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SORDITÀ DI UN CONSORZIO
Oppure connivenza di un fatto sintomatico e mortificante.
Pubblicato il 16/06/2022
C'è la pubblicità dell'Asti in onda da alcuni mesi il cui protagonista è il vino e un volto noto (mi vergogno un po' a dire il suo nome perché ha fatto il Corso per Sommelier).
C'è una pubblicità che esalta il Moscato d'Asti e l'Asti Spumante, lo fa con dei bicchieri accattivanti, si percepiscono freddo e bollicine.
Poi si passa all'abbinamento con voce inneggiante: LA CARBONARA!
SORDITÀ DI UN CONSORZIO
SORDITÀ DI UN CONSORZIO
Ora non so come la fate voi la carbonara ma certamente non userete lo zucchero ma il pecorino romano dop, guanciale e pepe nero, tuorlo d'uovo, spaghetti, rigatoni o mezze maniche.

Allora chiedo al Consorzio in questione: che ci azzecca l'Asti spumante o il Moscato d'Asti?

Questa regressione culturale è una colpa grave che deprime chi da anni dona amore, tempo, impegno per insegnare il vino e il vino con il cibo per un matrimonio d'amore.

E se pure i signori produttori volessero significare all'Italia che loro fanno anche un Asti secco, allora consiglio loro di cambiare agenzia di comunicazione.

Chissà cosa direbbe il Garante della pubblicità a proposito di "messaggio ingannevole"...

Nel caso andasse tutto bene, se si fosse scoperto che il vino dolce con la Carbonara è un finissimo abbinamento, allora consiglieremo ai nostri Sommelier d'Italia dei grandi passiti di Sicilia, del Cartizze, un Moscadello della Toscana, un Brachetto, oppure i fantastici Fior d'Arancio dei Colli Euganei, ma non l'Asti.

Perché a me quel "carosello" mi dà tanto fastidio.

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SORDITÀ DI UN CONSORZIO
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