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Il Gattinara e l’astrolabio

Cinzia Bonfà
Dal n.168 di
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L’astrolabio è un antico strumento astronomico portatile che serviva ai naviganti per misurare l'altezza degli astri sull'orizzonte, poi sostituito con il sestante. Fu inventato intorno al II a. c. e perfezionato in pieno Rinascimento, poi sostituito quando subentrarono anche orologi meccanici nel 1600. Nella sua forma più semplice l’astrolabio è costituito da un disco graduato di una quindicina di centimetri di diametro, sul quale è segnato un raggio in corrispondenza dello zero. Al centro del disco è imperniata un’asta girevole, detta “alidada”, che si può far ruotare. Puntando il raggio verso una stella e l’alidada verso un’altra stella, si può conoscere la distanza angolare fra le due stelle. Allo stesso modo si può misurare l’altezza degli astri sull’orizzonte. Attualmente vengono costruiti astrolabi molto precisi muniti di cannocchiale. Anche nel nuovo mondo internettiano del 2.0 esistono astrolabi interattivi che navigano all’interno della volta celeste individuando la posizione delle costellazioni in ogni giorno dell’anno e in ogni ora del giorno.

Oggi noi abbiamo individuato degli astrolabi in Piemonte, più precisamente a Gattinara con l’azienda Il Chiosso. Tutte le etichette dei vini dell’azienda Il Chiosso raffigurano degli antichi astrolabi, molto colorati e permeati da grande fascino e carisma come del resto lo sono tutti i vini prodotti. Con l’azienda il Chiosso ci troviamo a Gattinara, nell’Alto Piemonte, dove sono prodotti, da importanti cru storici , vini di prestigiose denominazioni quali Gattinara, Ghemme e Fara. Il Chiosso ha natali recenti, nasce nel 2007 dall’unione però, di chi il vino lo conosce e lo fa da sempre: il produttore ed enologo di Ghemme Marco Arlunno con Carlo Cambieri, proprietario di vigneti in Gattinara. L’azienda possiede superfici vitate dislocate sull’intero territorio dell’Alto Piemonte, principalmente a Nebbiolo dove qui viene chiamato Spanna, territorio dove il fiume Sesia segna il confine naturale tra la provincia di Vercelli e quella di Novara, e divide fisicamente le colline del Gattinara Docg e del Ghemme Docg, mentre il Fara Doc è poco più a Sud anche se è considerata la Doc più a Nord del Piemonte. Sul versante orientale invece sono dislocate le Colline Novaresi con le differenti tipologie di vitigno. Una in particolare ha una storia un po’ curiosa, quella dell’Erbaluce che, in questa zona con la denominazione Doc di Colline Novaresi, non può essere menzionata; ovvero, non può apparire in etichetta il nome del vitigno con il quale è prodotto. La cosa più assurda è che l’Erbaluce è l’unico vitigno ammesso da disciplinare. Così l’azienda chiama il vitigno “l’impronunciabile” per non subire sanzioni punitive. Altre aziende, in questa zona, si sono adeguate a chiamare l’Erbaluce “l’innominata”, “senza nome” ecc. perché le leggi sono strane, si sa!

In degustazione oggi il Gattinara Galizja Docg 2009 che ha in etichetta sempre un astrolabio con all’interno un drago che l’azienda ha voluto come metafora del drago descritto da Omero: “animale fantastico con vista acuta, agilità di un’aquila e la forza di un leone”. Le uve del Galizja (Nebbiolo 100%) variano dai 15 ai 40 anni di età e appartengono al vigneto più importante inserito nella zona più storica e più vocata di questa denominazione. La vinificazione avviene in botte grande e matura sempre in botte grande nuova e vecchia da 1000 e 5500 litri. Veste un bel colore granato radioso. I suoi profumi sono eterei e soffusi con una ventata balsamica in primo piano che lascia il posto a un cioccolatino alla menta, ciliegie macerate in alcol, rose appassite e bastoncino di liquirizia. Fatui refoli salmastri nel finale. In bocca ha freschezza determinata e giusta struttura scandita da eleganza, come per un vestito di alta sartoria. Tannini fitti e maturi puntellano il palato delicatamente. Lunga sapidità. Incantevole.

Il Chiosso
Viale Marconi, 45/47/47a
13045 Gattinara (VC)
Tel. 0163 826739
www.ilchiosso.it
info@ilchiosso.it

 

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