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Lettera Aperta alla Presidente della Regione Umbria
Pubblicato il 16/03/2022
Presidente carissima, ci siamo conosciuti tanti anni fa per il vino e subito ci siamo voluti bene. Tanto.
Donatella Tesei, Presidente Regione Umbria
La magia del tuo Sagrantino di Montefalco mi ha rapito. Quando mi hai detto di parlarne, per me è stata una gioia insieme a te, donna forte e smaniosa di gridare alla gente che un vino così difficile da comunicare era per te logica di cultura forte, forte della tua Umbria.

Oggi posso dirti, perché sei di tutti gli umbri, oggi posso dirti che amo certamente Marco Caprai ma sento la grandezza dell’Umbria nell’amare profondamente Renzo Cotarella, Luisa Todini e Massimo D’Alema, Filippo Antonelli e Chiara Lungarotti e tanti altri.

Oggi sento e ammiro la tua ecumenicità di un’Umbria che sta nel cuore e nella mente della gente del mondo: parlo di vino, Donatella, parlo di una cultura immensa nella quale il destino ti ha dato la fortuna di starne dentro.
Bibenda AssisiProprio in Umbria, ad Assisi, c’è una piccola ma immensa Enoteca che, a fatica, ma anche con orgoglio l’abbiamo, l’abbiamo tutti annoverata tra i più grandi Centri di Cultura del Vino del mondo!

Piano piano, dolcemente, Nila Halun ha inventato BIBENDA ASSISI e lì, da tutto il mondo, vanno donne e uomini a sentirla parlare di vino in italiano e in altre quattro lingue.
Vanno a sentirla parlare della magia del vino dell’Umbria, dell’Italia e del resto del pianeta vino.

Attraente, la sua parola, perché esprime con orgoglio quell’amplissima arte appresa sui banchi di scuola di Sommelier e resa ancora più ampia dalla sua voglia matta di crescere. Cosa che ha fatto in maniera eccellente. Colta, raffinata, fino all’incredibile: la sua profonda conoscenza del vino l’ha resa unica e nota in tanti Paesi del mondo.

Io, Nila, l’ho conosciuta a Montefalco con il Sagrantino, con te Sindaco e con il tuo orgoglio di esserlo di una città del Vino che faceva festa con Enologica, ricorrenza di lusso a Montefalco.
Bibenda AssisiNila “ha fatto” Francesco, un vino umbro che, anziché andare in tipografia a farsi fare il biglietto da visita, presenta come un pezzo di Assisi che rappresenta il suo lavoro.

Questo vino, la sua bottiglia e un’etichetta speciale che nasce dai tipi di BIBENDA riconoscono ad Assisi la sua dimensione di santità, perché il vino, oltre al Sacrificio del Cristo, dona anche pace per millanta volte con i mille vitigni d’Italia. Un’immensa ricchezza di genere. Di diversità.

Questo vino nella bottega-enoteca di Nila prende corpo e notorietà in tutto il mondo - perché Assisi “è” il mondo, Presidente, come ben tu sai, la preghiera della gente in questo Paradiso di pace viene per venerare il Santo. Ecco, Assisi, in un angolo di strada ha pure Nila.

“BIBENDA per rendere più seducenti la Cultura e l’Immagine del vino” è un concetto che Nila ha capito bene, per questo ha fatto più grande Assisi, ha fatto migliore l’Umbria.
Pochi giorni fa Nila, sua mamma di 93 anni, sua figlia e la sua nipotina hanno chiuso a chiave la loro casa.
E, con tanta fatica tanta, con una piccola Peugeot, caricati pochi bagagli, hanno lasciato Riverivne a nord di Kiev, mentre in Ucraina cadevano le bombe, queste quattro donne dopo aver attraversato l’Ungheria sono arrivate in Italia. E di lì in Umbria. Piangevano e piangono sempre, ma sono vive, pronte per abbracciare il Santo!

Una storia sconvolgente, come tante altre, Presidente, ma questa ti riguarda, ci riguarda perché con tanto amore abbiamo parlato anche noi del vino che l’Umbria ci ha dato la grazia di amare.
E queste quattro donne Ucraine né te, né io, né nessuno può lasciarle sole.

Franco M. Ricci
Bibenda Assisi
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