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I migliori pizzaioli di Rossopomodoro Cup e del XIV Trofeo Caputo
Pubblicato il 11/09/2015
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Si chiama Angelo Pezzella il pizzaiolo che ha vinto la seconda edizione della Rossopomodoro Cup. Lavora a Roma, nel ristorante Rossopomodoro di Largo Argentina e ha battuto la concorrenza di altri maestri della pizza, come Guido Avino, secondo classificato, che ha recentemente inaugurato una pizzeria del marchi a a Pontecagnano (Salerno), o Paolo Pangia di Milano. Nonostante i luoghi di lavoro il podio è comunque tutto napoletano anche se alla competizione, che ha visti la partecipazione di più di sessanta pizzaioli, hanno preso parte professionisti provenienti dagli Stati Uniti, dal Brasile, dall'Arabia Saudita, dalla Gran Bretagna, oltre che dal resto d’Italia.

Una maratona, conclusasi il 4 settembre, che per due gironi (pomeriggio e sera) ha visto impastare, lavorare e roteare pizze sul Lungomare di Napoli oltre 500 pizzaioli da tutto il mondo durante il XIV Campionato del Mondo Trofeo Caputo, promosso dall'Associazione Pizzaiuoli Napoletani e dal Molino Caputo. Ad aggiudicarsi l’ambito trofeo è stata la napoletana Teresa Iorio che si è aggiudicata il Campionato Mondiale del Pizzaiuolo nella categoria più importante, la pizza STG (Specialità Tradizionale Garantita), seguita sul podio da Giulio Russo e Yuka Oda. I vincitori della Rossopomodoro Cup sono i pizzaioli del marchio che hanno totalizzato il miglior punteggio proprio nella categoria della pizza STG, ovvero marinara realizzata con pomodoro, aglio e origano o margherita condita con pomodoro San Marzano o dell'Agro Nocerino, fiordilatte (mozzarella vaccina), olio extra vergine d'oliva e basilico, pasta lievitata 8-12 ore.

“È per noi un orgoglio avere sul podio un ragazzo come Angelo Pezzella che si è sempre distinto per la garbatezza e l'amore verso il proprio mestiere - commenta il Presidente di Rossopomodoro, Franco Manna -. È lui l'autore delle decorazioni con cui sono state personalizzate tutte le pizze che hanno accompagnato i successi della raccolta di firme per fare inserire l'arte e la manualità dei pizzaioli napoletani nel patrimonio immateriale dell'umanità dell'Unesco. Angelo infatti non si tira mai indietro e si impegna con passione in ogni obiettivo che l'azienda si pone".

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