Bibenda la Rivista

Numero 49

BIBENDA La Rivista nata per rendere più seducenti la cultura e l'immagine del vino

Giugno 2014

Come un buon vino, parole di Papa Francesco - Franco M. Ricci

Buon Porto! - Scarlet Noiret

Bibenda Day 2014, le nostre emozioni per chi non c’era - C. Malgarini / M. Billetto / G. Lemme / D. Scrobogna / P. Lauciani / D. Maestri

Modello Panzano - Redazione Centrale

Verticale Luce - Marco Lori

Lo Sciacchetrà - Paolo Lauciani

Oltrepò, il distretto delle qualità - Alessandro Brizi

Moser 51, 151 - Rocco Tolfa

Villa Russiz - Daniela Scrobogna

Salumi d’Italia - Giuseppe Bigazzi

Il tempo mi è amico - Alberto Lupetti

Hong Kong, World - Giovanni Ascione

Vale il viaggio - Carlo Cambi

Oscar del Vino 2014

Campagna Olearia 2013-2014 - Redazione Centrale

Distillati &... - Paolo Lauciani

Magazzino delle Emozioni - Claudia Chiarotti

La qualità intorno ai 10 Euro - Paola Simonetti

Appunti di degustazione - Alessandro Brizi

EDITORIALE

Come un buon vino, parole di Papa Francesco
Quasi una parola chiave, una similitudine per far capire cos’è il buono.

La parola vino l’ho sentita già quattro volte nei Suoi discorsi pubblici e per quattro volte ho gioito al pensiero della forza del messaggio, senza enfasi, senza ammiccamenti, senza timore, bensì con l’intensità e l’efficacia di chi vuole confrontare il meglio con il meglio.

In modo del tutto normale, senza falsi pudori, il buon vino viene nominato in pubblico da una voce importante. Senza dietrologie.

E, improvvisamente, scopriamo che anche questa è una Sua rivoluzione. Perché non fa riferimento al Vino da Messa, non scomoda il Sangue del Cristo, né si riferisce alle Nozze di Cana. Nessuna celebrazione, ma il Vino diventa un piacere, ed è buono come...

Un messaggio che subito stupisce e poi rallegra perché siamo troppo abituati al torpore incosciente dei media e delle istituzioni.

Invece, Papa Francesco ci ha regalato un messaggio forte, una dichiarazione di piacevolezza che non ha bisogno di essere interpretata: è sincera “come il buon vino…” e noi lo ringraziamo.

Mentre ancora gioivamo di questo, durante l’Oscar del Vino 2014 veniamo a sapere che un delinquente mette in vendita 30.000 bottiglie di ciofeca e gli dà il nome di Brunello di Montalcino. Allarme contraffazione!

Ancora una volta è una griffe importante ad essere imitata, storpiata nella sua qualità così come le borse di Louis Vuitton, i profumi di Cartier e il Parmigiano.

Ma qui si tratta del vino. E quindi prime pagine sui giornali e sui teleschermi: finalmente si parla di vino!

Quel “signore” per mettersi in tasca 50.000 Euro ha fatto chiasso, ha fatto danno all’Italia, al Brunello e al Vino italiano tutto. Ha fatto del male e deve essere punito anche per questo.

È stato causato un danno di immagine, certamente basato sugli equivoci. Eppure, al Colosseo, a Fontana di Trevi o sulla spiaggia le contraffazioni coesistono con l’arte e con la storia.

Ma non fanno notizia.
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