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Benvenuti in Puglia, anteprima Expo 2015
Pubblicato il 20/02/2015
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Una Puglia in abito da sera è stata presentata, venerdì 13 febbraio, in un albergo extralusso nel cuore di Milano, in una serata nella quale sono stati illustrati i progetti, le azioni e gli interventi che saranno messi in campo nel corso della grande esposizione universale, dai molteplici attori del territorio, nel l'appuntamento che vedrà la Puglia protagonista in una cornice internazionale.

La grande serata prende vita con l'aperitivo nel terrazzo coperto: è palesemente un aperitivo alla pugliese, idealmente lontano anche più del migliaio di chilometri che separano la Puglia dalla movimentata Milano da bere. Nodini, burrate, pecorini canestrati, cacicavalli podalici ed altro ancora; un vero inferno per gli intolleranti ai latticini, rifugiati nelle tante sfaccettature di taralli e nei boccacci sparsi ovunque di olive multicolore e multipezzatura, dalla verdissima e gigante "Bella della Daunia" alle "Leccine", piccole e dal sapore concentrato. Nei calici niente bollicine, seppur la Puglia abbia dimostrato di avere il talento e le carte in regola per produrne di strabilianti; a gestire il banco c'è il consorzio del Salice Salentino che si propone nei tre colori ammessi dal disciplinare, bianco, rosato e rosso, e nelle varie interpretazioni che le mani dei diversi produttori ci propongono.

La soddisfazione dei sensi è tale che la serata potrebbe terminare qui ma l'invito è ad accomodarsi in un salone adiacente, dove verranno serviti i piatti forti.

Un incanto di tavolone centrale esibisce i propri trofei: inserti di pomodorini, ceci neri, cipolle di Acquaviva, carote viola di Polignano, scaldatelli di Manfredonia, pregiati oli EVO, fino ad arrivare al panettone più buono d'Italia che, spiacente per i tradizionalisti, è pugliese, e più precisamente del forno Sammarco, sul Gargano; è stato nominato "Panterrone", composto da grano arso dell'antica varietà Senatore Cappelli. Sul buffet tornano i prodotti caseari, tra i quali spicca una cremosa ricotta con scaglie di bottarga della laguna di Lesina ed olio EVO, le immancabili fave e cicoria, una zuppa di patate, broccoli e cozze pelose, il capocollo di Martina Franca della celebre salumeria Santoro e tanto altro ancora.

Il tempo passa e non si fa altro che bere e mangiare: nessun produttore spiega la propria filosofia, nessun tecnico decanta le percentuali di Negramaro e Malvasia Nera, quelle di carne suina e bovina; non si ode la parola Bio dalla bocca di nessuno, tutte piene ed intente alla masticazione. Ciò nonostante, in nessuno ci sono punti di domanda inespressi, nessuno ha quesiti senza risposta: questo perché la Puglia va masticata, va sorseggiata; anche con un pizzico di sana ingordigia che non ti fa dire basta. Quale modo migliore per imparare ad amarla?

Il bel tacco d'Italia sta finalmente mostrando tutto il suo fascino: meta turistica fra le più gettonate, arte e tradizioni visibili e respirabili in ogni angolo della regione, una miriade di tipicità che fanno invidia al mondo intero.

La Puglia non è più quella regione bruciata dal sole che dispensa mosti concentrati ed alcolici vini da taglio, ma è finalmente consapevole del proprio immenso patrimonio, ed è pronta a vivere la sua stagione da protagonista all'EXPO. VIVA LA PUGLIA!

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