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Colli Euganei: il polmone di Padova

Un tesoro fatto di verde, arte, storia e gusto tutto da scoprire.

Elisa Stocchiero
Colli Euganei: il polmone di PadovaPochi sanno che nella provincia di Padova, in un’area che si estende dalla Bassa (vicino al rodigino) agli estremi meridionali della provincia di Vicenza, esiste un articolato polmone verde: i cosiddetti “Colli Euganei”.
Per chi li vede passando per le varie arterie autostradali, essi s’innalzano verdeggianti, irti e ben poco lasciano trasparire di quanto possano regalare al viaggiatore curioso.
Questi colli che “sorgono isolati come scogli nel mare” (così li descrive il geologo inglese John Strange, intorno al 1770), con una superficie di 18.694 ha, costituiscono il primo Parco Regionale Veneto istituito nel 1989, in un territorio di dichiarate origine vulcaniche e comprendente una delle note DOCG del Veneto.
Ma non solo parco, l’area è uno splendido connubio tra natura, attività agricola, ristorativa e storico-artistica.
Chi vi si addentra potrà scoprire come questi colli presentino delle peculiarità che variano di zona in zona. Boschi, vigneti, borghi, castelli, giardini nascosti o generosamente celati da cancelli, eremi e monasteri, e sorgenti termali (note in tutta Europa) co-abitano in questi luoghi dove la parola “equilibrio” è sentita più che mai dai suoi abitanti, al contempo forte e fragile.
In queste terre si possono scoprire bellezze naturali e architettoniche che parlano di lunghe trasformazioni che hanno visto l’uomo vincere o doversi adattare a questa natura così particolare. Non a caso in passato questi paesaggi hanno ispirato molti poeti come Petrarca, Foscolo, Byron e Shelley che vi hanno soggiornato e composto versi.
Non è mai cessato il potere attrattivo per i viaggiatori di questo acrocoro di colline vulcaniche. Come è capitato anche a Patricia Guy, notissima wine writer americana da vent’anni residente a Verona, che ha di recente scritto il bellissimo libro “I Colli Euganei – storie e percorsi tra le colline di Venezia” pubblicato da “Strada del Vino Colli Euganei”.
Scrive Patricia: “Non c’è posto migliore per iniziare il mio Grand Tour d’Italia che i Colli Euganei, le colline di Venezia. Ricordo ancora perfettamente la prima volta che vidi queste dolci colline a forma di cono ergersi, magnifiche e stravaganti, dalla superfice della pianura Padana. Le fissavo dal finestrino della macchina ipnotizzata da un paesaggio che sembrava uscito da un libro di fantascienza. Senza dubbio non esiste al mondo un luogo simile a questo.
Colli Euganei: il polmone di PadovaTra i Colli Euganei sorgono numerose cantine, ognuna portavoce dell’area in cui è ubicata. Ebbene sì, i terreni, le esposizioni dei vigneti, trovarsi ai piedi della collina o in cima, nella zona interna o esterna, a nord o sud, est o ovest dell’area fa una bella differenza.
Qui i vini godono di una spiccata mineralità regalata dai terreni formati da trachiti,basalti e latiti, tutte rocce vulcaniche che conferiscono il caratteristico sentore ai vini di queste zone. In aiuto gli sbalzi termici, il sole caldo che si protrae negli autunni, le nebbie, ma soprattutto i vignaioli.
Sì, sono loro che nelle loro cantine, per lo più storiche e a gestione familiare, fanno la differenza.
Se potete, entrate! Scoprite i segreti che si celano dietro a questi vini, le storie dell’azienda e della famiglia che vi sta accogliendo, la semplicità del vivere con chi si mostra curioso e pago di entrare a far parte di quella famigliarità tipicamente veneta.
La degustazione dei vini appaga tutti i palati: dalla celebre Docg “Fior d’arancio” (prodotto secco, spumantizzato dolce o passito) agli autoctoni Pinello e Serprino, leggeri e rinfrescanti.
Notevoli sono le differenze di corpo che possono assumere il Cabernet e il Merlot nelle varie zone di produzione: da leggero a pieno, come la crescente intensità e lo spessore.
Visitare i vigneti in queste zone può regalare viste panoramiche su paesini arroccati o ripidissimi declivi.
Le particolari condizioni climatiche e geomorfologiche hanno, inoltre, creato un habitat naturalistico unico, dove convivono specie vegetali tipiche di ambienti mediterranei e varietà tipiche delle aree montane e submontane. Non a caso nell’area di Arquà Petrarca, per i particolari microclimi, troviamo i 4 frantoi euganei: Frantoio Colli del Poeta, Frantoio Cornoleda, Frantoio Evo del Borgo, Frantoio di Valnogaredo. Tra i vari oli prodotti in zona, alcuni dei quali molto delicati e floreali, troviamo una varietà autoctona nota a pochi intenditori: la Rasara, una qualità di oliva che è caratterizzata da uno spiccato aroma e una naturale “piccantezza”.
Un paesaggio “immersivo”, un paradiso enogastronomico, che ben risponde alle esigenze dei viaggiatori attenti e curiosi che sentono, a un certo punto, il bisogno di abbandonare le piazze sovraffollate di turisti per avventurarsi al di là delle rotte più conosciute, dove è possibile costruire ricordi più autentici e personali.
È dunque qui, in questo “arcipelago collinare della meraviglie”, che  è possibile vivere esperienze che diano un’idea della cultura e della storia locali e del modo in cui esse si riflettono sulla gente, su cibo, vino e architettura; solo così, infatti, chi vi passa sentirà di aver scoperto qualcosa di unico e speciale.
 
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