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Agenzie di “comunicazione”. Perché i produttori scelgono quelle sbagliate?
Pubblicato il 17/02/2012
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10 anni di Bibenda, 13 di Guida ai Vini (già DUEMILAVINI), 7 anni di Guida ai Ristoranti d’Italia, 8 di Guida agli Oli italiani. Insomma, più di una dozzina d’anni di pubblicazioni.

Due, i tratti salienti del nostro esordio: la discrezione, che ci induceva a entrare sulla scena in punta di piedi; e la consapevolezza di essere ben preparati e allenati.

Poi, c’era un terzo fattore. Lo sbandierammo subito con orgoglio e poi per molti anni con costanza, senza falsa modestia, con fierezza. C’era di che essere giustamente orgogliosi.

In effetti, fino a quel momento, non esisteva prodotto editoriale privo di pubblicità. Non ce n’era uno. (Quando arrivi in edicola, il prodotto te lo devi essere già pagato con la pubblicità, dicono i mestieranti.)

Impensabile realizzarne uno senza. Né pubblicità né contributi. Beh, noi coraggiosamente (oggi direi da incoscienti) sfidammo quella regola. Sacrificando il guadagno facile in nome della lealtà, della trasparenza, della libertà.

Della deontologia ne abbiamo fatto una bandiera, della serenità di giudizio un credo.

Eppure sarebbe stato (e sarebbe) così facile ottenere pagine (e soldi) da inserzionisti vari. Figuriamoci dai produttori di vino. Conosco personalmente procacciatori di pubblicità che ci andrebbero a nozze. Che ci vuole a vendere pubblicità di vino per una rivista specializzata sul vino, per un sito che si occupa di vino e che pubblica recensioni e punteggi, o per una Guida? Un gioco da bambini.

Fin qui la premessa.

Oggi, continuiamo a ricevere richieste di questo tipo:

15 febbraio 2012

“… siamo l'Agenzia di Comunicazione che segue i lavori di ufficio stampa per conto di… Chiedo di ricevere il media kit con il listino 2012 per valutare la possibilità di inserire questa azienda…”

8 febbraio 2012

“… vorrei chiedervi le tariffe delle inserzioni pubblicitarie sulla rivista Bibenda. Stiamo valutando se fare 5/6 inserzioni di 1/2 pagina o di 1/3 di pagina per cui vi chiedo anche di specificarmi la percentuale di sconto dal listino o di darmi delle eventuali proposte per dei pacchetti pluri-uscita.”

Un mese fa

“… mi occupo dell’attività stampa di una delle più importanti case vinicole italiane. … Vi chiedo il vs piano editoriale per potervi inviare materiale informativo e comunicati stampa, oltre che per sottoporre le vostre proposte/spazi comm.li all’azienda.”

Quale credibilità e quali obiettivi questi “professionisti” della comunicazione offrono e garantiscono ai loro clienti? Cosa millantano se nemmeno conoscono, né tantomeno leggono le pubblicazioni del settore?

Ecco, pure se non l’avessimo sbandierato ai quattro venti, di tutte le nostre pubblicazioni sarebbe bastato sfogliarne una.

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