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Sulle orme del Teroldego
La Fondazione nel più bel giardino vitato d’Europa.
Pubblicato il 28/04/2017
Sulle orme del TeroldegoCesare Battisti agli inizi del secolo scorso definì la Piana Rotaliana “Il più bel giardino vitato d’Europa”. Una lunga  distesa ricca di vigne allineate e regolari, sorvegliate dall’alto da bastioni rocciosi  che annunciano l’arrivo delle Alpi orientali e dove l’occhio cerca il punto in cui  il colore del cielo e quello della terra si mescolano. La Piana Rotaliana comprende i comuni di Mezzolombardo, Mezzocorona, San Michele all’Adige,  Roveré della Luna, Neve San Rocco e Faedo, in una visione certo più estesa rispetto ai confini tracciati storicamente, perché Valle dell’Adige e Piana Rotaliana hanno un comune denominatore: il Teroldego.

San Michele all’Adige è situato sull’antica via Claudia Augusta dove i vigneti della Piana Rotaliana prendono a salire verso le colline di Faedo e Giovo. Una zona unica e suggestiva, dove il tempo sembra fermarsi e ricordare all’uomo che i ritmi della quotidianità sono scanditi ancora dall’alternarsi delle stagioni, dai colori e dai profumi della terra.

Dal 1855 la storia della viticoltura di questo territorio si lega strettamente a quella di una famiglia di viticoltori: gli Endrici (Endrizzi nel dialetto del luogo). Fin dall’inizio l’Azienda  ha allevato Cabernet Sauvignon e Merlot, accanto a Teroldego e Lagrein, ribadendo l’importanza dell’unicità di questo territorio, capace di dar forza ed eleganza ad unioni ritenute quantomeno difficili e basate su  scelte  sicuramente pionieristiche. Ma se la strada che si intende seguire è quella della qualità e del carattere distintivo dei propri prodotti, allora Endrizzi ha lavorato da sempre senza compromessi, inseguendo un sogno: dare riconoscibilità e originalità ai vini, senza rinunciare al rispetto verso la natura, all’insegna della sostenibilità. Una sensibilità spiccata verso i temi dell’ecologia che ha dato vita negli anni ad azioni agricole e creative, come i piccoli orti didattici coltivati ai piedi dei filari e che riportano alla memoria i vari riconoscimenti dei singoli vitigni che poi l’olfatto, curioso, ricercherà nei vini.

Masetto, definito dagli Endrici “il terroir di famiglia”, si trova in un avvallamento sul conoide del rio Faeto. I terreni asciutti, ghiaiosi e calcarei giacciono su suoli profondi di origine porfirica e carbonatica adatti al Teroldego e al Cabernet Sauvignon, oltre che al Lagrein e allo Chardonnay.

Una linea che vede prodotti di alto livello qualitativo, dall’eleganza sobria e raffinata,  a partire da Masetto Privé, un Trento Doc a dosaggio zero che matura 84 mesi sui lieviti, a Gran Masetto da Teroldego in purezza con parziale appassimento delle uve, fino a  Masetto Due che nasce dall’unione di Teroldego e Cabernet Sauvignon.

Masetto Due è un vino dai colori compatti e netti per un’unione perfetta fra due vitigni che sembrano riconoscersi e ricercarsi all’interno del bicchiere. Profumi eleganti, complessi, succosi, da  scatenare sinestesie, in cui la ciliegia nera e il ribes si fondono con ricordi di erbe aromatiche di montagna, liquirizia, terra umida e un deciso accento speziato e minerale. Assaggio caldo che avvolge ed inebria, raggiunto da una freschezza e sapidità vitali e prorompenti e da un tessuto tannico vigoroso, capace di dare buon equilibrio. Finale lunghissimo che riporta a profumi di sottobosco e sensazioni scure di cardo mariano e genzianella. Le uve appassiscono per 10 giorni e dopo lunga macerazione, la vinificazione e la maturazione avvengono in acciaio.

Così il Teroldego sembra annunciare un futuro di longevità e ribadire la sua capacità di raccontare da sempre un territorio e condurci, con raffinatezza e audacia,  verso nuovi confini sensoriali. Perché “bastano poche gocce di Teroldego per dare un’impronta caratteristica al vino” (Cesare Battisti).
 
CANTINA ENDRIZZI S.R.L.
Località Masetto, 2
San Michele all’Adige (TN)
Tel. 0461 650129
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