolica bevuta dai vignaioli della vigna”, disse Marcel. Dunque lui, che era un inventore, volle trasformare quel succo rosato in un vino di qualità da vendere ai ristoratori e da servire sulle migliori tavole. All’epoca il vino veniva venduto sfuso e veniva servito nei ristoranti in caraffe, in questo modo nessuno poteva vedere se si trattava di un rosso, di un bianco o del nuovo rosé. Così Marcel decise di mettere in luce questo vino ancora sconosciuto e quindi di produrlo e di esporlo: il suo colore si doveva vedere e l’abito che avrebbe contenuto quest’affascinante vino sarebbe stato di vetro trasparente.

La forma sinuosa della bottiglia è un’icona della storia della famiglia Ott. Fu disegnata dal figlio di Marcel, René, nel 1927 e messa in commercio nel 1932. Le curve eleganti della bottiglia gli furono suggerite dallo stesso paesaggio della Provenza, una visione soggettiva ma realistica la sua, che fu fonte d’ispirazione: l’altalenarsi di colline e rive del mare e le terrazze e i cipressi a forma di punti esclamativi. Una forma allora innovativa e ancora oggi del tutto contemporanea, una forma che proviene anche dai ricordi delle anfore vinarie raccolte in tempi antichi e che si trovano in tutta la Provenza. La bottiglia fine e snella rimane la firma di Ott ed è utilizzata per tutti i rosé delle tre proprietà: Château de Selle, Close Mireille, Château Romassan. Sono vini strettamente territoriali e di carattere, tutti diversi tra loro. C’è l’austerità di Château de Selle con i suoi vigneti piantati nell’entroterra sulla cima di colline calcaree; l’esotismo di Clos Mireille con la sua posizione costiera affacciata sul mare; la grandezza di Château Romassan per il clima assolato della Baia di Bandol. L’azienda rispetta pienamente la natura. Il terreno si nutre senza l’utilizzo di sostanze chimiche e i prodotti utilizzati per trattare le malattie della vite più comuni sono costituiti da una miscela di zolfo e poltiglia bordolese (miscela di rame, calce spenta e sapone nero), in quanto questi sono gli unici trattamenti consentiti in agricoltura biologica. Vendemmia manuale, fermentazione in serbatoi di acciaio inox e affinamento in botti di rovere completano il cerchio lavorativo di tutta la produzione. Bandol Rosé Coeur de Grain 2012 è composto da Mourvèdre 58%, Cinsault 32%, Grenache 10%. C’è savoir faire nel suo abito rosa tenue con riflessi diamantini, preludio di freschezza e vitalità. Al naso si apre con un bouquet di rose selvatiche per proseguire con la poesia del lillà bianco. Poi pepe rosa, fragoline di bosco sono attraversate da vibranti toni minerali. L’assaggio è di guizzante freschezza e decisa sapidità con un ritorno dell’onda floreale. Stile pulito, senza sbavature, un rosé ben fatto che delizia fino alla chiusura e che tramonta terso in una calda sera ottobrina abbinato a un ottimo Cappon Magro. 

Domaines Ott
Route de Brégançon
83250 La Londe Les Maures
Tel. 0044 94015350
www.domaines-ott.com
ott.commercial@domaines-ott.com

 

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