Quando il legame con la terra diventa forza vitale e la poesia incontra la natura, nascono vini capaci di esprimere un territorio in tutta la sua complessità. È ciò che accade sull’Etna, uno dei luoghi più affascinanti del panorama vitivinicolo italiano, dove la vite dialoga con un paesaggio in continua trasformazione.
Ma se il versante nord è ormai conosciuto e ampiamente esplorato da appassionati e professionisti, esiste un’altra anima del vulcano che merita di essere raccontata con maggiore attenzione: quella sud-occidentale, che abbraccia i territori di Biancavilla e Santa Maria di Licodia.
Un’area in cui altitudine, luce, influenza marina e suoli vulcanici concorrono a definire un’identità enologica peculiare, capace di distinguersi senza rinunciare al carattere profondo dell’Etna.
Uno degli elementi più significativi di quest’area è l’altitudine. I vigneti si sviluppano generalmente tra i 600 e i 1.000 metri sul livello del mare, con alcune contrade che superano anche questa quota.
A rendere ancora più interessante il quadro pedoclimatico è l’incontro tra montagna e mare. L’influenza marina, combinata con la presenza dei rilievi montuosi, crea un equilibrio particolare: una viticoltura di montagna mitigata dalla componente mediterranea. Condizioni che favoriscono importanti escursioni termiche tra il giorno e la notte, contribuendo alla conservazione della freschezza aromatica e dell’equilibrio delle uve.
Altrettanto determinante è la natura dei suoli, che varia in funzione dei depositi lasciati dalle diverse eruzioni. In quest’area si incontrano terreni tra i più antichi del vulcano, riconducibili al periodo Ellittico, caratterizzati dalla presenza di lahar e ignimbriti.

I lahar costituiti da una miscela di acqua, fango e materiali vulcanici, mentre le ignimbriti sono rocce piroclastiche consolidate, formate da frammenti vulcanici e ricche di “vetro vulcanico”. Un patrimonio geologico complesso, che contribuisce a definire il contesto nel quale le viti affondano le proprie radici.
L’esposizione meridionale completa il quadro. La maggiore disponibilità di luce solare, unita a condizioni climatiche generalmente favorevoli e a una buona ventilazione, rende quest’area particolarmente interessante sia per la produzione di vini bianchi sia per quella di rossi. Condizioni che possono inoltre favorire una gestione agronomica sostenibile, anche in regime biologico, laddove le caratteristiche del singolo vigneto lo consentano.
A Santa Maria di Licodia si distingue Contrada Cavaliere, un luogo di particolare interesse anche per la presenza di piante prefillosseriche, situate a quote che possono superare i mille metri.
Biancavilla, invece, presenta cinque contrade di riferimento: Maiorca, Torretta, Rapilli, Stella e Spadatrappo. Nomi che identificano un mosaico di luoghi e condizioni pedoclimatiche, nel quale ogni vigneto può contribuire a una diversa interpretazione del territorio.
È proprio questa pluralità a rendere interessante l’esplorazione enologica del versante sud-occidentale: non una semplice alternativa al più noto versante nord, ma un’espressione autonoma del vulcano, con una propria sensibilità stilistica.
La degustazione ha proposto due batterie distinte, ciascuna composta da otto vini, per un confronto tra le interpretazioni bianche e rosse del territorio.
La prima batteria ha messo in luce il Carricante, vitigno capace di tradurre con straordinaria efficacia le peculiarità ambientali dell’Etna. Un interprete sensibile, che in questo versante sembra trovare una sintonia particolare con la luce, l’altitudine e la matrice vulcanica dei suoli.
Straordinaria l’interpretazione del Carricante, capace di esaltare la componente territoriale, la peculiarità del vitigno e la luminosità del versante, trasformandole in elementi distintivi di vini di grande interesse.
Il profilo olfattivo si muove attraverso un ventaglio articolato di sensazioni: profonde note saline e minerali si alternano a richiami agrumati, mela verde ed erbe aromatiche, per poi aprirsi a sfumature floreali e mentolate, talvolta accompagnate da delicate sensazioni di frutta candita.
Al palato, questa complessità trova una corrispondenza convincente. L’acidità e la sapidità sostengono la morbidezza, contribuendo a un equilibrio gustativo di grande efficacia. La freschezza non è mai fine a sé stessa, ma diventa parte di una struttura armonica, nella quale la componente minerale accompagna lo sviluppo del sorso e ne prolunga la persistenza.
Se i bianchi hanno conquistato per tensione e complessità, i rossi hanno offerto una lettura altrettanto convincente del versante sud-occidentale.
I vini rossi in degustazione:
Convincente ed elegante la versione del Nerello Mascalese secondo Biancavilla. Un vitigno che altrove può esprimere tratti irruenti, con una trama tannica incisiva e una marcata tensione, ma che qui sembra trovare una misura particolare, nella quale il territorio contribuisce a modulare l’espressione varietale.
Il profilo aromatico si sviluppa attraverso tonalità balsamiche, talvolta floreali e fruttate, arricchite da richiami alle erbe aromatiche e da profonde sensazioni minerali, in alcuni casi di evidente impronta ferrosa.
La struttura gustativa si armonizza con quella olfattiva in una corrispondenza sorprendente. Il sorso non cerca la potenza fine a sé stessa, ma si affida alla precisione, alla freschezza e alla qualità della trama tannica. I tannini delicati, la sapidità e la vivacità gustativa diventano i veri protagonisti, sostenendo vini nei quali l’eleganza prevale sull'esuberanza

La degustazione di Biancavilla e Santa Maria di Licodia restituisce l’immagine di un territorio dalla forte identità, nel quale la viticoltura non è soltanto una pratica agricola, ma il risultato di un equilibrio complesso tra natura, storia geologica e sensibilità produttiva.
Nei bianchi emerge la capacità del Carricante di tradurre altitudine, luce e matrice vulcanica in freschezza, sapidità e profondità aromatica. Nei rossi, il Nerello Mascalese mostra un volto misurato ed elegante, nel quale le note balsamiche e minerali si intrecciano con tannini delicati e una spiccata vitalità gustativa.
Etna Wine Forum Biancavilla
Sindaco: Antonio Bonanno
Via Vittorio Emanuele, 467 - 95033 Biancavilla (CT)
Tel. 095 7600111
protocollo@pec.comune.biancavilla.ct.it
Fondazione Italiana Sommelier Sicilia
Presidente: Paolo Giuseppe Di Caro
Four Points by Sheraton
Via Antonello da Messina 45, Aci Castello – Catania
Tel. 338 1786874
fondazionesommeliersicilia@gmail.com