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Calabria, in tutti i Sensi

Redazione Centrale
Dal n.156 di
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Cos’è il viaggio? Il poeta portoghese Fernando Pessoa sostiene che è un “essere altro costantemente”. Tutto vero ma non solo, perché il viaggio è attesa, desiderio, scoperta, mistero, nostalgia, andata, ritorno e ancora materia, tempo, vita e soprattutto mondo, luogo fisico e culturale in cui ogni percorso si svolge. Agostino di Ippona, santo e filosofo - scegliete voi il titolo che più vi aggrada - lapidario scrive: “il mondo è un libro e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina”. Una fantastica sintesi della vita che, a sua volta può riassumersi in un viaggio oppure in libro, che forse pari sono. Un libro è un viaggio e ogni pagina una tappa di un’andata e di un ritorno, oppure di una sola andata, e perché no, di un solo ritorno. Ogni libro, poi, come ogni viaggio che si rispetti, ha un antefatto, ovvero un retroscena di necessità, desiderio e casualità che ha dato il via al tutto. Il mondo gourmet, quello della cucina, degli chef, dei prodotti tipici ecc. è pieno di libri, qualche volta di libri di viaggio, costruiti a mo’ di diario o di memorie talvolta brillanti, talaltra artefatti, pensati e scritti da chi non viaggia oppure, peggio ancora, si limita a trasportare se stesso da un luogo all’altro. Tra le ultime pubblicazioni di libri di viaggio tra cibi e territori spicca “Calabria, in tutti i sensi”, opera dello Chef Luigi Ferraro, un calabrese che vive e lavora a Mosca dove è Executive Chef del lussuoso ristorante “Cafe Calvados”. Il volume è un libro di prodotti tipici, di territori e di ricette; insomma un viaggio in lungo e in largo per la Calabria semplicemente autentico, oltre che ben raccontato, ottimamente impaginato e splendidamente illustrato. Ma andiamo per ordine e raccontiamo l’antefatto, ovvero cosa ha spinto il bravo Ferraro a tornare in Calabria per raccontarla e raccontarsi attraverso un volume di sensi, prodotti tipici e ricette. “Pensando al prossimo nuovo menu - scrive nel testo - ho cominciato a sentire l’esigenza di trovare qualcosa di veramente interessante. Qualcosa di unico e straordinario che potesse stupire e sorprendere i miei clienti. […] stavo perdendo ogni speranza […] e una sera, a casa, mia moglie Ivana stava preparando uno dei miei piatti preferiti, cavatelli con la ‘nduja. […] La risposta a tutti i miei dubbi era dentro di me, era parte di me”. Il viaggio quindi ha inizio. Da quella riflessione prese poi forma il racconto di un itinerario della memoria, delle genti e dei prodotti di Calabria e proprio a cagione di quel momento, al ritorno in Russia dello chef, i moscoviti impararono a mangiare calabrese. Non è questa forse la globalizzazione? 

Quello di Ferraro nella terra natia non è solo un ritorno ma una riscoperta di luoghi, odori, sapori, donne, uomini, terra, aria e acqua. Tutti i sensi sono allertati in un luogo che ha dato il nome all’Italia, come ricorda Riccardo Marcialis - autore delle belle fotografie del volume nonché Direttore Editoriale della pubblicazione - citando il III Libro dell’Eneide di Virgilio: “dagli Enotri còlta, prima Enotria nomossi, or com’è fama, preso d’Italo (re dei Morgenti, ndr) il nome, Italia è detta”. Tutti i sensi in Calabria sono continuamente stimolati da una produzione di arte e cultura capaci di declinarsi in arance, bergamotti, bottarga, cipolle, fichi, liquirizia, pecorino, peperoncini, soppressate e tanto altro ancora. Luigi Ferraro si muove con facilità e naturalezza nella sua terra e tra i suoi cibi, raccontati nel libro in italiano e in inglese, con dettagliati approfondimenti geografici, culturali e storici. Aneddoti e descrizioni arricchiscono le pagine dedicate alla ‘nduja o allo stocco di Mammola, solo per fare qualche esempio; la lettura poi è semplice e scorrevole nonostante la ricca presenza di informazioni. L’intera seconda parte del volume, copiosa, è dedicata alla trasformazione di questa materia prima: le ricette di Luigi Ferraro. Facili, tradizionali e creative, così si presentano le preparazioni, tutte fotografate e descritte in maniera estremamente dettagliata e sovraimpresse sugli schizzi a matita che lo stesso Ferraro fa, da grande chef, dei suoi piatti subito dopo averli pensati. Mentre si sfoglia e si legge il libro viene voglia di conoscere, viaggiare, mangiare, in una parola: vivere. A tal proposito Luigi Ferraro chiude la pubblicazione con un postfatto in cui scrive: “il viaggio è infinito. Ogni vita vissuta è un viaggio”. Il resto del postfatto ve lo leggete da voi, dopo aver sfogliato ed esservi appassionati a quello che non è il solito compendio di ricette e prodotti, ma una dotta, curiosa, chiara e perfetta sintesi della Calabria. Una volta finito di leggere, ve lo assicuriamo, non vedrete l’ora di partire, proprio come ha fatto Luigi Ferraro, anche senza aver mangiato prima un piatto di cavatelli con la ‘nduja.

Alla realizzazione del libro hanno dato il loro contributo, con diversi interventi, oltre a Riccardo Marcialis e Ivana Fiori, quest’ultima nella redazione dei testi insieme allo chef, il Ceo di SILLKS International Hotel Group LTD Francesco Borrello, lo storico dell’arte Professor Franco Bianco, il Presidente Centro Studi Manageriali A.D.A. Professor Antonio De Septis, l’Avvocatessa Filomena Greco, Direttore Generale Consorzio Olio Bruzio Dop, Massimo Magliocchi, Presidente comitato promotore “Igp olio di Calabria e ancora il Professor Enzo Monaco, Presidente dell’Accademia del Peperoncino così come il Presidente dell’Accademia del Bergamotto, Professor Vittorio Caminiti, Gennaro Convertini Presidente della Fondazione Italiana Sommelier Calabria e il Professor Nicola Fiorita, Presidente di Slow Food Calabria.

Calabria, in tutti i sensi - Un viaggio con Luigi Ferraro
Luigi Ferraro - L’Immaginario, 2015 

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