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Barolo 2010, un’ottima annata

Cinzia Bonfà
Dal n.127 di
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L’annata 2010 per il Barolo è, insieme a poche altre, la più “piemontese” degli ultimi tempi e si ricorderà come un’ottima annata. Per questo bisogna considerare nei Barolo 2010, la notevole acidità e la buona maturazione fenolica, sinonimi di longevità. Sono vini di “pazienza” che si potranno apprezzare maggiormente tra qualche anno. Armonia e longevità sono le parole chiave dell’annata 2010. Ogni singolo vigneto nelle Langhe ha una propria personalità e secondo l’esposizione, dell’altitudine e della pendenza, il Nebbiolo dà risultati differenti, può variare anche da un ettaro all’altro, così come avviene in Francia. Praticamente lo stesso cru o, come viene denominato in Langa “Menzione Geografica Aggiuntiva”, ha vigneti ubicati in posizioni differenti. L’annata 2010 è l’anno in cui tutti i cru hanno dato il massimo risultato facendo prevalere il proprio carattere al meglio. Ecco perché se andate nelle Langhe non c’è già più una bottiglia di Barolo 2010! Tutte già vendute. Sono 11 i comuni che possono fregiarsi della Docg Barolo e 170 le Menzioni Geografiche Aggiuntive (cru) più 11 comunali, per un totale di 181, approvate con il nuovo Disciplinare del 2010. Per ragioni di spazio e lunghezza dell’articolo descriviamo solo i cru dei 5 comuni che, secondo la maggior parte dei guru del giornalismo enologico mondiale, compongono la grande maggioranza della produzione di Barolo: Barolo, La Morra, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba. Gli altri li ricordiamo e sono: Cherasco, Diano d’Alba, Grinzane Cavour, Novello, Roddi e Verduno. I vini di Barolo sono spesso aromatici, freschi con note floreali accentuate di viola e di rosa nelle loro più ampie sfaccettature. L’annata 2010 è stata di grande equilibrio e finezza, con tannini flessuosi e fitti.

La Morra è la più grande dei cinque comuni suddivisi qui, ha altitudini più elevate rispetto agli altri e alcuni vigneti sono più ripidi e dunque ben drenati. I vini di La Morra sono eleganti, gentili ed equilibrati, risultano anche più immediati e non hanno bisogno di un lunghissimo invecchiamento per essere bevuti al loro diapason vitale. L’annata 2010, in alcuni cru, ha avuto una mancanza d’intensità del colore ma tutti i vini sono molto fini e di buona longevità rispetto a quelli del 2009 risultati più strutturati e pronti. Monforte d’Alba ha Barolo di lungo invecchiamento, densi e strutturati. L’annata 2010 è stata più umida e fresca rispetto al resto dei comuni con grandi differenze termiche del giorno e della notte tra Giugno e Ottobre. Questo fenomeno ha fatto slittare la vendemmia, in qualche zona, ai primissimi giorni di Novembre e dappertutto, comunque, si è verificata una maturazione più lenta delle uve.

I Barolo di Castiglione Falletto sono potenti ed eleganti al tempo stesso. Sono Barolo difficili da caratterizzare perché il terreno varia da cru a cru, da quelli con base di calcare a quelli con una composizione arenaria. L’annata 2010 è stata perfetta per tutti i tipi di terreno e c’è chi sostiene che è stata la più “Borgogna” degli ultimissimi tempi. I Barolo di Serralunga d’Alba sono molto strutturati, mascolini, austeri e longevi nel tempo; hanno una carica maggiore di colore e grande bagaglio aromatico. L’annata 2010 ha prodotto vini che avranno davanti molti anni affinché siano “pronti” e bisognerà aspettare anche due lustri prima che siano al loro zenit di maturazione. Con le nuove norme riguardanti l’etichettatura dei vini approvate nel Disciplinare di Produzione del Barolo Docg, dalla vendemmia 2010 non è più lecito indicare in etichetta più di una Menzione Geografica Aggiuntiva (cru). Per questo motivo smettono di esistere in etichetta più assemblaggi e viene menzionato solo il cru con la maggiore percentuale di Nebbiolo. Difatti molte delle etichette dei Barolo più famosi sono state cambiate, creando un po’ di confusione al consumatore finale. In realtà nulla è cambiato perché nella bottiglia il “vino dei Re” è sempre lo stesso, quello che cala gli assi e che fa sognare.

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