Notizie
Home > Notizie > Sulle orme del Teroldego

Sulle orme del Teroldego

La Fondazione nel più bel giardino vitato d’Europa.

Mariaclara Menenti
Sulle orme del TeroldegoCesare Battisti agli inizi del secolo scorso definì la Piana Rotaliana “Il più bel giardino vitato d’Europa”. Una lunga  distesa ricca di vigne allineate e regolari, sorvegliate dall’alto da bastioni rocciosi  che annunciano l’arrivo delle Alpi orientali e dove l’occhio cerca il punto in cui  il colore del cielo e quello della terra si mescolano. La Piana Rotaliana comprende i comuni di Mezzolombardo, Mezzocorona, San Michele all’Adige,  Roveré della Luna, Neve San Rocco e Faedo, in una visione certo più estesa rispetto ai confini tracciati storicamente, perché Valle dell’Adige e Piana Rotaliana hanno un comune denominatore: il Teroldego.

San Michele all’Adige è situato sull’antica via Claudia Augusta dove i vigneti della Piana Rotaliana prendono a salire verso le colline di Faedo e Giovo. Una zona unica e suggestiva, dove il tempo sembra fermarsi e ricordare all’uomo che i ritmi della quotidianità sono scanditi ancora dall’alternarsi delle stagioni, dai colori e dai profumi della terra.

Dal 1855 la storia della viticoltura di questo territorio si lega strettamente a quella di una famiglia di viticoltori: gli Endrici (Endrizzi nel dialetto del luogo). Fin dall’inizio l’Azienda  ha allevato Cabernet Sauvignon e Merlot, accanto a Teroldego e Lagrein, ribadendo l’importanza dell’unicità di questo territorio, capace di dar forza ed eleganza ad unioni ritenute quantomeno difficili e basate su  scelte  sicuramente pionieristiche. Ma se la strada che si intende seguire è quella della qualità e del carattere distintivo dei propri prodotti, allora Endrizzi ha lavorato da sempre senza compromessi, inseguendo un sogno: dare riconoscibilità e originalità ai vini, senza rinunciare al rispetto verso la natura, all’insegna della sostenibilità. Una sensibilità spiccata verso i temi dell’ecologia che ha dato vita negli anni ad azioni agricole e creative, come i piccoli orti didattici coltivati ai piedi dei filari e che riportano alla memoria i vari riconoscimenti dei singoli vitigni che poi l’olfatto, curioso, ricercherà nei vini.

Masetto, definito dagli Endrici “il terroir di famiglia”, si trova in un avvallamento sul conoide del rio Faeto. I terreni asciutti, ghiaiosi e calcarei giacciono su suoli profondi di origine porfirica e carbonatica adatti al Teroldego e al Cabernet Sauvignon, oltre che al Lagrein e allo Chardonnay.

Una linea che vede prodotti di alto livello qualitativo, dall’eleganza sobria e raffinata,  a partire da Masetto Privé, un Trento Doc a dosaggio zero che matura 84 mesi sui lieviti, a Gran Masetto da Teroldego in purezza con parziale appassimento delle uve, fino a  Masetto Due che nasce dall’unione di Teroldego e Cabernet Sauvignon.

Masetto Due è un vino dai colori compatti e netti per un’unione perfetta fra due vitigni che sembrano riconoscersi e ricercarsi all’interno del bicchiere. Profumi eleganti, complessi, succosi, da  scatenare sinestesie, in cui la ciliegia nera e il ribes si fondono con ricordi di erbe aromatiche di montagna, liquirizia, terra umida e un deciso accento speziato e minerale. Assaggio caldo che avvolge ed inebria, raggiunto da una freschezza e sapidità vitali e prorompenti e da un tessuto tannico vigoroso, capace di dare buon equilibrio. Finale lunghissimo che riporta a profumi di sottobosco e sensazioni scure di cardo mariano e genzianella. Le uve appassiscono per 10 giorni e dopo lunga macerazione, la vinificazione e la maturazione avvengono in acciaio.

Così il Teroldego sembra annunciare un futuro di longevità e ribadire la sua capacità di raccontare da sempre un territorio e condurci, con raffinatezza e audacia,  verso nuovi confini sensoriali. Perché “bastano poche gocce di Teroldego per dare un’impronta caratteristica al vino” (Cesare Battisti).
 
CANTINA ENDRIZZI S.R.L.
Località Masetto, 2
San Michele all’Adige (TN)
Tel. 0461 650129
Fax 0461 650043
info@endrizzi.it
www.endrizzi.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Stampa la pagina