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Tra i vigneti di Torrioni

Nel cuore della Docg Greco di Tufo, una piccola realtà irpina tutta da scoprire.

Dario Risi
L’antico borgo di Torrioni, a circa 25 chilometri da Avellino, sorge in posizione elevata sul versante destro della media valle del fiume Sabato. Siamo in Irpinia, a circa 700 metri  sul livello del mare, al centro di  un paesaggio ricco di boschi e vigneti. Un’ origine che sembra risalire all’epoca longobarda quando Aione II, principe longobardo del ducato di Benevento, decise di edificare  intorno al IX secolo sulla collina alle spalle di Tufo una torre fortificata quadrangolare “Turris Aionis” per il controllo strategico  della valle del Sabato. Tracce del borgo primitivo appaiono nel XII secolo con la trasformazione della torre a casale. Poi innumerevoli e travagliate vicende fino alla costituzione nell’ottocento, al posto dell’ Università  medievale e rinascimentale,  del moderno Comune di Torrioni.  In mezzo a questo lungo percorso tra Normanni e Aragonesi, baroni e Papi, Borboni e briganti, storie di carestie e terremoti ma anche di fatica e attaccamento alla propria terra e alle sue grandi risorse agricole.
 
Esterina Centrella e Michele Izzo. Torrioni Estate 1962Una terra che ha drammaticamente sofferto il fenomeno dell’emigrazione. Ma c’è anche chi ritorna: come Esterina Centrella, classe 1942, titolare dell’ Azienda vinicola che porta il suo nome. Sesta di sette fratelli, a vent’anni sposa Michele Izzo, originario di Tufo, e lo segue in Belgio dove lui vive dagli anni ’50 con i genitori che,  lasciata la casa e le terre  di Tufo,  si erano trasferiti per cercare un futuro migliore per i propri figli. Sono i primi anni del secondo dopoguerra ed il Belgio con le sue miniere sembra offrire buone opportunità. Qui nascono i figli Maria e Nicola. Il clima umido non è adatto alla salute di Esterina che  nel maggio del ’65 fa ritorno in Italia, prima a Milano e poi a Roma, per rientrare definitivamente a Torrioni verso la fine degli anni ‘90. Il richiamo della terra d’origine è forte. Un legame che non si è mai interrotto. Si decide così di coltivare i terreni ereditati dai genitori acquistando nuovi  vigneti.

La coltivazione della vite in questo territorio ha origini antichissime.  Sarà però soltanto  verso la metà dell’ ottocento che si assisterà alla definitiva affermazione della viticoltura locale. Il vino e la frutta di Torrioni  cominciano in quel periodo a raggiungere anche i mercati delle aree circostanti. La scoperta delle miniere di zolfo a Tufo ed Altavilla Irpina contribuisce in maniera decisiva a  trasformare i paesi da centri agricoli in realtà industriali, favorendo in quegli anni lo sviluppo economico e sociale della media valle del Sabato. Vari gli aneddoti legati alla scoperta delle miniere e all’utilizzo e commercio dello zolfo. Si racconta che lo stesso Garibaldi utilizzasse nelle vigne di proprietà a Caprera lo zolfo proveniente da questa parte dell’Irpinia. “Anche mia madre”, racconta Esterina, “lavorò in miniera fino al matrimonio. La crisi inizia nella metà del secolo scorso, quando si cominciò ad utilizzare lo zolfo prodotto in America a costi minori”.
 
Viaggio in Irpinia tra i vigneti di Torrioni.Oggi Torrioni ricade, insieme ad altri 7 comuni della provincia di Avellino, nella zona di produzione del Greco di Tufo DOCG. Non solo nocciole, funghi porcini, frutti di bosco e castagne, provenienti dai rigogliosi boschi dei dintorni,  ma anche tanti splendidi grappoli di questo antichissimo vitigno che maturano in condizioni climatiche estremamente favorevoli per orografia e posizione.

L’azienda di Esterina Centrella dispone di tre ettari insistenti sul territorio dei Comuni  di Torrioni e Altavilla Irpina. Le viti più vecchie sono quelle di Torrioni (circa 25 anni). Dopo aver conferito per anni   le uve ai più importanti produttori della zona si è deciso nel 2006 di commercializzare in proprio il prodotto. Da terreni a prevalenza di tufo e calcare, ricchi di detriti di natura vulcanica, posti a circa 360 metri sul livello del mare, si ottengono così da 2500 a 4000 bottiglie  (anche più, secondo le condizioni dell’annata). Grappoli raccolti rigorosamente a mano, con una resa per ceppo di circa 2,00 kg.  L’imbottigliamento viene preceduto da un affinamento in acciaio che varia dai 24 ai 36 mesi, ma che in alcuni casi può essere anche di durata  superiore.

Nelle bottiglie di Esterina Centrella  troviamo l’anima più autentica di questi luoghi. Un’attenzione particolare al territorio e al lavoro in vigna, per un prodotto sincero di grande longevità. “Il nostro vino”, ci spiega Nicola Izzo, figlio di Esterina, “viene imbottigliato dopo un periodo di affinamento che riteniamo indispensabile per dargli il tempo, dopo una fase che noi chiamiamo di timidezza e conoscenza, di aprirsi e potersi esprimere”.
 
Viaggio in Irpinia tra i vigneti di Torrioni
Viaggio in Irpinia tra i vigneti di Torrioni.Il primo approccio con i prodotti di questa azienda è con il Greco di Tufo Calin 2016. Una gustosa anteprima per un vino ancora giovane, frutto di una vendemmia leggermente anticipata, che mostra freschi sentori floreali e fruttati.  Una bottiglia  che si distacca dalla linea tradizionale aziendale  e che si fa apprezzare per la sua bevibilità e per le note agrumate e ammandorlate. Il Greco di Tufo Ester 2012, di prossima uscita, è ricco e persistente all’ olfatto, con iniziali note sulfuree che lasciano progressivamente spazio a piacevoli sentori di frutta tropicale e mela cotogna. In bocca freschezza e morbidezza sono perfettamente bilanciati. La persistenza, su toni di mandorla e frutta gialla  matura, è ragguardevole. Il Greco di Tufo Ester 2011 si presenta con una pregevole veste dorata e un olfatto molto intrigante dove le note fumé e di idrocarburi si alternano, tra sfumature  di camomilla e macchia mediterranea, ai sentori di mandorla, scorza d’arancia, pesca e melone bianco. Al gusto è intenso, avvolgente, di bella e appagante mineralità. Un affinamento di 54 mesi in acciaio per questo vino,  molto fine ed elegante, che esce alla distanza chiudendo con una lunga scia erbacea. Il Greco di Tufo Ester 2010, dal colore giallo dorato, si caratterizza per un profilo olfattivo decisamente accattivante. Si riconoscono mandorla dolce e pesca matura, cedro e miele di acacia. In bocca è  consistente, fresco e saporito  con un  finale di media persistenza dove ritornano la mandorla, il lime e la pera Williams.
Viaggio in Irpinia tra i vigneti di Torrioni.Il Greco di Tufo Ester 2009 appare, nell’insieme generale, il meno espressivo tra i campioni presenti in degustazione. All’olfatto mostra piacevoli sentori di erbe di campo, agrumi e camomilla. Al palato è abbastanza intenso ma non molto persistente. Buonissimo il Greco di Tufo Ester 2008. 6933 bottiglie per un vino che a distanza di tanti anni invita ancora all’assaggio. Giallo oro di particolare brillantezza e luminosità affianca ai sentori di macchia mediterranea un incantevole ventaglio di aromi e  sensazioni dove si colgono il mallo di noce e la mandorla, il cedro e la camomilla, la scorza d’arancia e l’albicocca candita. In bocca è di grande spessore e buona sapidità.  Pieno e avvolgente  nelle note di mandorla, frutta bianca matura e crema pasticcera chiude sapido e persistente con un prepotente e piacevolissimo ritorno della mandorla dolce. Il Greco di Tufo Ester 2007, dal colore giallo oro luminoso e trasparente, ripete l’exploit del 2008. Anche in questo caso il naso è ampio e variegato con una sinfonia di aromi fini ed eleganti. Erbe aromatiche e muschio si fondono armoniosamente con il cedro, la pesca bianca, il melone, la mandorla dolce. All’assaggio è caldo e persistente con una vena minerale ancora viva e presente. Lungo e convincente  il finale dove insieme alla mandorla  ritroviamo le erbe aromatiche e  la frutta bianca matura.
 
Vini strutturati e ricchi di colore  che si sposano mirabilmente  con i piatti saporiti della cucina locale, dalla tipica minestra maritata (zuppa dalle antiche origini a base di verdure e carni  bollite) alle tagliatelle di farina di castagne con funghi porcini. Esterina li consiglia anche con i friarielli fritti con pomodoro e pecorino, gli involtini di cotiche al sugo e la verza con fagioli e salsiccia.

In tutti i campioni assaggiati si apprezza pienamente lo spirito e la filosofia dell’ azienda. Ci troviamo davanti a vini che riescono a testimoniare in maniera significativa le grandi capacità di invecchiamento di questo antico vitigno come dimostrano gli assaggi delle annate più vecchie che sorprendono per vitalità e freschezza.
 
Viaggio in Irpinia tra i vigneti di Torrioni
Azienda Vitivinicola Esterina Centrella
Via Guardie, 116
83010 Torrioni (AV)
Tel. 320 6826726
www.esterinacentrella.com
info@esterinacentrella.com
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