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Carmignano, un vino con tre secoli di storia

Salvatore Marsillo
Dal n.51 di
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Denominazione Carmignano. Non la più nota della Toscana ma certamente la più antica e non solo del panorama toscano ma di tutta l’Italia. Le prime testimonianze del vino prodotto sulle colline di Carmignano e Poggio a Caiano, in provincia di Prato, risalgono al 1300 e ci rivelano come già allora la viticoltura fosse particolarmente fiorente, frutto di un retaggio che risaliva ai Romani e prima ancora agli Etruschi. Nel 1716 il Granduca di Toscana, Cosimo III de’ Medici, con un bando ufficiale inserì Carmignano tra le 4 zone a vocazione viticola del Granducato, dettando norme precise circa i limiti geografici e la realizzazione dei vini in tali aree; inoltre tramite decreto fondò una Congregazione che esercitasse controlli sulla produzione e sul commercio dei vini nonché la repressione delle frodi. Cosimo III gettava in tal modo le basi di un’autentica Doc “ante litteram”, la prima mai costituita, tracciando un solco che gli attuali disciplinari ancora ricalcano.

Nel 1932 l’antica denominazione medicea venne inglobata nella sottozona Montalbano del Chianti e solo nel 1975 un piccolo ma agguerrito manipolo di produttori locali ha ottenuto il ritorno alla denominazione “Carmignano” che veniva finalmente riconosciuta come Doc, per di più retroattiva fino alla vendemmia del 1969. A coronamento di tanto ardore, nel 1990 è sopraggiunto il riconoscimento della Docg, retroattiva fino al 1988.

Questo risultato non è frutto di semplice campanilismo ma rappresenta soprattutto il recupero dell’identità enologica del territorio carmignanese, caratterizzata dalla presenza di alcuni vitigni che nel Chianti non sono molto usati, come il Cabernet, impiegato invece nella “ricetta” del Carmignano da oltre cinque secoli; si narra al riguardo che le prime barbatelle di questa varietà furono impiantate sulle colline carmignanesi per volontà di Caterina de’ Medici, divenuta Regina di Francia nel 1547 in seguito al matrimonio con Enrico II.

Forte di una storia di quasi 3 secoli e della tutela di un Consorzio istituito ad hoc, il vino Carmignano sta consolidando la sua fama anche all’estero, dove viene esportato oltre il 60% della produzione annua. La cantina Piaggia, che insiste nel comune di Poggio a Caiano, offre di questo vino un’interpretazione tanto moderna quanto ortodossa, realizzata con le uve provenienti da un vecchio vigneto posto su terreni di medio impasto, ricchi di argilla e galestro; oltre al Sangiovese (70%), vi ritroviamo parti minori di Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot, tutti vinificati separatamente. Dopo la fermentazione il vino assemblato è posto in barrique francesi per almeno 18 mesi, seguiti dall’imbottigliamento senza alcuna filtrazione o chiarifica.

Nell’annata 2006 il Carmignano Riserva di Piaggia è rivestito di un rubino impenetrabile, consistente e compatto. Subito disinibito ed esplicito nell’espressione aromatica, sfodera profumi di violette, mirtilli maturi e succo di cassis, spezie scure, tabacco conciato e cacao amaro racchiusi da effluvi boschivi e mentolati. Il sorso estrinseca una struttura imponente e una robusta tannicità che dilatano oltre modo le aspettative di evoluzione di questo vino. Il finale si attarda sui riverberi di un’acidità perfettamente intatta e saettante mentre in background si riaffacciano i sentori intercettati dall’olfatto.

Piaggia
Via Cegoli, 47
59016 Poggio a Caiano (PO)
Tel. 055 8705401
www.piaggia.com
info@piaggia.com
 

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