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100% Ansonica, 100% passione

Viticoltori Isola del Giglio: l’esperimento di tre amici innamorati del vino e dell’isola toscana.

Cinzia Bonfà
Le vigne dei Viticoltori Isola del GiglioQuesta volta in primo piano c’è l’Isola del Giglio, un’isola dell’Arcipelago Toscano al 90% ancora selvaggia dove tre amici, che hanno già grandi esperienze nel campo enologico, hanno unito le loro forze per coltivare la vite proprio qui, in questo angolo di mondo o di Paradiso se vogliamo, con tutte le bellezze naturali che un’isola come questa regala ma anche con tutte le difficoltà endogene che la natura impervia dà indiscutibilmente. Il trio dell’azienda Viticoltori Isola del Giglio è composto dai toscani Simone Ghelli e Dales D’Alessandro (attuali proprietari dei vigneti; il primo direttore regionale per Tecnovite, il secondo direttore tecnico di Querciabella) e dal wine maker sudafricano Manfred Ing, bravissimo enologo di Querciabella. Sono Simone e Dales che, dopo una vacanza al Giglio avvenuta nel 1995, si innamorano dei luoghi e iniziano a pensare a questo progetto. Pian piano acquistano terreni abbandonati da tempo, vari terrazzamenti con muretti a secco, tutti separati, piccoli fazzoletti di terra disposti qua e là nell’isola, tanto che la gente del luogo li aveva soprannominati “il matto e l’amico del matto” per il fatto che bisognava essere pazzi per lavorare quel territorio così ostile. Ma le sfide non mancano mai nella vita e gli si affianca Manfred che li aiuta in cantina.

 
Il Calzo della Vignia dei Viticoltori Isola del GiglioNasce così l’unico vino aziendale, il “Calzo della Vignia” (non è un refuso: proprio vignia con la i) fatto con uve Ansonica al 100% e da un lavoro incredibile di viticoltura eroica a picco sul mare dove le vigne sono ubicate in antichi terrazzamenti difficili da raggiungere, quindi senza l’ausilio di alcun mezzo meccanico. Non c’è certificazione biologica ma il clima dell’isola consente di fare solo due o tre trattamenti di zolfo l’anno e nulla più perché contro la peronospora e la botrite ci pensa il vento! Tanti fazzoletti di terra distanti l'uno dall'altro e che insieme danno vita a questo vino straordinario, unico nel suo genere, lontano dagli stereotipi convenzionali ma anche da quelli del tutto naturali e lontano anche dagli “orange wines”. 

Un vino biologico sì, che accomuna i palati più pretenziosi e quelli più semplici, né troppo pulito e moderno, né troppo tradizionale e antico. La lunga macerazione di 2 mesi sulle bucce per il Calzo della Vignia 2014, conferisce al vino maggiore profondità, purezza e colore, facendo esprimere anche quei profumi di macchia mediterranea della quale l’isola è custode. “La macerazione”, spiega Manfred Ing, “è per noi una pratica che ci fa ripercorrere sentieri ancestrali ed epici e gestualità dei nostri antenati viticoltori etruschi e romani.” Matura 6 mesi in barrique. 

Veste dorata. Fiori di campo, camomilla, erbe secche, nota salina, miele d'acacia, scorza di cedro, elicriso e lentisco sono le sensazioni estemporanee senza soluzione di continuità. Sorso tendenzialmente morbido, avvolgente, con una vena sapido-fresca che lo rende vivo. Lungo ricordo fruttato di mela cotogna.

Questo vino, un tramonto al Giglio e hai visto il sorriso del Cielo.

 
Le vigne dei Viticoltori Isola del Giglio
Le vigne dei Viticoltori Isola del Giglio
VITICOLTORI ISOLA DEL GIGLIO
Dales D’Alessandro    cell. 338 1880470
Simone Ghelli     cell. 335 7203058
Manfred Ing     cell. 331 2727899 
viticoltorigiglio@gmail.com

 
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