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L’importanza di chiamarsi Gaja

Grandissimo successo e posti esauriti a Borgo Egnazia per l'evento condotto da Angelo Gaja sul tema La Vigna e i Cambiamenti Climatici e standing ovation finale.

Silvano Alicino
Angelo Gaja
Angelo GajaSe Mr. Wilde fosse ancora tra noi, certo sorriderebbe alla circostanza che il suo famosissimo Earnest possa liberamente adattarsi nel celeberrimo Gaja. Ma tant’è, le libere categorie del pensiero che possono condurre verso una “direzione ostinata contraria” e un “pensare diverso” sono lì a testimoniare che in letteratura, come nella realtà, tutto è possibile.

E infatti è successo che la realtà sia stata più fantastica della fantasia, a Borgo Egnazia, in una splendida serata di marzo, laddove la figura carismatica di un grande Signore del Vino si è materializzata restituendo non già l’immagine di cura dell’apparenza e della forma che Wilde si proponeva di raccontare con il suo espediente letterario descrittivo dell’alta società vittoriana, bensìuna testimonianza di assoluto spessore e sostanza culturale.

Come potrebbe diversamente interpretarsi un lungo, appassionato, intenso, profondo monologo circa il mondo del vino considerato in particolare in rapporto ai fenomeni di cambiamenti climatici che sembrano di recente emergere sempre più alla ribalta, condito qua e là anche da simpaticissimi aneddoti di vita e di esperienze vissute, condotto da Angelo Gaja in tutta la sua smagliante forma ed energia?

Cura dei dettagli in vigna, frutto di un atteggiamento di assoluto rispetto e attenzione nei confronti della natura, considerata una mamma saggia con cui scambiare amore vicendevole.

Apertura all’ascolto, nonostante una lunghissima esperienza maturata letteralmente sul campo, che si sostanzia in rapporti di collaborazione con professionisti del mondo agricolo i cui suggerimenti sono oggetto di attenta valutazione e confronto.

Umiltà di percepirsi limitati, di non avere in tasca la ricetta della verità da applicare in modo risolutivo in vigna come nella vita, di cui la prima può considerarsi in fondo una metafora e continuare invece a sperimentare in campo soluzioni diverse, in attesa di maturare convinzioni su quale poi possa essere la migliore nell’ambito dei delicati equilibri che si instaurano in natura.

Amore per i giovani e per le idee, rispetto per visioni e filosofie agronomiche alternative, direzioni ostinate contrarie e pensieri diversi, come si citava in premessa, che sono fontiper nuovi stimoli e al tempo stesso esortazioni a spendersi e a misurarsi con nuovi obiettivi. “I can try”, tre parole mutuate da una conversazione avuta con un giovane che racchiudono un approccio alle cose che è simbolo di discreta e gentile arroganza e al tempo stesso di positività e di voglia di farcela.

E quella intensa passione di cui si scriveva prima ha avuto il degnissimo ed emozionante epilogo nel sacrosanto tributo dedicato alla storia di una famiglia che, giunta ormai alla quinta generazione, ha contribuito e continua a contribuire al lustro di un’Italia nella quale l’altissimo artigianato, anzi vera e propria arte, costituisce da sempre un fiore all’occhiello.

Ed ecco che la sala, gremita di partecipanti, ha tramutato il religioso silenzio vissuto fino ad allora in una standing ovation che resterà impressa nei cuori di ciascuno.

Come pure resterà depositata nella banca delle emozioni la sessione di degustazione che subito dopo ha avuto luogo in una sala attigua del Resort, nella quale le centinaia di intervenuti hanno potuto letteralmente godere di sedici preziosi nettari frutto del lavoro di Angelo Gaja, della sua famiglia e del suo staff, e della preziosa opera di Gaja Distribuzione, l’azienda fondata dalla famiglia Gaja che si è posta il compito di selezionare una serie di eccellenze enoiche da oltre venti Paesi del Mondo da proporre alla platea degli appassionati. Il tutto accompagnato da finger food dedicati per l’occasione da Domenico Schingaro, Executive Chef di Borgo Egnazia, all’illustre ospite. I sedici protagonisti:

LANGHE GAIA&REY 2014, CHAMPAGNE PIERRE PETERS BRUT CUVÉE DE RÉSERVE, BARBARESCO 2013, LANGHE NEBBIOLO SPERSS  1999, BOLGHERI ROSSO CAMARCANDA 2013, DOMAINE WEINBACH RIESLING CUVÉE COLETTE 2014, JOLIVET POUILLY FUME' INDIGENE 2014, FOURRIER MOREY SAINT-DENIS CLOS SOLON 2014, MIKULSKI FRANÇOIS MEURSAULT 2014, LUCIEN LE MOINE CHATEAUNEUF-DU-PAPE ROUGE OMNIA 2014, JADOT GEVREY-CHAMBERTIN COMBE AUX MOINES 2012 1er Cru, LUCIEN LE MOINE VOSNE ROMANEE 1er Cru LES SUCHOTS 2013, KIR-YIANNI RAMNISTA 2012, VEGA SICILIA UNICO 2008, SAUTERNES FILHOT 2012, ALVEAR PEDRO XIMENEZ SOLERA 1927.
 
Giuseppe Cupertino, Presidente della Fondazione Italiana Sommelier Puglia, presenta Angelo Gaja
Angelo Gaja
Angelo Gaja
Angelo Gaja parla alla platea a Borgo Egnazia
La platea a Borgo Egnazia durante l'intervento di Angelo Gaja
Angelo Gaja a Borgo Egnazia
Angelo Gaja a Borgo Egnazia
Angelo Gaja a Borgo Egnazia
Angelo Gaja a Borgo Egnazia
Angelo Gaja saluta gli ospiti intervenuti all'evento a Borgo Egnazia
Angelo Gaja riceve il premio a Borgo Egnazia
Giuseppe Cupertino, Presidente della Fondazione Italiana Sommelier Puglia, insieme a Lucia Gaja
La torta per i festeggiamenti di Angelo Gaja a Borgo Egnazia
Giuseppe Cupertino con Lucia e Angelo Gaja
Giuseppe Cupertino consegna i Diplomi ai nuovi Sommelier dell'Olio a Borgo Egnazia
La festa per Angelo gaja a Borgo Egnazia
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