Notizie
Home > Notizie > Di sole e di vento

Di sole e di vento

Cinzia Bonfà
Dal n.179 di
Fotografia

Pantelleria isola meravigliosa, assolata e ventosa, regala gioielli unici al mondo come il vino passito di Salvatore Murana: Moscato Passito di Pantelleria Martingana, degustato oggi nell’annata 1998.

Il Martingana è Moscato d’Alessandria al 100%, vitigno chiamato popolarmente Zibibbo il cui nome deriva dall’arabo zabib che significa “frutta appassita al sole”. Il vitigno è stato introdotto in Sicilia dagli Arabi ed è ancora oggi coltivato secondo tecniche millenarie, ad alberello molto basso, quasi bonsai e a basso numero di gemme per ceppo. Le viti crescono all’interno di piccole conche vulcaniche, profonde circa 20 centimetri, utilissime per raccogliere la poca acqua piovana e quella dell’umidità della notte; inoltre servono per ripararle dall’inquietudine del vento di maestrale e scirocco, dalla salsedine e dalla luce in eccesso.

L’azienda di Salvatore Murana nasce nel 1984 ma ha alle spalle una storia generazionale di contadini panteschi e ancora oggi mantiene un’impostazione del tutto artigianale. Quelle del Martingana sono vigne vecchie, piantate nel 1932 che, per natura e caratteristiche climatiche, producono pochissimi grappoli di uva. Lo Zibibbo qui, nasce e vive su terrazzamenti con muretti in pietra lavica situati a sud dell’Isola che si affacciano sul mare blu cobalto. L’uva viene raccolta in Agosto quando avviene una selezione delicata e manuale ponendo infine i grappoli migliori al sole su stenditoi di pietra per 20-30 giorni e avendo cura di girare i grappoli manualmente più volte. L'uva parzialmente appassita è poi portata in cantina e aggiunta a un piede di fermentazione ottenuto con uve fresche. Fa 24 mesi di affinamento in botte piccola di secondo passaggio.

Il suo vestito è color mogano luminosissimo. Aleggiano e danzano toni speziati di curcuma e fruttati di fichi secchi, cotognata, scorza d’arancia candita e datteri. Poi caramella d’orzo e sogni ventosi iodati. In bocca è fiero e sontuoso ed è integerrima la freschezza ancora sferzante che tiene testa a una dolcezza mai seduta.

Vino da compagnia, lo assapori, ne discuti con chi ami e con chi possa saper apprezzare la sua anima dolce e carnosa. Oppure vino da meditazione da bere in alcuni momenti della propria vita, quando la convivialità non ti appartiene più e certe sensazioni vuoi regalarle solo a te stesso, magari con la sola compagnia di un grande sigaro cubano, morbido e armonioso come il Don Alejandro di Vegas Robaína.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Stampa la pagina