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Moscato Rosa, vino prezioso e nobile

Cinzia Bonfà
Dal n.100 di
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Ci sono Moscati e Moscati da Nord a Sud della nostra Penisola con caratteristiche diverse tra loro, uno di questi vive in Alto Adige, luogo dove da più di un secolo si sono ambientate diverse varietà autoctone e dove si fa sentire imponente un vitigno che deve il suo nome all’intenso profumo di rosa che si ritrova sia negli acini sia nel vino: il Moscato Rosa. È presente in misura minore anche in Friuli, in Piemonte, in Emilia e in Sicilia. Ha origine siciliana ed è di notevole stravaganza e stranezza l’intreccio tra la Sicilia e il Sud Tirolo. La storia narra di quando il Principe Enrico di Campofranco, della famiglia dei Borbone si imparentò con gli Asburgo e si trasferì dalla Sicilia a Caldaro, in Alto Adige, nel 1851, portando con sé alcune “marze” del vitigno Moscato Rosa. Un vitigno, dunque, non soltanto aromatico ma anche nobile. Il Moscato Rosa è molto delicato da coltivare, perché per sua natura è soggetto a fenomeni (dalla colatura dei fiori all'acinellatura del grappolo) che ne riducono le capacità produttive. Le uve di questo vitigno hanno gradazione zuccherina elevata e la resa è molto avara, di conseguenza il vino che ne deriva è poco. Per tutti questi motivi, oltre che nobile, è anche un vino prezioso. Il Moscato Rosa esiste sia in versione Vendemmia Tardiva, sia in quella di Passito, quest’ultimo ha grappoli che non devono essere attaccati dalla muffa nobile (Botrytis Cinerea), bensì fatti appassire come fossero uva sultanina. Ciò è possibile favorendo l'appassimento dei grappoli sul ceppo, oppure messi al riparo in locali areati, appesi al soffitto, o disposti su tavole.

Viticoltori da 7 generazioni i Franz Haas, tramandano il loro lavoro dal 1880 fino ad oggi sempre a un Franz Haas. Le etichette dei vini di Franz Haas sono tutte particolarmente meravigliose, si distinguono e si memorizzano subito nelle degustazioni ma anche sugli scaffali delle enoteche e sui tavoli dei ristoranti per i bagliori d’oro in contrapposizione con il nero assoluto. Sono state disegnate dall'artista Riccardo Schweizer che collaborò anche con Picasso, Chagall e Le Corbusier. A lui l’azienda ha dedicato un grande Pinot Nero: “Schweizer”. Le etichette furono regalate a Franz dalla moglie Maria Luisa Manna come buon auspicio per l’uscita dei suoi vini.

Oggi invece in degustazione il Moscato Rosa che non è né una Vendemmia Tardiva né un Passito; l’uva avendo un alto residuo zuccherino naturale viene vendemmiata semplicemente quando è matura. Ogni annata ha un periodo di vendemmia diverso. Il Moscato Rosa 2012 ha un colore rosso rubino che ipnotizza, brillante, luccicante, lo guardi e gli occhi si colmano di bellezza giovane, turgida, fresca. L'olfatto si perde tra i profumi di una rosa rossa carnosa, cioccolata alla cannella, malva, noce moscata, confettura di fragole e soffi di rosa canina. In bocca è sottile, elegante con tannini appena accennati che accarezzano il palato. C’è una dolcezza molto fresca, mai stucchevole, che si contrappone a un finale di erbe amare piacevolissimo. Abbinamento con un tortino al cioccolato fondente, con una bavarese alle fragole, oppure con uno strudel ai semi di papavero, o crêpe o crostate di frutta, ma l’ideale sarebbe abbinarlo con i vostri pensieri più reconditi. Vino da meditazione dunque o vino per “Signore”? È un vino prezioso, nobile ed elegante, fate voi.

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