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Dal Veneto Bisol 1542
Pubblicato il 08/04/2024

Il Sommelier è per sua natura, un soggetto curioso, molto curioso.

Questa peculiarità lo rende certamente interessato ad ogni aspetto, attento ai cambiamenti e alle novità, così come lo rende estraneo alle mode del momento o alla vulgata corrente.

È quindi per sua natura scevro da condizionamenti e di ampie vedute.

Ed è questa la mia percezione mentre faccio ingresso nella sala di degustazione dove sta per iniziare la degustazione dei vini della Cantina Bisol1542.

Una sala gremita in ogni ordine di posto, interessata di assaggiare il Prosecco Superiore dell’Azienda in compagnia di Gianluca Bisol, Alberto Zilli e Mattia Filippi, condotti dal nostro Luciano Mallozzi.

Nella parola Prosecco c’è un mondo, letteralmente. Una produzione enorme che rasenta le 800 milioni di bottiglie l’anno distribuita su oltre 40mila ettari.

Una produzione così ampia che necessita punti di riferimento e di sbarazzarci immediatamente dall’idea di prosecchino o bollicine di serie B, per avvinarci ad un vino ed un’Azienda che della qualità ha fatto la propria missione.

E quindi alzo l’asticella ancora un po’ e racconto che il Prosecco, questo Prosecco, non è lontano dall’idea di viticultura eroica, anzi. Non a caso le colline del Prosecco sono diventate Patrimonio dell’Unesco nel 2019. Le colline così eleganti e pettinate, lavorate a uncinetto, da cui ben si comprende cosa significhi lavorare Glera a queste pendenze, così lontane dalle comode pianure che salgono su declivi molto impegnativi, dove i trattori non riescono a passare e si inerpicano sino ad arrivare in cima, dove si coltiva Glera atta a divenire Cartizze. In una posizione strategica, 50km dalla laguna di Venezia e altrettanti dalle vette intorno Cortina d’Ampezzo consentono di avere continua ventilazione dal mare di giorno e correnti fresche di notte grazie ai venti alpini.

Basti dire che per lavorare un ettaro di queste vigne, unicamente a mano, sono richieste circa 900 ore all’anno, contro le 300 ore giù in pianura. 

Per continuare a parlare di numeri e meglio inquadrare la denominazione occorre spiegare che la zona del Conegliano Valdobbiadene DOCG si sviluppa su quasi 11 mila ettari, di cui solamente 108 per la produzione di Valdobbiadene Superiore Cartizze, quindi 1800 ettari destinati alla denominazione Asolo: si realizzano circa 100milioni di bottiglie, contro la produzione di quasi 700milioni di bottiglie resa dai 28mila ettari della denominazione Prosecco DOC che insiste nella vallata sottostante: questo passaggio è chiave. 

 

L’ Azienda, acquisita nel 2014 da Lunelli, gestisce circa 100 ettari, dei quali 50 sono di proprietà e i rimanenti di conferenti storici, distribuiti su diversi versanti delle colline, tali da evidenziare diverse tipologie di terreno e rappresentative, quindi, di diverse espressioni del territorio. Su splendida intuizione di Desiderio Bisol, soprannominato "Jeio", le uve sono vinificate separatamente, perché aveva compreso, in tempi non sospetti e dopo aver ricostruito la cantina in seguito alla guerra mondiale, che diversi terreni si esprimono diversamente nel vino e quindi occorreva valorizzare il terreno e di conseguenza il vino. Ora questa conclusione può sembrare quasi banale, ma oltre 70 anni fa rappresentava un’intuizione geniale, da vero Illuminato.

La postazione di degustazione e la docenza
In docenza Gianluca Bisol
La sala di degustazione durante il servizio
L'apertura delle bottiglie in degustazione

La degustazione

 

Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Jeio 

Paglierino dal fine perlage. Emergono sensazioni di fiori bianchi e di campo seguiti da ricordi vegetali e fruttati di mela verde e di kiwi, poi sensazioni citrine di limone, quindi sambuco e intense note gessose invadono l’olfatto. La beva amplifica le sensazioni del naso esibendo una mineralità affilata ben ritmata da timbro fresco e lunga verticalità.

 

Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Dry Jeio 

La differenza principale con il precedente assaggio emerge nel diverso calore che riesce a trasmettere. Veste paglierino lucente e persistente perlage. Note di frutta in macedonia, ginestra ed erbe fini, quindi ancora pesca a polpa bianca e melone invernale. La beva parimenti mostra un leggiadro velo di morbidezza che accompagna il sorso ben sorretto da venatura fresca e sapida. Lungo nel finale ammaliante.

 

Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Crede 2023

Nel nome del vino ci sono le sue radici, Crede è una parola dialettale che rappresenta la creta e l’argilla naturalmente presente nel terreno. Tale componente è in grado di arricchire in profondità e lunghezza il vino. Perlage continuo e persistente. Ampio al naso su riconoscimenti agrumati e floreali, ricordi di ginestra e di camomilla, quindi erbe aromatiche e di glicine sposano note di pompelmo rosa e rintocchi più intensi di lime. La beva è sferzata da marcata sapidità che distende lungamente il sorso, avvolgendo su ricordi di mandorla fresca.

 

Valdobbiadene Prosecco Superiore Rive di Guia Extra Brut Relio 2023

Vino prodotto da uve provenienti da un singolo vigneto, quasi un village di Valdobbiadene.

Naso caratterizzato da note di biancospino e di glicine, ricordi di erba limoncina, quindi nespola e pera estiva, ampia nota speziata che ricorda la vaniglia e delicati intarsi minerali a fare da cornice. La beva è decisa e segnata da vivida sapidità minerale, regalando un lungo respiro sul finale. 

 

Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Edizione I Gondolieri Millesimato 2023

Un vino di estremo interesse per la chiara scelta aziendale di tenere un grado alcolico più contenuto. Il millesimo in degustazione presenta una gradazione di 10,5%, ottenuto unicamente da una rifermentazione senza zuccheri aggiunti, ma unicamente da mosto della stessa azienda. Sostenibilità e contenuto ridotto di alcol per un vino che gioca molto sull’armonia e piacevolezza. Calice paglierino dal fine perlage. Incipit speziato e iodato avvolge il naso, quindi erbe fini e delicate note floreali con ricordi di boccioli di rosa. La beva ha vivace freschezza e lunga scia sapido-minerale. 

 

Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Dry Molera 2023

Anche qui troviamo nel nome un indizio sul territorio, di origine morenica. Frutto di residui glaciali conporfidi e rocce calcaree che inevitabilmente trasmettono al vino la loro unicità espressiva.

Brillante dal fine perlage. L’impianto olfattivo lascia presagire un attento approccio sartoriale, una trama morbida con evidenza di mandorla bianca, pera estiva, malva e salvia, quindi intensi aromi agrumati. La beva esibisce un leggero morso tartarico sferzato di freschezza e sapidità. Lungo il finale speziato su ricordi di zenzero e di mandorla.

 

Valdobbiadene Superiore di Cartizze Cartizze Dry 2023

La particolarità di questa micro area, posta a circa 300 metri di altitudine, ben ventilata ed esposta, consente di tardare la vendemmia anche di 10-12 giorni, permettendo alle uve di concentrare gli aromi varietali in maniera ancora più incisiva.

Paglierino dalle sfumature oro. Esprime al naso frutta matura appena colta ed esibisce una particolare integrità nei sentori di erbe aromatiche e di acacia, quindi soffi di mango poi bergamotto e melone invernale, sul finale note agrumate e delicati rintocchi minerali. Beva avvolgente e di compiuto equilibrio fra componenti sapide e balsamiche. Allunga il sorso su delicata piacevolezza e sfumature gessose.

Bisol1542
Via Follo, 33 
31049 Valdobbiadene TV
Tel: 0423 900138
info@bisol.it
www.bisol.it
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Panoramica della sala di degustazione
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Panoramica della sala di degustazione
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