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Una bella partita a scacchi
Pubblicato il 15/11/2013
Fotografia

Langhe, un susseguirsi di panorami spettacolari, castelli medievali e borghi storici, antichi manieri e torri da cui si ha una vista mozzafiato, un’area ricca di boschi, di splendide e morbide colline, “ bricchi” o “grandi mammelle” nella descrizione di Cesare Pavese, che disegnano percorsi di salite e discese e racchiudono vigneti incastonati quasi a delineare una scacchiera i cui pezzi non rappresentano altro che i produttori di vino. Ciascun pezzo degli scacchi si muove con precise regole ed è proprio tra Monforte e Barbaresco che si svolge la partita di scacchi tra due produttori, Gaja e Conterno. Ma chi vincerà tra i due la partita?

Gaja è un autentico personaggio: ha un carisma magnetico, idee ben precise che non teme mai di esporre con chiarezza e lo dimostra nel parlare della storia e del commercio mondiale del vino, dei cambiamenti climatici, dei territori e dei personaggi che lo hanno segnato come Gino Veronelli, la nonna Clotilde Rey cha all’età di undici anni gli disse: essere artigiano significa fare, saper fare, saper far fare e infine far sapere. Affascinante e coinvolgente, come i suoi vini, Barbaresco 2010 e Langhe Gaja & Rey 1998 che hanno fatto da cornice al nostro incontro. Il Gaja & Rey è brillante, giallo dorato; integra e varia la componente fruttata con profumi che ricordano frutti tropicali quali ananas maturo, papaia, frutto della passione e cedro seguiti da piccoli fiori bianchi; seguono ricordi di erbe di campo, di nocciole tostate e di spezie dolci quali vaniglia e zafferano. Morbido, di importante acidità e persistenza. Il Barbaresco si è rivelato immediatamente elegante, di un colore granato vivace; naso coinvolgente e profondo in cui toni floreali di rose rosse e di viole appassite si alternano a note fruttate di ribes, mirtillo, mora, ciliegia scura e lampone; sensazioni di speziatura di pepe rosa  cedono il passo a note di tabacco, liquirizia e grafite. Al palato è molto raffinato, con un netto ritorno delle sensazioni olfattive supportate da freschezza e sapidità, con tannini presenti, sferici ed eleganti. Finale assolutamente persistente.

Di Roberto Conterno si rimane sbalorditi della sua energia, della passione e del dinamismo con cui esprime ciò in cui crede profondamente; non c'è posto per rotovinificatori o concentratori, e nemmeno le barrique hanno speranza di affacciarsi in cantina in cui le attrezzature sono organizzate per raggiungere l’eccellenza: ogni fase di lavorazione infatti ha il suo spazio distinto, molto vasto, pulito e immenso. Entusiasmante la degustazione in cui ha proposto quattro annate di Barolo Cascina Francia, 2012, 2011, 2010 e 2009 che hanno mostrato quattro diverse espressioni! Si è passati da un vino poco espressivo, vista la sua gioventù, in cui spiccano profumi primari di frutta rossa, lampone, frutta rossa, ciliegia ad un vino che presenta profumi di frutta più marcata; leggeri sentori di balsamicità e avvolgenti note di rosa e di viola sono più accentuati man mano che si arriva a degustare la 2009 e anche la speziatura dolce di pepe rosa che si alterna a note di menta e di leggera balsamicità sono più marcate ed evidenti. Il tannino si presenta scomposto, ruvido e molto presente ma non ci si preoccupa poiché la 2012 è ancora in fasce e necessità di tempo per maturare e con il Barolo Cascina Francia 2009 il percorso è ancora più chiaro in cui quello che più stupisce è la dolcezza del tannino, la morbidezza, l’eleganza e la persistenza con cui il vino avvolgono  il palato. Passare poi al Cerretta significa avere a che fare con tutt’altra realtà; rubino luminoso, con leggeri riflessi granati, fruttato di una ciliegia appena accennata, sensazione fresca e classica di rosa di macchia e viola e una fine sensazione balsamica erbacea; in bocca è equilibrato, morbido, di grande bevibilità, con un deciso rimando alla ciliegia, tannino più strutturato, presente ma elegante e ciò che più lo distingue è la presenza netta e nitida di mineralità. Barolo Monfortino Riserva 2010: elegante, raffinato, i cui aromi di apertura sono sottili ed intensi; note balsamiche si alternano ad erbe officinali, alloro e timo; mineralità lievemente salmastra seguita da aromi floreali di viola, fruttati di ciliegia, agrumati di arancia rossa e da sensazioni di fungo porcino e tartufo. Vino senza eccessi, già perfettamente in equilibrio, avvolgente al palato con tannini setosi ed eleganti.

Il gioco è terminato! È patta: restano sulla scacchiera soltanto i due re e la situazione è tale per cui nessuno dei due giocatori può dare scacco matto all’altro! L’unico vincitore, il vero protagonista della scacchiera langarola è solo uno: il Nebbiolo! Uva piuttosto “bizzarra” ed esigente in termini di condizioni ambientali e climatiche con la capacità di esprimere negli anni una varietà di profumi e sfumature aromatiche da stupirci ogni volta. Vien da tremare al pensiero che Angelo Gaja avrebbe voluto fare il fotografo o che Roberto Conterno non avesse preso in mano l’azienda: ci sarebbero mancati questi grandi vini, di così elevata classe, espressivi di un grande territorio dove il nebbiolo ha trovato da tempo il suo habitat naturale.

Gaja
Via Torino, 18
12050 Barbaresco (CN)
Tel. 0173 635158 
info@gaja.com
 
Conterno
Località Ornati, 2
12065 Monforte d’Alba (CN)
Tel. 0173 78221 
conterno@conterno.it
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