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Curarsi bevendo o curarsi dal bere?

Simone Revelli
Dal n.6 di
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Chi ha visto il documentario Buena Vista Social Club sa come possono essere longevi i cubani. Non solo: è stato osservato che mediamente arrivano alla soglia dei novanta in uno stato di benessere invidiabile. Qualcuno si è chiesto perché e a quanto pare le ricerche hanno condotto a scoprire che l’estratto della canna da zucchero, da cui si produce il rum, ha proprietà benefiche sul colesterolo. La cosa è tanto vera che una società farmaceutica ha brevettato un farmaco di sintesi ottenuto dalle cere della canna da zucchero cubana (Saccharum officinarum L.). Chi ha problemi di colesterolo può provare questo integratore alimentare, oppure ripiegare su un forse più piacevole bicchierino di rum tutte le sere! Quando l’ho saputo non potevo credere alle mie orecchie. Bere rum per curarsi, siamo forse nel paese dei balocchi?

A riportarmi sul pianeta terra ci ha pensato un’altra ricerca, di cui hanno parlato i giornali, che va in tutt’altra direzione. Il team della biologa molecolare Jing Liang, presso la University of California di Los Angeles sta sperimentando una molecola chiamata Dhm che deriva da un estratto della pianta orientale dell’uva passa. Tra gli effetti ci sarebbe quello di eliminare l’“hangover” che segue le grandi sbornie. Ubriaconi di tutto il mondo unitevi? Speriamo di no. C’è poi la “questione morale”: è giusto prodigarsi per eliminare le conseguenze del bere troppo (e male), quando in fin dei conti proprio tali effetti dovrebbero - tra gli altri - spingere alla moderazione e alla ricerca di prodotti sani e digeribili? Come se non bastasse, pare che tra gli effetti a lungo termine della molecola Dhm ci sia un progressivo disincentivo all’assunzione di alcol. Sarà una panacea per gli alcolisti cronici, ma non ditelo ai cubani...

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