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Il fiore scarlatto della Ponka

Salvatore Marsillo
Dal n.176 di
Fotografia

La fascia collinare del Collio goriziano, che a ridosso del confine con l’Austria disegna una mezzaluna perfetta tra la pianura friulana e le Alpi Giulie, con i suoi 1.300 ettari vitati è tra le aree vitivinicole del Friuli Venezia Giulia più prestigiose. A rendere questa zona perfetta per la produzione enologica di qualità contribuisce innanzitutto l’impasto del terreno, che qui prende il nome di Ponka, un mix di marne e arenarie di origine eocenica, frutto di stratificazioni millenarie derivanti dal lento ritiro del mare. A questa tipologia di terreno, ricco di sali, microelementi e fossili marini, si deve la connotazione unica e inconfondibile che contraddistingue i vini del Collio. Essa infatti garantisce poca vigoria alla pianta e quindi mantiene bassa la produzione per ceppo andando a incrementare la concentrazione di sostanze estrattive nei grappoli; inoltre arricchisce il vino di note minerali, gli dona struttura e predisposizione all’invecchiamento.
 

Dal punto di vista topografico il Collio si attesta tra i 120 e i 250 metri sopra il livello del mare e le sue colline sono investite sia dal clima mite dell’Alto Mar Adriatico sia dal forte vento che soffia da nord-est, la Bora; questa ventilazione contribuisce a ridurre l’umidità atmosferica, donando ai vigneti un microclima ideale per la salubrità e la maturazione delle uve. Il Collio inoltre grazie alle Alpi Giulie è riparato dai freddi atlantici che spirano da nord.

La frazione di Zegla, in prossimità di Cormons, è un cru particolarmente vocato all’interno di questa zona, soprattutto per la felice disposizione dei vigneti che hanno un andamento est-ovest per cui le viti in ogni momento dell’anno sono esposte in modo ottimale all’irraggiamento del sole. In questo angolo del Collio la cantina Branko ha cominciato a produrre nel 1998 ma la sua storia, partita con un ettaro vitato appena, è iniziata circa mezzo secolo fa con Branko Erzetic. Recentemente suo figlio Igor ha preso in mano le redini dell’azienda, portando una sfilza di novità che ha riguardato i vigneti, reimpiantati con varietà sia autoctone sia internazionali, il terrazzamento delle pendenze e la ristrutturazione completa dei locali di vinificazione e di affinamento. Oggi la proprietà comprende 7 ettari di vigne, curate come giardini e difese dalle fitopatie con metodi integrati che si avvalgono solo di composti biologici; la produzione è votata quasi totalmente ai vitigni a bacca bianca, come da tradizione friulana, ma alcune enclavi sono riservate alle uve a bacca rossa; in particolare i vigneti più vecchi della tenuta, situati ai piedi delle colline che circondano la cantina, ospitano le viti di Cabernet Sauvignon e Merlot da cui è ricavato l’unico rosso della casa, chiamato semplicemente Red Branko.

Prodotto ogni anno in poche migliaia di bottiglie, questo taglio bordolese (90% Merlot, 10% Cabernet Sauvignon) “di confine” matura per un anno in tonneau di Allier. Il Red Branko del 2011 ha un vitale colore rubino con sfumature scarlatte ai bordi ed è prodigo di soffi boschivi che spaziano dalle bacche di rovo alla felce, dai mirtilli carnosi alla corteccia umida; e ancora incalza il naso con pennellate scure di liquirizia, cardamomo e tabacco trinciato che sfumano in nuance di eucalipto e gianduiotto. Nel palato è robusto, generoso nel corredo alcolico e ricco di materia, eppure severo, tenuto a bada dalla rigida tessitura tannica e da una freschezza che mantiene il sorso pulito, senza eccessi o esibizionismi che ne intaccherebbero la finezza. Tutto da godere l’intreccio di note fruttate e boisé che si attarda nel finale.

 

Branko Wines
Località Zegla, 20
34071 Cormons (GO)
Tel. 0481 639826
info@brankowines.com
www.brankowines.com

 

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