Notizie
Home > Notizie > Incrocio Manzoni 6.0.13

Incrocio Manzoni 6.0.13

Salvatore Marsillo
Dal n.158 di
Fotografia

Il Manzoni Bianco è il vitigno più famoso tra i cloni ideati dal Prof. Luigi Manzoni che dal 1933 al 1958 è stato Preside della Scuola enologica di Conegliano. A partire dal 1924 egli ha intrapreso una lunga serie di studi sul miglioramento genetico della vite mediante incrocio e ibridazione; per questo ha sperimentato diverse combinazioni tra una varietà internazionale e una autoctona trevigiana. Dalla Glera e dal Cabernet Sauvignon ha dato vita all’Incrocio Manzoni 2.15, oggi denominato Manzoni Rosso; dal Trebbiano e Traminer Aromatico è nato l’Incrocio Manzoni 1-50, conosciuto come Manzoni Rosa; dall’unione del Raboso Piave col Moscato d'Amburgo è stato ottenuto l’Incrocio Manzoni 13.0.25, noto come Manzoni Moscato, e dal Riesling Renano e Pinot Bianco è derivato l’Incrocio Manzoni 6.0.13, chiamato comunemente Manzoni Bianco.

Quest’ultimo è oggi coltivato su quasi tutto il territorio nazionale, infatti ha capacità di adattarsi a condizioni pedoclimatiche anche molto diverse tra loro, preferendo i terreni collinari, non compatti, freschi e fertili. Il grappolo è piccolo, conico o cilindrico e mediamente compatto; la bacca è piccola, sferica e di colore giallo-verde con buccia spessa, piuttosto consistente e mediamente pruinosa. Il Manzoni Bianco rientra negli uvaggi di alcuni disciplinari di produzione, per esempio nelle denominazioni Bianco dei Colli di Conegliano, Breganze Bianco e Trentino Bianco, oltre a essere presente in purezza in parecchi vini Igp. È questo il caso dell’Incrocio Manzoni 6.0.13 della tenuta Masottina.

Situata sulle pendici dei Colli di Conegliano, questa cantina ha al proprio attivo quasi 70 anni di esperienza e una ricca carrellata di etichette; maestra nella lavorazione del Glera, oltre a diverse, riuscitissime versioni di Prosecco (menzioniamo in particolare il millesimato Rive di Ogliano, una vera perla per finezza olfattiva e garbo palatale), produce un Incrocio Manzoni in purezza, chiamato appunto come la sequenza identificativa del clone, 6.0.13. Per realizzare questo vino il mosto è lasciato a contatto con le bucce per circa 12 ore e successivamente è sottoposto a spremitura soffice; la fermentazione, attivata tramite inoculo di lieviti selezionati, si svolge a temperatura controllata in serbatoi di acciaio inox termocondizionati; al termine il vino sosta sur lie per diverse settimane quindi si affina in bottiglia per circa 3 mesi. Nell’annata 2013 si manifesta all’occhio in una veste paglierina con lampi dorati. Il primo impatto nel naso è florale, intensamente floreale; in avanscoperta procedono gelsomino, caprifoglio giapponese e glicine, si affacciano quindi melone estivo e buccia di limone, mela verde e zenzero con un guizzo finale in cui l’impronta genetica del Riesling emerge prepotentemente, emanando pietra di sale e schegge di marmo. Nel palato, coerente e armonico, l’immediata freschezza dei frutti quasi acerbi domina in perfetta simbiosi con una mineralità tesa e persistente.

Masottina
Via Custoza, 2
31015 Conegliano (TV)
Tel. 0438 400775
www.masottina.it
info@masottina.it

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Stampa la pagina