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La strana alleanza dello spumante italiano
Pubblicato il 12/12/2014
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“All’estero il successo del Prosecco, il cosiddetto fenomeno Prosecco, sta aiutando ad avvicinare alle bollicine italiane tantissimi nuovi consumatori. I numeri del Prosecco sono tali da avvicinare tanti, e chi vuol fare un upgrade rimanendo nell'italianità può arrivare al Metodo Classico”. Queste non sono le parole di un produttore di Valdobbiadene, ma di Marcello Lunelli, vicepresidente della di Cantine Ferrari e storico produttore di Metodo Classico Trentodoc e da poco anche di Prosecco, grazie alla join venture al 50% siglata, proprio durante il Vinitaly 2014, con l’altrettanta famosa maison di spumanti Bisol. Il 2014 dovrebbe chiudersi con la vendita di 400 milioni di bottiglie di Prosecco in tutto il mondo, una crescita senza precedenti che, sempre secondo Lunelli “è una sfida sia per loro che per noi (produttori di Metodo Classico, ndr), che siamo entrati in un punta di piedi scegliendo di creare un polo aggregante. Bisol interpreta al meglio la nostra filosofia aziendale. Con due giovani imprenditori come Gianluca e Desiderio Bisol ci sono affinità di pensiero che ci hanno fatto sposare, in nome di valori comuni. E dopo averlo tanto cercato, il nostro è un matrimonio felice”. Una strana alleanza quindi che potrebbe diventare una santa alleanza e aprire la strada a un sistema spumante Made in Italy capace di andare oltre gli stessi territori di produzione, elementi comunque imprescindibili di distinzione e qualità.

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