Bibenda la Rivista

Numero 44

BIBENDA La Rivista nata per rendere più seducenti la cultura e l'immagine del vino

Marzo 2013

A Londra il Campionato Mondiale dei Sommelier / Franco M. Ricci

Montepulciano, il Gigante d’Abruzzo / Daniele Maestri

I Bianchi di Gianni. E i Rossi / Paola Simonetti

AVI di San Patrignano / Redazione

Il Satèn di Ricci Curbastro / Alessandro Brizi

Villa Gemma è Masciarelli / Daniele Maestri

Montecappone / Daniele Maestri

Marchesi de’ Frescobaldi: una dinastia per il vino di eccellenza / Paolo Lauciani

I tre volti dell’Aglianico / Daniela Scrobogna

Cacciucco con cinque C! / Paolo Valdastri

Importatori di Champagne Jeroboam / Redazione

La Regina del Languedoc / Giovanni Ascione

La vita è troppo breve per usare oli dozzinali / Sandro Vannucci

Raccolta 2012 per l'Olio Extravergine di Oliva / Redazione

Distillati &... / Paolo Lauciani

Magazzino delle Emozioni / Redazione

Sorprese di Pasqua intorno ai 10 Euro / Paola Simontetti

Appunti di degustazione / Alessandro Brizi

EDITORIALE

Meno male che c’è Obama / di Franco M. Ricci

Il Presidente Barak Obama, come è noto, ha dichiarato il 2013 anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti e al primo posto ha indicato il Vino e il Cibo del nostro Paese, assieme alla dieta mediterranea, anche come antidoto all'obesità.

Al pensiero che qualunque tentativo di manifestazione culturale italiana da parte degli organi di Stato preposti, per i nostri prodotti della terra, non è mai stato così incisivo come questa proclamazione, ci viene da pensare. E da pensare, ancora una volta, male.

L'lce, la nuova Ice, ci dicono da più parti che è peggio della prima. Gli Istituti di Cultura al fianco delle varie Ambasciate non si stancano troppo a raccontare il vino nei loro Paesi di rappresentanza.

Gli organi di informazione hanno oramai "etichettato" il vino come un prodotto che fa paura.Nel Lazio, l'Arsial ha speso 200.000 Euro in bruschette per festeggiare la romanella (vino di Frascati con aggiunta di anidride carbonica), mentre proseguono con "successo" la festa dell'uva e le fontane che danno vino...

Insomma, non si vede luce nel tunnel dell'ignoranza.

Noi, intanto, ce ne andiamo a Londra a fare il Campionato Mondiale dei Sommelier ed anche a presentare, durante la gara, una settantina di Aziende di vino italiano e di prodotti tipici del nostro Paese; ciascuna di loro ha versato una quota di 850 Euro per l'ospitalità presso lo Sheraton.

La scelta di presentare prodotti italiani non è un caso ma una precisa volontà di recuperare il tempo perduto proponendo l'Italia del Vino nel mondo.

Non è soltanto a Londra che abbiamo cominciato a parlare la nostra lingua. abbiamo anche con i nostri ultimi Corsi per Sommelier: due a Shangai, due a Tokyo, due a Londra, uno a Los Angeles e un altro a Bruxelles. È stato proprio il successo raccolto dai nostri Corsi nel mondo in questi ultimi due anni a far nascere la voglia di seguirei nelle varie iniziative.

In questo contesto unico attendiamo a Londra ospiti provenienti da ogni parte del mondo.

Sicuramente grazie ai nostri ospiti di Londra e grazie ai Produttori  che hanno aderito all'iniziativa, e anche grazie a noi, responsabili di aver "inventato" un Made in Italy da celebrare con i Sommelier del mondo. Ma il segnale di Obama è un segnale forte e merita grande rispetto. Meno male che c'è Obama!

Franco M. Ricci

 

 

 

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