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Ci vuole più a dirlo che a mangiarlo

Franco M. Ricci
Dal n.176 di
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È il piatto di un Ristorante che fa ricette in cui abbina tradizione e innovazione. Due parole abusate come poche altre della lingua italiana. Ho sentito: “…dove l’innovazione si fonde armoniosamente per esaltare la tradizione di un piatto che si amalgama a meraviglia fino a farne una esperienza d'eccezione!

Ma le parole innovazione e tradizione si sentono dappertutto, anche al mercato quando vai a comprare un chilo di finocchi.

Quest’uso smodato dei termini ci fa sorridere (e irritare) come quel piatto che in un menu creativo, molto concentrato (purtroppo) trovi così descritto: crudo di spigola su letto di cavolfiori, spuma di liquirizia e salsa di mirtilli con fagiolini alla radice di zenzero.

Già, ci vuole più a dirlo che a mangiarlo!

Siamo stufi di pappe, cremine e schiumette, e stufi di mangiare pasta e fagioli dove i fagioli sono una crema e la pasta tre cannolicchi.

Stufi. Questa ristorazione non la comunichiamo. Se qualche lettore dovesse assistere a questo scempio in un Ristorante di BIBENDA 2016 ce lo dica in fretta, è stato ovviamente un nostro errore. Grazie.

Eppure, la nostra Italia ha una Ristorazione Grande, molto, di grande qualità, di giovani capaci di una cucina intelligente, al contrario di quello che dice la Michelin, una Guida ormai completamente lontana dai fasti numerici di dieci anni fa.

Oggi, in Italia, sono meno di ventimila le copie che circolano della Rossa.

La Rossa non si è comportata bene in questi anni, giudica nel nostro Paese degni dell'olimpo della ristorazione soltanto 8 Ristoranti, soltanto 8 meritevoli del loro massimo punteggio, mentre nel resto del mondo ne premia decine e decine, un vero sproposito nei confronti di un’Italia dal valore gastronomico immenso. Noi consegniamo al nostro pubblico 24 Ristoranti eccellenti per il 2016, premiati con i 5 Baci, 17 Ristoranti dell’Anno e poi tanti, veramente tanti con 4 Baci (ossia le loro 2 stelle). Noi abbiamo distribuito 727.941 Guide.

Ma la potenza di un nostro futuro concreto di qualità autentiche sta soltanto nella fiducia che la parte governativa del Paese che si occupa di Cultura e Turismo possa veramente adottare un cambiamento radicale. Quello che sogniamo da tempo.

Dario Franceschini e Dorina Bianchi, rispettivamente Ministro e Sottosegretario alla Cultura e al Turismo sono le persone che possono realizzarlo.

 

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