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Ancora tu.

Torniamo a parlare di resveratrolo e vino, falso mito o elisir di lunga vita?

Cinzia Bonfà
Gli effetti positivi del resveratrolo sull’uomo sono validi e ben documentati come l’azione protettiva sulle malattie cardiovascolari e quella di potente antiossidante solo che i dosaggi richiesti per ottenere tali benefici sono altissimi e non si possono trovare in un semplice bicchiere di vino.
Ancora tu. Resveratrolo e vino, falso mito o elisir di lunga vita?Un recente articolo sul sito inglese “The Sun”, asseriva che “due bicchieri prima di dormire possono aiutarti a perdere peso”, tirando in ballo studi effettuati sul resveratrolo dalle famose Università di Washington State University e Harvard Medical School. Questi studi dicevano che “nel vino rosso c’è un polifenolo chiamato resveratrolo che accelera il metabolismo e aiuta a perdere peso, il resveratrolo combatte l’obesità e sopprime l’appetito”.
Quando si avvicina la bella stagione questi articoli riguardanti la salute e il dimagrimento impazzano come se non ci fosse un domani e trovare delle storielle tra il vino e il resveratrolo che lo contiene, non è poi tanto difficile. Il vino da sempre è considerato un alimento, tanto che anticamente era utilizzato proprio come sostentamento per tutti coloro che lavoravano duramente. E non sono trascorsi nemmeno molti anni da quando c’era l’usanza di aggiungere un po’ di vino rosso nel brodo o nella minestra, anzi in alcune regioni italiane ancora si fa. Quindi come alimento il vino ha delle calorie e se bevuto ad alti dosaggi fa ingrassare.
Anche qualche anno fa vari blog si scatenarono sul web con articoli che si rifacevano a un altro sito inglese “My Daily” che asseriva che “un bicchiere di vino equivaleva ad un’ora di attività fisica” perché secondo gli studi di un’altra famosa Università, si era scoperto che il vino rosso conteneva una sostanza chiamata resveratrolo che sembrava avesse dei benefici simili a quelli ottenuti dopo un’ora di allenamento in palestra o all’aria aperta. Inoltre gli esperti o ricercatori avrebbero sottolineato che tali benefici sarebbero derivati solo dal vino rosso.
Fandonie, bugia, frottola, fantasia o come la volete chiamare, non è così. Facciamo chiarezza.
All’epoca un ricercatore aveva fatto degli studi riguardanti il resveratrolo che in dosi molto elevate avrebbe migliorato le prestazioni fisiche, rinforzato il sistema cardiaco e che conteneva anche potenti proprietà anti-age. Sì, ma ad alti dosaggi e da qui a un bicchiere di vino o a un litro di vino al giorno il passo è stato breve. Il vino contiene una parte infinitesimale di resveratrolo che non è sufficiente a promettere quanto si stava decantando (permettetemi il calembour). Il resveratrolo è anche più abbondante nell'uva non trattata con fungicidi e pesticidi. Inoltre il contenuto di resveratrolo nel vino è tanto superiore quanto più a lungo viene fatto fermentare insieme alle bucce. Il fatto che si trovi qualche traccia di resveratrolo nel vino rosso e non nel vino bianco è perché nella produzione di vino bianco la fermentazione avviene senza il contatto del mosto con le bucce e ricordiamo che il resveratrolo è presente nella buccia dell’uva e non nella polpa.
Per assumere il quantitativo di resveratrolo terapeutico, per avere il vero elisir di lunga vita bisogna (ma non è nulla di certo) orientarsi su vari prodotti sotto forma di integratori che si vendono in farmacia e in erboristeria, stando però molto attenti ai dosaggi, poi il bicchiere di vino ci sta tutto, come gratificazione, come stile di vita, come gioia.
 
Cosa è il resveratrolo
Ancora tu. Resveratrolo e vino, falso mito o elisir di lunga vita?Il resveratrolo è un argomento delicato da trattare perché ad oggi ci sono molte pressioni commerciali da parte di produttori di integratori dietetici che si appoggiano a studi non scientifici per accreditare al resveratrolo miracolosi effetti medici e anti-invecchiamento.
Il resveratrolo è un fenolo non flavonoide appartenente alla classe chimica dei polifenoli, presente nella buccia dell’acino dell’uva (sia a bacca nera che a bacca bianca), che serve a proteggere la pianta da stress ambientali quali batteri e funghi, in particolare la Botrytis cinerea, raggi uv, stress idrici, ecc. Il resveratrolo potrebbe dunque essere utile a combattere diverse patologie dell’uomo e vari studi negli ultimi anni lo hanno dimostrato. Il resveratrolo ha un’azione principalmente antiossidante, antinfiammatoria, inoltre aiuta il sistema cardiaco e ha un effetto anti-invecchiante sul tessuto cutaneo. Ma la ricerca indica che il resveratrolo ai dosaggi ottenibili con l’alimentazione normale non è protettivo. Effetti interessanti si sono avuti con dosaggi massicci in vitro, superiori a quelli alimentari.
 
Il Paradosso Francese
Ancora tu. Resveratrolo e vino, falso mito o elisir di lunga vita?È del 1979 il primo studio sul vino rosso quando due scienziati, Renaud e De Lorgeril notarono che in Francia c’era una bassa mortalità per malattie cardiovascolari nonostante si avesse una dieta ricca di grassi ma con gran consumo di vino (paradosso francese). Da qui l’associazione tra il consumo di vino rosso e l’apparente bassa incidenza di malattie cardiache, associazione che è stata sempre molto criticata per mancanza di prove scientifiche. Nel 1993 un altro studio sul vino aveva portato alla scoperta del resveratrolo e appurato l’effetto benefico del resveratrolo stesso contenuto nel vino rosso che diluito di 1000 volte conteneva dei fenoli totali che inibivano l’ossidazione delle LDL (colesterolo).
L’uso di vino come protettivo è da considerarsi illusorio perché le dosi di vino necessarie affinché il resveratrolo dia tutti gli effetti benefici di cui abbiamo parlato, sono di gran lunga superiori alla dose giornaliera di 2-4 bicchieri di vino; occorrerebbe bere oltre 4 litri di vino al giorno e il fegato non sarebbe sicuramente tanto contento.
Attenzione astemi!
Ancora tu. Resveratrolo e vino, falso mito o elisir di lunga vita?Gli americani che assumono poco vino o per nulla, hanno uno stile di vita diverso e generalmente meno cardioprotettivo dei bevitori moderati. Questo è un dato di fatto. L’assunzione di vino durante i pasti fa parte della dieta mediterranea e del suo stile di vita “mediterraneo”. In Francia alcolisti moderati e bevitori di vino fumano meno e hanno uno status socio-economico più elevato rispetto agli astemi. Chi non assume alcol può essere svantaggiato non solo perché si preclude un piacere di vita, ma anche per la mancanza di uno stile di vita benefico. Inoltre altri studi hanno dimostrato che l’alcol ha effetti benefici sui livelli di insulina e trigliceridi e l’astinenza da alcol, invece, può far andare incontro a un fattore di rischio per il nuovo diabete di tipo 2.25. Ancora altri studi effettuati su unmilione di soggetti, hanno stabilito che su 100.000 decessi era nettamente inferiore la mortalità per problemi cardiaci su quelle persone che nella vita avevano bevuto dai 2 ai 4 bicchieri di vino al giorno (per gli uomini, per le donne 1-2 bicchieri) rispetto a chi praticava l’astinenza.
Quindi bisogna bere vino, moderatamente, poco o tanto? Sta a noi scegliere, magari senza prendere come riferimento Gerard Depardieu che diceva di bere fino a 14 bottiglie di vino al giorno.
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