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La Minnella

Roberto Greco
Dal n.23 di
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Minna, minedda, minnedda janca, a volte anche zinna, è un termine dialettale per indicare un piccolo seno che i viticoltori siciliani usano per definire un’antica varietà, riscoperta nei vecchi vigneti situati alle pendici dell’Etna, la Minnella. L’archeologo e numismatico Domenico Sestini la descriveva per la prima volta sul finire del Settecento, ma in merito alle vere origini storiche si hanno ben poche notizie. Si ritrova percorrendo gli splendidi terrazzamenti vitati che caratterizzano il versante est del vulcano, una pianta scarsamente vigorosa che presenta grappoli di forma piramidale di colore giallo dorato dalle sfumature verdoline, con acini oblunghi di media grandezza. Alcuni anni fa la si poteva trovare anche in piccole quantità nella provincia di Enna, nel territorio del comune di Agira.

Oggi la varietà si coltiva quasi esclusivamente nel comprensorio del comune catanese di Viagrande, alle falde del Monte Serra, un cono vulcanico inattivo, a circa 550 metri di altitudine. Qui i terreni sono scuri, caratterizzati da sabbie vulcaniche particolarmente ricche di minerali. Ottomila ceppi per ettaro, densità di impianto solita anche per le altre varietà più importanti della zona come il Nerello Mascalese e il Carricante, allevati esclusivamente ad alberello, che danno una resa media di 80 quintali a ettaro. Nonostante il clima sia caratterizzato da forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, elemento ideale per sottolineare le proprietà dei vitigni etnei perché maturano lentamente fino nella metà di ottobre, la Minnella ha una maturazione leggermente più precoce e generalmente viene vendemmiata nelle ultime settimane del mese di settembre. In passato queste uve venivano utilizzate per conferire maggiore morbidezza ai classici vitigni etnei, più ricchi di acidità, o assemblate ad altre varietà siciliane come Inzolia e Catarratto.

Ad oggi l’unica cantina a vinificare la Minnella in purezza è Benanti, azienda catanese tra le più importanti e conosciute nel panorama vinicolo internazionale e punto di riferimento del territorio. Dal 1992 sono allevate principalmente varietà autoctone ad altitudini importanti, altezze che sfiorano i 1.000 metri, con presenza di piante vecchie di 80 anni.

Il millesimo 2007 di Minnella si presenta giallo dorato brillante, dai riflessi verdolini e di ottima consistenza. Al naso sviluppa inizialmente toni di frutta gialla (melone, pesca e mela cotogna), poi apre a sensazioni di ginestra, muschio, soffi agrumati e note minerali. La bocca, pulita e piena, è segnata dalla morbidezza, dai ricordi olfattivi fruttati, e ben bilanciata nel finale da una gradevole nota acida e da una sapidità salmastra. Ottimi l’equilibrio e la persistenza gustativa. Le uve mature vengono pressate intere e poi fatte fermentare a una temperatura tra i 18 e i 20°C in serbatoi di acciaio. Poche settimane in vasca e poi affinamento in bottiglia per qualche mese. Si abbina con carpacci di pesce crudo e con paccheri al sugo di riccio.

Benanti
Via Garibaldi, 475
95029 Viagrande (CT)
Tel. 095 7893533
www.vinicolabenanti.it
benanti@vinicolabenanti.it

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