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Dieta Mediterranea

Quinto Convegno Nazionale dell’Accademia della Cucina Mediterranea.

Claudia Chiarotti
Convegno Dieta MediterraneaNon si può stare bene, pensare bene, amare bene, dormire bene se non si è mangiato bene
Così scriveva Virginia Woolf, grande figura inglese della letteratura del XX secolo, evidenziando che i corretti atteggiamenti nei confronti del cibo sono determinanti per la buona salute dell’uomo.

Il 5° Convegno Nazionale dell’Accademia della Cucina Mediterranea, tenutosi il 26 maggio scorso a San Felice Circeo, ha riguardato proprio il tema del giusto comportamento a tavola quale possibilità di curarsi e prevenire alcune malattie, inserendo tra “gli ingredienti salutari” anche il vino.
I relatori: illustri medici, autorevoli studiosi e importanti giornalisti, hanno dato vita ad un simposio molto interessante, in riferimento a vari argomenti tra cui la difesa dell’ambiente, oggi seriamente minacciato dall’uso delle plastiche; i metodi di coltivazione in agricoltura e il pericolo derivante dai fitofarmaci; i sistemi di confezionamento e imballaggio dei prodotti alimentari, spesso eseguito in modo non idoneo.
Da tutto ciò si è arrivati al tema principale del Convegno, ossia l’importanza del mangiare e bere cose salutari, nei tempi e modi più idonei.
La Dieta Mediterranea, modello alimentare riconosciuto dall’Unesco nel 2010 tra i Patrimoni Culturali Immateriali dell’Umanità, è alla base di questa tesi, perché si fonda su quello che è considerato il più ampio studio sull’alimentazione, effettuato negli anni ’60 dal biologo e fisiologo statunitense Ancel Keys, il quale verificò che le popolazioni del Bacino mediterraneo, che si cibavano in prevalenza di pasta, prodotti ortofrutticoli e che utilizzavano esclusivamente olio di oliva, godevano di una salute decisamente migliore delle popolazioni di altri Paesi come ad esempio la Finlandia, in cui si consumavano più burro, strutto e carni rosse.
Nel tempo il significato di “Dieta Mediterranea” ha assunto un approccio ampio, come fenomeno complesso ed effettivamente valido soprattutto sotto il profilo salutistico: si basa su un regime alimentare che vede un basso utilizzo di grassi saturi e un abbondante uso di alimenti di origine vegetale, freschi, naturali, di stagione e di origine locale, come la frutta, la verdura, gli ortaggi, il pane, i cereali e l’olio di oliva; i latticini, come formaggi e yogurt, sono da consumare giornalmente in moderata quantità; il pesce e il pollame anche in misura non continuativa, e, infine, previsto un consumo in quantità minime per le carni rosse. Suggerita una costante, anche leggera, periodica attività fisica.
E cosa prevede la Dieta Mediterranea come bevanda da accompagnare al cibo durante i pasti?
 
Convegno Dieta Mediterranea / Barbara Palombo
Convegno Dieta Mediterranea / Barbara Palombo
Convegno Dieta MediterraneaNel Convegno del 26 maggio questo punto ha trovato spazio per una approfondita analisi, e la nostra Master Sommelier, Barbara Palombo, relatrice già nel Convegno dello scorso anno, ha illustrato dettagliatamente come l’inclusione del vino in questo sistema nutrizionale, sia giusto e corretto: alimento gradevole e soprattutto salutare.
Laddove il vino si fa con l’uva” ha sottolineato Barbara, “come in Europa, si può asserire che fa bene alla salute perché l’uva, nelle sue parti, è ricca di polifenoli e di resveratrolo, sostanze importantissime per il nostro organismo”. La relatrice della Fondazione Italiana Sommelier ha ben illustrato alla platea le numerose, onorevoli e stimate fonti che evidenziano come la lotta contro i radicali liberi prevenga malattie tumorali, degenerative, cardiovascolari, e sia benefica contro l’invecchiamento precoce fisico e mentale ed i polifenoli hanno proprio la funzione di combattere tali pericolose molecole.
Ma allora si può asserire che il vino fa bene alla salute, ovviamente nel rispetto delle giuste dosi di assunzione dettate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: dose giornaliera equivalente a non più di 2-3 Unità Alcoliche per una persona di media età, e 1 Unità Alcolica per una persona anziana.
1 U.A. corrisponde a 12 grammi di etanolo (alcol alimentare) ed è contenuta in un bicchiere di vino, 125 ml, di media gradazione.
Così scriveva intorno al 1970 Luigi Veronelli, enologo, cuoco e figura centrale nella valorizzazione del patrimonio enogastronomico italiano: “Bevi il vino con rispetto, lui ti diverrà amico, e ne avrai solo gioia e salute”. Lo scrittore sosteneva che il vino sia parte integrante della nostra cultura storica e anche alimentare, e che non fa male quando si beve “da persone intelligenti”.
La Dieta Mediterranea ha da sempre sostenuto il Vino come bevanda storica corretta da inserire nel suo modello, e grazie ai continui studi delle Università di tutto il mondo, da tempo è chiaro che l’assunzione di 2 bicchieri di vino al giorno, durante i pasti, è un toccasana gradevole e salutare, soprattutto se abbinato con il piatto giusto.
Il Presidente dell’Accademia della Cucina Mediterranea, Franco Bruno, organizzatore dell’Evento, è un autorevole sostenitore del corretto abbinamento come esaltazione delle caratteristiche organolettiche del cibo e del vino, e Barbara ha stuzzicato l’appetito di tutti i presenti in sala illustrando qualche esempio di come un cibo della dieta mediterranea possa risultare ancora più valorizzato se abbinato al vino giusto:
“un buon vino e un buon cibo danzano insieme un ballo appassionante che può donare gusto ed emozione”, ha dichiarato Barbara, ed è importante per tutti conoscere almeno i passi principali di questo balletto per far sì che la corretta alimentazione dia un contributo per una vita sana.
Per questo scopo, il vino, espressione di un territorio e custode di preziosi ingredienti, gioca un ruolo fondamentale.
 
Convegno Dieta Mediterranea
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