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Mercato del Vino in Gran Bretagna, sempre meno vini e sempre più cari
Pubblicato il 12/12/2014
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Uno scenario a tinte fosche quello tracciato dall’ultimo rapporto di Wine Intelligence, “The UK Wine Market Landscape 2014”, sull’andamento del mercato enoico nel Regno Unito e soprattutto sul mutamento delle propensioni dei consumatori. Questi ultimi sembrano sempre più divisi in due tipologie di persone: quelli che chiameremo i “facoltosi”, termine ironico vedrete, che cercano vini di qualità o assoluto pregio senza badare al prezzo che, al contrario, diventa un indice discriminante della stessa qualità del prodotto e i cosiddetti “risparmiatori”, ovvero coloro i quali voglio soltanto spendere pochi pound e, in sostanza, bere qualunque cosa. I consumatori disposti a spendere più di 8 sterline per una bottiglia da asporto, ovvero il 40% degli intervistati, crescono rispetto allo scorso anno di quasi il 30%, mentre coloro i quali non vogliono spendere più di 4 sterline, pari al 9% del campione, sono in calo del 14%. Gli altri si stazionano in posizioni marginali della distribuzione statistica. In quadro generale di diminuzione dei consumi di vini, dove i prodotti italiani rivestono il 22% dello stock bevuto dai sudditi della Regina Elisabetta II, il luogo in cui si acquista più vino rimane Tesco, con il 48% di acquirenti di vino regolari negli ultimi sei mesi (nel 2013 erano il 52%), seguito poi non dalle enoteche e dai wine shop specializzati ma da discount come Aldi e Lidl che intercettano rispettivamente il 16% e l’11% dei consumatori britannici, numeri in crescita rispetto al 2013 quando coprivano sempre rispettivamente, il 10 e il 7%.

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