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Campoli Appennino e la Marzolina

Dario Risi
Dal n.26 di
Fotografia

Campoli Appennino, piccolo centro di circa 1800 abitanti a 650 m. s.l.m. in Provincia di Frosinone, è uno dei ventiquattro comuni che fanno parte del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Al visitatore non può sfuggire la particolare posizione di questo borgo adagiato sul bordo di una profonda e suggestiva dolina carsica (chiamata localmente “Tomolo”) che oggi ospita un’area faunistica attrezzata di circa 15 ettari nella quale recentemente sono stati introdotti due esemplari di orso marsicano. L’orso non è nuovo da queste parti: più di una volta alcuni esemplari sono scesi nel paese suscitando l’attenzione anche dei media nazionali. Numerosi sono gli itinerari, ormai classici, segnalati per escursionisti e appassionati: da non perdere, nelle immediate vicinanze del paese, il Vallone Lacerno, una profonda incisione valliva scavata dall’acqua per uno dei più interessanti percorsi torrentistici del Lazio. Più distante, ma non meno interessante, il Lago di Posta Fibreno, Riserva Naturale della Regione Lazio, di origine carsica, offre allo sguardo dei turisti le sue splendide acque cristalline (la cui temperatura si mantiene costante intorno ai 10/11° C. nel corso dell’intero anno).

Non lontano dal paese, vicino alla strada che da Sora conduce, attraverso il passo di Forca d’Acero, a Pescasseroli, incontriamo l’Azienda Agricola Benacquista. Da circa 120 capre di razza “Camosciata delle Alpi” e “Grigia Ciociara” Loris Benacquista, personaggio estroverso e di innata simpatia, ricava, con la collaborazione del fratello Raffaello e di tutta la famiglia, il latte per produrre prelibati formaggi poveri di grassi e ad alta digeribilità, offrendo una gamma cha spazia dai classici formaggi freschi fino ai caprini a media e lunga stagionatura, presentati anche in una versione arricchita dalla presenza del tartufo (di cui la zona è ricca da lungo tempo) o del peperoncino (secondo una vecchia ricetta locale).

Il prodotto principe è però la “Marzolina”, formaggio tradizionale del Lazio e tipico della Ciociaria, prodotto con il latte dei pascoli primaverili circostanti (tra i 600 e i 1200 metri di altezza). Si ottiene con il latte di due mungiture, coagulato con caglio di capretto per dare una maggiore consistenza; dopo la rottura la pasta è messa ad asciugare in formelle cilindriche di acciaio: la pressatura a mano e la salatura avviene su assi di legno con essiccazione del prodotto in forma naturale e omogenea.

La marzolina ha forma cilindrica allungata con pasta bianca e compatta, leggermente occhiata. Al naso presenta, seppure in forma molto delicata, il caratteristico odore ircino, mentre in bocca è sufficientemente dolce e ricca. Con la stagionatura il gusto si fa più deciso con lievi note di piccante. Può essere conservata anche in olio.

Tutta la produzione è improntata alla stagionalità e al rispetto dei cicli naturali: il formaggio fresco è pertanto disponibile solo da febbraio/marzo fino a giugno.

Per il caprino più fresco possiamo provare l’abbinamento con una fresca Passerina (Campolese) mentre per quello a media e lunga stagionatura l’accompagnamento sarà con un buon Cabernet di Atina, una splendida espressione del territorio della Valle di Comino.

Benacquista
Via Capranica, 11
03030 Campoli Appennino (FR)
Tel. 0776 884085
lacamosciata@libero.it

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