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Vini d’Ucraina

Nila Halun
Dal n.38 di
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Poiché da lì provengo, mi capita spesso di rispondere a questa domanda. L’Ucraina è il “granaio” dell’ex Unione Sovietica, ma è conosciuta nel mondo anche come il Paese del Grande Sheva, il calciatore Andrij Shevcenco, e del disastro nucleare di Chernobyl. Più raramente ci si ricorda di Julia Tymoshenko, il volto della Rivoluzione Arancione del 2004. Però tutti sono curiosi di sapere dei vini ucraini.

La superficie totale dell’odierno vigneto è all'incirca di 150.000 ettari, dove si osservano le 3 più importanti zone vitivinicole. Nel territorio di Zakarpattya, riparato dai monti Carpazi, la produzione di vino era conosciuta sin dal XII secolo. Nel 1711 lo zar Pietro I in una visita a Zakarpattya, dopo aver assaggiato e apprezzato dei vini locali presso Seredne, comprò tutti i vigneti (oggi chiamati vigneti dello zar), che in seguito avrebbero fornito il vino alla corte di San Pietroburgo. Qui tuttora prevalgono le varietà internazionali: Cabernet Sauvignon, Merlot e anche il georgiano Saperavi.

Un’altra zona vocata alla produzione di vini di eccezionale qualità è Mykolajiv-Cherson che si trova a nord est della Crimea, e Odessa, sul confine con la Moldova. Oltre agli spumanti e ai vini da dessert, i prodotti più rappresentativi locali sono i bianchi e i rossi secchi come il Perlina Stepu (Aligoté) o l’Oksamit Ucrainy (Cabernet Sauvignon).

La zona più importante è la penisola di Crimea (Krym), dove la vite è coltivata da sempre e in particolare dai tempi della colonizzazione greca (nel IV secolo a.C.) Alla fine del XVIII secolo la Crimea entra nell’Impero Russo e nel 1828 lo zar Nicola I incarica il conte Michail Woronzow di curare la viticoltura e l’enologia in quel territorio. Woronzow mise le basi per una nuova pagina nella storia vinicola della Crimea fondando una cantina ed un Istituto Enologico presso Magarach.

Dopo la guerra di Crimea del 1853-56, a Livadia nelle vicinanze di Yalta, fu costruita la residenza estiva dello zar e nel 1891 il principe Lev Golitzin fu nominato enologo di corte. Fu lui a costruire nel 1894 a Massandra un’azienda per l’epoca moderna. Massandra non era un luogo in cui si produceva il vino, ma un punto di conservazione dei vini, che arrivavano da una ventina di cantine sparse sui Krymskiye Gory.

I leggendari vini ucraini di Krym hanno attirato l’attenzione degli esperti in occasione di un’asta a Londra presso Sotheby’s nel 1990. Si trattava dei vini dei tempi degli zar, tra cui i Madeira, gli Sherry, i Tokay ed il Cahors, il vino della chiesa russa ortodossa, un Muscat del 1929 e un bianco stile Porto del 1932. Imitando lo stile del Porto o Madeira questi prodotti sono riusciti addirittura a superare quelli autentici.

Oggi Massandra possiede la più antica a la più ampia collezione del mondo di vini (all’incirca un milione di bottiglie), che le è valsa l’ingresso, nel 1998, all’interno del Libro dei Guinness. Oggi Massandra produce ugualmente vini fortificati, non paragonabili però con quelli, di altissimo profilo, che beveva la famiglia imperiale.

Nonostante i gravi danni provocati dalla compagna del 1985 di Gorbaciov contro l’alcolismo in Unione Sovietica, furono per l’occasione estirpati quasi tutti i vigneti, bisogna comunque riconoscere che l’Ucraina è un Paese dove, in determinate zone, si possono produrre vini davvero eccezionali, basta utilizzare le viti giuste e la competenza di agronomi ed enologi preparati.

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