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Leonardo

Antonella Pompei
Dal n.184 di
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Leonardo Bussoletti può essere definito il principe del Ciliegiolo. Cresciuto professionalmente nel mondo del vino, meno di dieci anni fa ha deciso di passare all’azione diretta, quella di farlo lui, il vino, seguendo e mai abbandonando una sua idea costruita su due punti fermi:  la valorizzazione del suo territorio, quello umbro, unito alla ricerca assoluta della finezza e della eleganza dei vini, che secondo lui in queste terre si possono ottenere. Visitiamo la sua azienda, situata a Narni (TR) e alcuni vigneti, come il cru accanto alla cantina, fatto di terreno sassoso, denominato Brecciaro perché una volta qui c’era una cava di breccia. L’altra idea di Leonardo è quella di restituire il giusto pregio al ciliegiolo, un vitigno considerato  di modeste qualità, che dava un vino profumato da bere giovane o usato come vino da taglio per aiutare, anche nella bassa Toscana, nel colore e non solo, il sangiovese. Grazie alla collaborazione con l’Università di Milano, che ha effettuato studi sul ciliegiolo per rilevarne i cloni migliori, Leonardo oggi continua le sue sperimentazioni su questo vitigno, sia in vigna, dove effettua potatura manuale e pulitura col decespugliatore, dove usa letame come concime e cordone speronato come forma di allevamento,  sia in cantina, vinificando separatamente le uve provenienti dai diversi vigneti, impiegando un accorto uso del legno preferendo la botte grande non tostata, più adatta ad ammorbidire i tannini non aggressivi del ciliegiolo, un minimo e controllato uso della barrique e solo in ridotte percentuali nell’assemblaggio. Gli chiedi di parlarti del ciliegiolo e subito ti rendi conto che ti sta dando informazioni diverse da quelle acquisite leggendo su riviste specializzate e nella rete, dove il ciliegiolo, per lo più, viene presentato come un vitigno con un’acidità non prorompente, con tannini poco incisivi e con un modesto  potenziale. In Maremma, altra zona di ciliegiolo, racconta Leonardo, si fanno alcuni vini da ciliegiolo interessanti e molto strutturati , che arrivano a 15,5 % di alcool, ma la struttura non è ciò che lui cerca;  il suo scopo è esaltare  la naturale propensione del ciliegiolo ad esprimere un frutto elegante, una buona finezza, una leggibilità del territorio ed una bella facilità di beva. “Mi ricorda un po’ il pinot nero” - confessa Leonardo – “per la sua eleganza, per il frutto, per struttura e longevità”. Caratteristiche  che fanno del ciliegiolo un’ottima  alternativa  a quello che è considerato il vitigno a bacca rossa umbro per eccellenza , il sagrantino.  “Perché il ciliegiolo”- continua Leonardo - “diversamente dal sagrantino, è il rosso umbro che può essere godibile a tutto tondo, dimostrando  una grande versatilità, forse arma vincente di questo vitigno, se trattato con le giuste modalità”. Leonardo fa il vino con la consulenza del suo amico e stimato enologo Federico Curtaz, ma l’impressione è che questa consulenza derivi più dalla sua umiltà e dunque dalla volontà di affiancarsi ad un tecnico di elevata professionalità per fare le cose per bene,  perché in quanto a determinazione, idee chiare ed entusiasmo, ci sembra che non abbia bisogno di nessuno.  La scelta di dare priorità al territorio, la volontà di renderlo riconoscibile nel vino, il valorizzare il ciliegiolo nella sua eleganza e finezza  sono dunque idee consolidate nel suo stile di produzione. Inoltre, grande attenzione a tutto: dalla bottiglia al cartone riciclato, solo uso di rame e zolfo in quantità controllate, ricerca della fermentazione spontanea, uso di lieviti selezionati in minima quantità e solo se serve e, naturalmente, rese basse.  L’azienda, a certificazione biologica, ha 9 ettari di proprietà e produce 32.000 bottiglie annue.  I terreni  sono variegati: calcarei nel vigneto di Sangemini,  sabbiosi e sciolti vicino al fiume Tevere, argillosi e sassosi. I vini:


 IGT Umbria Bianco Colle Ozio 2014, grechetto 100%,
13% di alcolicità , il più conosciuto vitigno umbro a bacca bianca. Questo vino ha regalato importanti riconoscimenti al produttore. Da terreno argilloso con molto calcare, i due cloni Grechetto di Todi e Grechetto di Orvieto vengono vinificati separatamente e assemblati due mesi prima dell’invecchiamento, senza fermentazione malolattica. Giallo paglierino con  riflessi dorati, molto luminoso, quasi scintillante, profumato,  con note eleganti di frutta dolce come mela, pesca, nespola e poi nocciola fresca; aromi floreali di biancospino e  camomilla, cenni burrosi. In bocca il gusto è secco, ricco, di spiccata acidità e buona struttura, sapido, morbido, molto piacevole e di lunga persistenza.  Fatto fermentare in tini di acciaio tronco-conici da 30 hl.  


IGT Narni Rosso Vigne Vecchie 2013,  100% ciliegiolo, 13,5% di alcolicità. Rosso rubino intenso, con note di ciliegia croccante, frutta rossa fresca e profumi di macchia mediterranea, seguiti da delicate speziature; in bocca è piacevolmente fresco ed elegante, dal tannino gentile, dal sorso gustoso e invitante al secondo assaggio. Persistente. Fermentato in legno senza le torchiature, maturato 12 mesi in botte grande e affinato 24 mesi in bottiglia.  Il nome Vigne Vecchie sarà cambiato, perché le uve dei tre cru di provenienza verranno vinificate separatamente, per sperimentare ancora più sottilmente l’interazione del ciliegiolo con il terreno calcareo di Sangemini e con quello sabbioso di Ràmici, mentre il cru ciottoloso dietro la cantina è quello che dà le uve per il Brecciaro, IGT Narni Rosso, altra espressione di ciliegiolo. Al Vinitaly appena concluso, abbiamo provato un’anteprima: un metodo classico 100% grechetto vendemmiato nel 2012, con aggiunta di liqueur de tirage ad aprile 2013, tre anni sui lieviti e sboccatura 2016: giallo paglierino ricco, quasi dorato, luminoso; perlage fine e abbondante. Profumi di frutta a polpa gialla, ginestra e rosa, una nota fumé che ricorda il cherosene. In bocca una vibrante  freschezza accompagnata dalla cremosità delle persistenti bollicine. Elegante e sottile. A dicembre sul mercato. La linea aziendale comprende l’IGT Narni Bianco 05035, 100% trebbiano, l’IGT Narni Rosso 05035, 100% ciliegiolo e anche un buonissimo olio extravergine di oliva da moraiolo e leccino. A Narni ha sede il Consorzio Produttori del Ciliegiolo e Leonardo Bussoletti ne è il presidente; l’appuntamento è al 14 e 15 maggio prossimi a Narni,  per “Ciliegiolo d’Italia”, annuale evento dedicato al vitigno, con degustazioni, seminari, cooking show e prodotti tipici.

 Abbiamo assaggiato i mosti e tutti i suoi vini ma Leonardo è generoso, oltre che persona garbata ed un appassionato amante del vino, e la degustazione, nella bella sala col camino acceso, è finita con un Krug ed un Pinot Nero di Borgogna. Più di così?     

Soc. Agricola Leonardo Bussoletti
Strada delle Pretare, 62
Loc. Miriano, 05035 Narni (TR)

                           

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