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Domenica? Brunch, of course

Salvatore Marsillo
Dal n.1 di
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Da molti anni si è diffusa in Italia la moda del brunch, un’usanza nata negli Stati Uniti negli anni ’70 in cui le pietanze tipiche della colazione sono affiancate a quelle del pranzo; il termine brunch deriva infatti dalla contrazione delle parole “breakfast” e “lunch”. Nei paesi anglosassoni il menu spazia dal caffè ai succhi di frutta, dalle varie marmellate alle uova strapazzate, dalle crêpe salate a quelle dolci, il tutto circoscritto nella fascia che va dalle ore 10.30 alle 14.30.

In Italia no. Si chiama ugualmente brunch ma in realtà è un buffet interminabile di pietanze che con l’originaria idea a stelle e strisce non ha nulla a che vedere.

A Roma i locali che propongono il brunch sono moltissimi e tutti aprono le porte non prima delle 12.30 per arrivare fino al tardo pomeriggio; tra questi il ristorante Open Colonna, situato sulla terrazza del Palazzo delle Esposizioni nella centralissima Via Nazionale. Ai fornelli uno chef d’eccezione, Antonello Colonna. L’abbondanza di scelta e di calorie fa da padrona. Tutti i week-end le tavole traboccano di insalate miste, primi piatti, portate di carne e dolci di ogni genere. La qualità dell’offerta è certamente ottima, la location suggestiva ma purtroppo il ristorante è sempre molto affollato e rumoroso, non proprio adatto a chi volesse rilassarsi.

Sempre al centro, stavolta in Via Margutta, c’è un altro locale che offre un brunch delizioso: Babette, nome mutuato dal libro di Karen Blixen, Il pranzo di Babette.

In questo ristorante regna un’atmosfera intima e rilassata, e il personale è sempre pronto ad accogliere ogni richiesta con un sorriso. Ovviamente, anche in questo caso, il buffet non è destinato agli irriducibili della dieta; le vivande sono ricche ed elaborate, ogni settimana diverse a seconda dei prodotti comprati di fresco. Tra i dessert spicca il tortino al cioccolato bianco, un capolavoro di altissima pasticceria in cui possono trovare appagamento anche i gourmet più sofisticati. È nella parte interna, dalla consistenza cremosa, che si annida la fonte del piacere: il cioccolato bianco si fonde con gli aromi del burro e della vaniglia, regalando un insieme delicato, incredibilmente leggero, quasi impalpabile. Davvero un peccato non concedersi il bis!

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