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Le Musée du Vin à Paris

Salvatore Marsillo
Dal n.7 di
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Situato all’ombra della Torre Eiffel, nell’elegante quartiere Trocadero, il Museo del Vino è una meta obbligata di ogni bon vivant che faccia tappa a Parigi. La struttura è stata aperta nel 1984 per volontà del Conseil des Echansons de France, una confraternita di ristoratori e commercianti nata negli anni ‘50 con lo scopo di promuovere il vino francese in patria e all’estero.

Il museo è costituito da un dedalo di gallerie che rappresentano gli unici resti delle cantine del Convento di Passy, dell’Ordine dei Minimi, edificato nel XV secolo. Sin dalla fondazione i frati intrapresero con apprezzati risultati l’attività vitivinicola sfruttando le favorevoli caratteristiche del suolo calcareo e l’ottima insolazione delle terrazze che costeggiavano la Senna. Purtroppo il convento e la sua fiorente opera non sopravvissero alla Rivoluzione francese ma, provvidenzialmente, l’attuale istituzione ne ha raccolto l’eredità e ne tramanda il ricordo.

La collezione permanente consta di oltre duemila oggetti - attrezzi per la coltivazione delle vigne, utensili per la tonnellerie, pupitre e apparecchiature per la distillazione - e di alcune ricostruzioni sceniche che ripercorrono la storia enologica del Paese.

Accanto alla sezione espositiva si articolano diverse sale dove si svolgono corsi di formazione professionale per sommelier, seminari sulle tecniche di abbinamento, conferenze e serate a tema, tenute da enologi ed esperti del settore. Particolarmente ampio è il programma delle degustazioni che consente di avvicinarsi, sotto la guida di esperti sommelier, ai vini francesi più prestigiosi.

Il museo ospita anche un ristorante il cui menù ruota intorno ai classici della cucina nazionale rivisitati secondo il gusto moderno e in base ai prodotti di stagione. Sconfinata la carta dei vini che offre oltre 300 possibilità di scelta e comprende anche le etichette dello Château Labastidié (di proprietà del Conseil dal 1990), ubicato nella AOC Gaillac, vicino Tolosa. La produzione del castello punta esclusivamente sui vitigni autoctoni, in particolare su una varietà a bacca bianca chiamata “loin de l’oeil”, da cui si ricava un vino che trova nella spiccata mineralità del profumo e nella freschezza citrina del gusto le qualità migliori.

Dopo un viaggio che coinvolge la mente e i sensi si esce dal museo con l’immagine di un organismo dinamico e vitale, che resta a baluardo dell’antica tradizione vinicola francese, ponendosi al tempo stesso come crocevia di idee ed eventi volti a “fare” la cultura del Vino.

 

Musée du Vin
Square Charles Dickens, 5
Rue des Eaux
Parigi

www.museeduvinparis.com

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