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Fabio Mecca: enologo lucano
Pubblicato il 01/03/2024
L'enologo Fabio Mecca

Il vino è uno stile di vita per Fabio Mecca, perché lui dorme vino, si sveglia vino e pensa vino. Non è un’attività, è più semplicemente vivere vino. Sin da bambino ha sempre pensato di diventare enologo e racconta, con grande gioia ed ansia, quando ai tempi della scuola non vedeva l’ora che suonasse la campanella per poter andare a divertirsi tra i filari. Aveva già un legame viscerale con la vigna.

 

L’enologo o il winemaker è colui che fa il vino, anche se questa è una definizione brutta, come una foto venuta male. In questa professione si tratta più di creare che di fare, di creare come un cantante o un pittore o uno scrittore. Dunque l’enologo è un creatore di vino ma non in senso artistico, più artigianale, e creare un vino è una questione di conoscenza, sensibilità ma anche questione di fiuto, di percezione del rischio e di brio. È la natura a comandare e ad essere l’elemento più forte per cui bisogna assecondarla. L’enologo è colui che gestisce i tempi lunghi della natura nei tempi brevi della produzione attraverso tutte le doti sopra elencante. 

Questo, Fabio Mecca, lo sa, avendo radici profonde nella tradizione vitivinicola della Basilicata ed essendo cresciuto in una famiglia di vignaioli come i Paternoster ma anche perché, dopo studi ed esperienze, ha portato con sé idee e progetti innovativi.

Oggi Fabio Mecca ricopre il ruolo di enologo presso la prestigiosa cantina Paternoster, attualmente di proprietà della famiglia Tommasi, e agisce come consulente per altre rinomate realtà vinicole italiane. 

 

I vini che Fabio ci presenta sono lo specchio e l’anima del territorio dove nascono e il format della sua degustazione è: “10 vini, 10 cantine, 10 territori”.

Le etichette in degustazione
Il servizio in sala

Balbino 2019 - Farneto del Principe 

Bianco Igt | Malvasia Bianca, Montonico, Guarnaccia Bianca| 13% 

Azienda biologica situata ad Altomonte in provincia di Cosenza con 40 ettari vitati di proprietà dei fratelli Palatino.

Veste dorata con intarsi smeraldini. Naso ricco e originale, dai profumi iniziali salini, minerali, che aprono a camomilla, fiori di acacia e miele su refoli di zafferano. Bocca carismatica, dall’impronta salina che ritorna in modo dinamico e mai stanco, in concentrazione piacevole su una chiusura pulita. Richiami alla pesca nella persistenza. Maturazione in acciaio e alcuni mesi in botte di rovere. Con il suo carattere è un vino più da carni bianche che da pesce. 

 

Lacryma Christi del Vesuvio Bianco Vigna del Vulcano 2020 – Cantine Villa Dora

Bianco Doc | Caprettone e Falanghina | 13,5%

Prodotto da una piccola cantina di Terzigno, alle pendici del Vesuvio, si presenta con colore paglierino intenso dalle venature verdi. Note verdi anche al naso con erbe mediterranee e di ginestra che si fanno più morbide e dolci attraverso zucchero a velo, pasticceria e melone invernale. In chiusura soffusa mineralità di pietra focaia. Assaggio gustoso e fresco con innesti sapidi e minerali, tipici del territorio vulcanico. Piacevolissimo. Vinificazione e maturazione in acciaio. Ottimo con una grigliata di pesce o con seppie ripiene. 

Il servizio in sala

Terre dell’Alta Val D’Agri Rosso La Preta 2019 - Di Fuccio

Rosso Doc | Merlot, Cabernet Sauvignon, Aglianico | 15% 

Giovane realtà della Basilicata, con 5 ettari vitati, nata inizialmente come azienda zootecnica e cereagricola con piccole produzioni di vino prevalentemente per il consumo familiare.

Rubino intenso. Naso articolato con profumi di bacche di rovo, legni, cassis, fiori leggermente appassiti uniti a polvere di cacao, liquirizia pura su un finale elegante di speziatura. Assaggio solido, dal deciso morso tannico ingentilito da adeguata freschezza che stempera anche la dote alcolica. Maturazione tra acciaio e barrique. Da abbinare a una tagliata al rosmarino o a uno stinco di maiale lucano. 

 

Cirò Classico Superiore Don Raffaele Riserva 2018 – Baroni Capoano

Rosso Dop  | Gaglioppo 100%| 14% 

Azienda di Cirò Marina che affonda le proprie radici nella storia vitivinicola del luogo, con testimonianze della produzione di vino della famiglia Capoano risalenti nel lontano 1198. 

Tonalità rubino, vivido. Naso invitante nel suo paniere varietale di cardamomo unito a spezie, pepe e ciliegie croccanti, poi liquirizia e macchia mediterranea. Bocca cadenzata dal grip tannico tipico del vitigno ma affusolato da bella freschezza e lunga persistenza speziata. Matura un anno in acciaio e 14 mesi in barrique. Da abbinare a delle costine di maiale sfumate con cipolla. 

 

 

Aglianico del Vulture Superiore Don Anselmo 2017 - Paternoster

Rosso Docg  | Aglianico 100% | 14%

Paternoster è un nome storico della viticoltura lucana, produce uno dei più importanti vini del Sud, il Don Anselmo, elevando l’Aglianico del Vulture a un ruolo maggiore e facendolo conoscere oltre i confini nazionali.  

Tessuto luminoso quasi granato. Profumi delicati con frutta scura e note fumé di camino spento e cenere, poi corteccia, rami spezzati, china e cenni di polvere di cacao. Sorso squisito, dinamico ma elegante, dal nerbo fresco e generoso e dal tannino grintoso. Maturazione per 24 mesi tra botte grande e barrique di secondo passaggio. Ulteriori 12 mesi di affinamento in bottiglia. Superlativo con un cosciotto di agnello al forno con patate.

 

Paolo Lauciani docente della Fondazione Italiana Sommelier e l'enologo Fabio Mecca

Gratena Nero 2016 - Fattoria di Gratena

Rosso | Gratena Nero 100% | 14,5%

Azienda di Arezzo che prende il suo nome da un raro vitigno locale, il Gratena Nero. A condurla sono Rosanna e Paolo Sieni, figli del fondatore, che coltivano 15 ettari di vigneti in totale regime biologico. La peculiarità di questo vitigno è l’elevata nota zuccherina che rende il sorso davvero particolare e piacevolissimo. 

Rubino brillante. Naso dolce e trasognato con confettura di ciliegia e frutti di bosco, intarsiati da erbe di macchia, alloro e lentisco. Tintinnii di pepe e balsamicità di fondo in chiusura. Assaggio polposo e materico, dalle pennellate morbide del grado zuccherino contrastato da una spina dorsale reattiva di freschezza e sapidità. Tannini vellutati e persistenza fruttata. Matura per 12 mesi tra barrique e tonneau di secondo passaggio. Perfetto su un piatto di tortellini in brodo o su un pecorino stagionato.

 

 

Tavoliere delle Puglie Rosso Unus 2015 – Decanto

Rosso Doc | Nero di Troia 100% | 14,5%

Decanto è il nome della cooperativa ubicata nell’agro di Troia sulle colline della Daunia settentrionale, nata per volontà di alcune persone innamorate della zona, con l’obiettivo di valorizzare al massimo il territorio, attraverso canoni tradizionali ma anche con uno sguardo rivolto a un processo moderno. 

Tendente al granato, compatto. Note evolutive al naso di pot-pourri, prugna California, grafite, mina di matita e tostatura con crema di moka. Fresco e vivo al palato, dalla mineralità marcata e dalla giusta freschezza su tannini fitti ma vellutati. Matura 14 mesi in barrique. Da abbinare a tagliatelle al ragù di agnello o a un brasato ai funghi e vino rosso.  

 

 

Matera Rosso Terra Aspra 2013 - Tenuta Marino

Rosso Dop | Primitivo 100% | 14,5% 

Azienda si San Giorgio Lucano, in provincia di Matera, che si trova su un calanco, all’inizio del Parco Nazionale del Pollino, a 500 metri di altitudine. 

Granato brillante di media trasparenza. L’impronta iniziale è speziata con cannella, poi si dipana su una sensazione minerale di ferro, quasi ematica che si arricchisce di profumi di conserva di pomodoro, tanta frutta e fiori leggermente appassiti. Assaggio generoso e squisito, dalla carezza piacevole della morbidezza glicerica unita a una gradazione alcolica non ostentata. Elegante e persistente. Abbiniamolo a una terrina gratinata di polenta e funghi porcini o a un brasato di cinghiale alle mele. 

 

Panoramica della sala

Morrone 2012 - Tenuta Santa Lucia

Rosso IGT | Syrah 100% | 14%  

Azienda di Poggio Mirteto, in Sabina, zona nelle vicinanze di Roma che ricade nella provincia di Rieti. Nata sul finire degli anni ’70 grazie all’intuizione di Mario Colantuono, medico romano innamoratosi delle bellezze di questi luoghi.

Dal granato intenso e consistente è un Syrah superbo e seducente con la classica nota pepata tipica del vitigno. Integrità al naso nel mantenere profumi vitali, freschi anche nella maturità con ancora molta frutta, un po’ disidratata, di ciliegia, amarene e prugna California. Continua caleidoscopico con pan pepato, spezie, frutta secca, cuoio e tabacco. Sorso fresco e vivido con fusione del tannino in un corpo armonioso e sapido in chiusura. Matura 24 mesi in barrique, poi ulteriori 24 mesi di affinamento in bottiglia. Carré di agnello al timo e lardo di Colonnata.

 

 

Mastro Terenzio- Feudo dei San Severino

Bianco Passito Igt | Moscato di Saracena | 16% 

Piccola realtà vinicola della provincia di Cosenza che si trova nel comune di Saracena, un paese arroccato sulle colline dei Monti del Pollino. 

Ambra brillante, bouquet intenso e dolce dagli arabeschi aromatici tipici del vitigno, ricchi di mela cotogna, panforte, canditi, miele di castagno e caramella d’orzo. Nota smaltata in chiusura. Intenso e dolce anche al palato, si espande con richiami olfattivi supportato da buona freschezza. Persistenza al fico secco e dattero. Uva appassita su graticci. Matura in tonneau e in barrique per 36 mesi. Vino da meditazione e da abbinare a formaggi stagionati. 

 

 

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