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I Cinque Grappoli di BIBENDA 2014
Pubblicato il 04/10/2013
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Come viene condotta la caccia alle eccellenze,
ossia come si conquistano i Cinque Grappoli

A Primavera di ogni anno iniziano le manovre per arrivare a settembre con un mattoncino fatto da 2048 pagine piene piene. Giusto per avere un’idea, un po’ di più di 4 risme di carta.

L’avvio è diesel, i grandi lavori raggiungono la fase piena a giugno, il colpo di acceleratore viene dato a inizio luglio, da agosto fino alla consegna di settembre è una vera e propria corsa. Spesso anche a ostacoli. Durante tutto il percorso di realizzazione si alternano, si susseguono e si sovrappongono diverse attività che, a elencarle molto in breve, vanno da una lunga serie di controlli, verifiche, registrazioni, archiviazioni fino alle degustazioni e alla stesura finale.

Nella lettera di invito trasmessa ad Aprile alle aziende chiediamo di inviare due campioni di ogni etichetta prodotta. Le bottiglie arrivano direttamente presso il nostro magazzino dove del personale specializzato si occupa della ricezione, registrazione, smistamento (un campione in redazione per la degustazione, un campione in magazzino a disposizione per verifiche, secondi assaggi in caso di difetti del primo campione, finali). La conservazione avviene in locali adeguatamente climatizzati: una misura indispensabile per mantenere questi vini, spesso non ancora “completi”, in condizioni che non ne pregiudichino la qualità, almeno fino al momento dell’assaggio.

Le finali si svolgono tra Luglio e Settembre e vi accedono i vini che in degustazione (*) hanno ottenuto dagli 89 centesimi in su.

Vengono inoltre inseriti nelle finali anche altri vini, ad esempio quelli con un curriculum “grappolato” che non hanno ripetuto la brillante performance degli anni precedenti. Dare a questi prodotti una seconda possibilità lo riteniamo un dovere, una regola non scritta su carta ma dentro di noi ben definita a chiare lettere.

Al magazzino si chiedono i secondi campioni sui quali svolgere le verifiche, secondo parametri ben definiti che mirano a raggrupparli per tipologia, vitigno, territorio, gradazione alcolica, annata. In redazione le bottiglie vengono rese anonime con le opportune procedure di copertura e presentate in batterie di 6 moltiplicate per un numero x di incontri, mattutini e/o pomeridiani. I nostri degustatori in pattuglia silenziosa assaggiano alla cieca, quindi trascrivono la loro valutazione in centesimi sulla scheda appositamente predisposta dove sono riportati i numeri identificativi dei campioni, la tipologia, l’area di provenienza, i vitigni. Le schede si raccolgono, le valutazioni si mediano matematicamente, difficilmente differiscono tra loro più di due punti (la squadra è ben collaudata e la taratura pressoché perfetta), infine le bottiglie vengono spogliate e smascherate.

Ah! Oh! Ih! Bah…

È interessante osservarli durante gli assaggi, ma soprattutto al termine, quando si scoprono i giochi. Seri e attenti prima, delusi a volte, un po’ stanchi alla fine, oppure entusiasmati e soddisfatti delle proprie e delle altrui scoperte. Sono belle le chiacchiere finali, lo scambio dei pareri, delle percezioni, delle emozioni. È bella la consapevolezza di aver contribuito alla realizzazione di un prodotto serio, mirato ad evidenziare la qualità che esiste, dando merito e soddisfazione a chi la qualità la fa (a volte con coraggio), e magari essere così riusciti a ispirare e a motivare in questo senso anche una sola persona in più.

(*) Noi, i vini, li degustiamo. 

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