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Nero d’America

Breve storia di un emigrato di lusso.

Claudio Bonifazi
Nel nord America sono piantati circa 12.140 ettari di Pinot Nero, che occupano nel complesso una superficie poco più grande di Manhattan, rappresentando il 6% della produzione a bacca nera dell’intero continente nordamericano.
Di questo 6% solamente il 2% è dedicato alla produzione di vini rossi monovarietali, mentre il resto è impiegato in blend di altri rossi, o per la produzione di vini spumante.
 
Nella West Coast si trova il più alto numero di vigneti; circa 10.000 ettari sono concentrati sulla costa occidentale e corrono lungo una striscia di terra non più larga di 50 chilometri, che si estende da Seattle, nello stato di Washington,  fino a Santa Barbara in California.
 
Lungo questa dorsale il Pinot Nero ha trovato la sua particolare zona di elezione nello stato dell’Oregon, dando vita a vini di una qualità per cui molti lo considerano oggi il terroir migliore dove il Pinot riesce ad esprimere se stesso dopo la Borgogna.
 
Se 50 anni fa i Pinot restavano inascoltati dalla critica e da molti produttori, oggi le vigne della Willamette Valley, con la subregione di Dundee Hills producono vini che si collocano tra i più pregiati del mondo.
 
 
Nero d'America
L'affinità reciproca tra Oregon e Borgogna ha portato un certo numero di icone del vino della Borgogna ad avviare operazioni di investimento nello stato. Il movimento fu guidato dalla Maison Joseph Drouhin alla fine degli anni '80, quando fu fondato il Domaine Drouhin Oregon a Dundee Hills - proprio accanto a David Lett (importatore del Pinot Nero) nella sua Eyrie Vineyard.
 
Nel 2013 e 2014, nomi prestigiosi come Louis Jadot, Liger-Belair e Meo-Camuzet si sono aggiunti alla lista, confermando senza ombra di dubbio che esiste davvero qualcosa di unico in questa terra.
 
Dundee Hills è un AVA che ricade nella Willamette Valley, situata a 40 km a sud-ovest di Portland.
 
Il fiume Willamette attraversa la piccola città di Dundee sul bordo orientale delle colline. I vigneti sono piantati sui pendii rivolti a sud-est delle colline, ad altezze fino a 300 metri sul livello del mare che sono il risultato di flussi di lava e attività tettonica.
Questi terreni sono profondi, drenanti e ricchi di ferro - tutte condizioni eccellenti per la viticoltura di vini qualitativamente superiori.
La mancanza di acqua nel terreno fa sì che le viti spingano le radici in profondità, in cerca di idratazione; e lo stress causato da questa mancanza di acqua le costringerà a concentrarsi sul frutto e non sulla crescita della vegetazione frondosa. I vini che ne derivano hanno sapori concentrati e buona struttura.
La sua posizione è poi nell’entroterra, protetta dalle piogge e dai venti causati dall’oceano Pacifico.
 
Nero d’America / David LettFu dunque l’intuizione di David Lett a portare il Pinot Nero in Oregon; dopo una breve esperienza in Borgogna, Lett - conosciuto in seguito come Papa Pinot - decise di piantare il nobile vitigno in un territorio che su carta, a livello climatico assomigliasse il più possibile alla Borgogna.
 
La sua produzione iniziale non riscosse molto successo: le sue prime 113 casse di vino le definì lui stesso acqua di sorgente e riuscì a venderle con estrema difficoltà.
Col passare del tempo però la qualità migliorò notevolmente; solo 5 anni dopo  - nel 1975 - i suoi vini vinsero ad una degustazione alla cieca tenutasi a Parigi, messi a confronto con i vini di Borgogna.
Quel giorno fu decisivo per la produzione vitivinicola di un intero stato; la stampa internazionale puntò i riflettori sull’Oregon e sul Pinot, il quale entrò a pieno titolo in un’economia fondata prevalentemente dalla coltura di prugne, nocciole e ciliegie.
 
La vigna da cui tutto iniziò ebbe il nome di The Eyrie Vineayards; oggi l’azienda conta di più appezzamenti dove i vigneti sono allevati con un regime di agricoltura sostenibile: niente pesticidi, niente erbicidi o fungicidi. Le uve vengono colte in anticipo, per preservare freschezza e aromi. Una volta raccolte sono riposte in tini di plastica, prive di raspi, per iniziare la fermentazione (in realtà una piccola percentuale viene pressata con i grappoli ancora interi).
L’uso dei lieviti selezionati serve a controllare aromi indesiderati, che a detta di Papa Pinot, sono piuttosto frequenti quando si usano lieviti naturali.
Terminata la fermentazione si passa poi all’affinamento in botti esauste, basti pensare che sono ancora impiegati legni del 1975.
Non c’è motivo di condizionare il vino con il legno; la malolattica si svolge naturalmente e il vino matura per un periodo non inferiore ai 12 mesi; la riserva arriva a sostare anche fino a 24 mesi.
 
Oggi l’azienda viene condotta dalla famiglia di David, il quale ha lasciato questo mondo nel 2008.
 
Il Williamette Valley 2014 ha un colore traslucido. Il naso inizia con un bouquet di ciliegia matura e purea di melograno, rincorse da accenti di sottobosco; seguono poi profumi intensi di amarena, lampone e funghi. Vino dalla struttura meravigliosa che ne proietta in avanti la capacità d’invecchiamento.

L’Original Vines 2013 apre con un bouquet di ciliegia rossa, prugna secca, lampone rosso e salvia per terminare su note di foglie umide; tannino eccelso, sorso di buona freschezza e interminabile finale.
Nero d'America
The Eyrie Vineyards
935 NE 10th Avenue
McMinnville, Oregon 97128
503-472-6315
888-472-5124 toll free
decant@eyrievineyards.com
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