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Una delegazione del master ai Vadiaperti

Antonella Pompei
Dal n.123 di
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Di ritorno dal primo viaggio studio del 3° Bibenda Executive Wine Master, non contenti della splendida tre giorni full immersion a Feudi di San Gregorio, riuniti in una delegazione composta da nove esagitati abbiamo visitato Vadiaperti, oggi denominata Traerte, l’azienda vitivinicola guidata da Raffaele Troisi. Siamo nel cuore dell’Irpinia, tra colline di circa 500-600 metri. Suoli di origine vulcanica, mediamente argillosi e con caratteristiche tufacee ad altissima vocazione vitivinicola. Arriviamo con tre auto, inerpicandoci su stradine strette, “tra erte” significa infatti tra strade strette, attraversando un minuscolo passaggio a livello, e immediatamente ci rendiamo conto della bellezza dei luoghi, quasi bucolici, trasudanti lavoro duro e passioni antica. La casa e la cantina sono circondati dai vigneti. Arriviamo e conosciamo Raffaele: presentazioni e scambi di convenevoli ed in un attimo siamo in vigna. È uno pratico lui: laureato in chimica ed enologo, ci spiega queste uve e, sorprendendoci e deliziandoci anche, ci dice, con un’espressione di poco celata soddisfazione, che nonostante l’annata difficile, lui si aspetta un risultato sicuramente interessante e noi gli crediamo, perché i suoi bellissimi grappoli sembrano proprio dargli ragione.

Il suo appassionato e puntuale racconto dell’azienda è interrotto dall’arrivo di un carico di uva Greco che lui acquista da fuori; continua a parlarci con il suo piglio pratico e svelto mentre scarica le cassette di uva da 25 chili dal camion alla macchina di vinificazione la quale, sotto i nostri occhi estasiati (ebbene sì), ingoia grappoli e restituisce direttamente mosto fiore. Noi siamo affascinati. Splendidi grappoli di uva dolcissima che Raffaele ci offre invitandoci al morso più che all’assaggio ed in un istante siamo già tutti con le mani imbrattate di nettare delizioso e dolcissimo. Stiamo assistendo in diretta ad una fase della vinificazione in bianco, un vero privilegio. Poi andiamo nella cantina di vinificazione e procediamo ad un vero assaggio di mosti: Fiano, Coda di Volpe e Greco (quest’anno manca l’Aglianico). I mosti sembrano succhi di frutta, ogni uva un profumo, incredibile per la sua nitidezza: il Fiano ricorda nettamente la pera, il Coda di Volpe l’albicocca ed il Greco decisamente la pesca. Altra emozione. Più tardi, diremo, da buoni romani e ridendo come matti: “se semo bevuti pure er mosto!”. Saremo inguaribili?

Dopo il mosto, Raffaele ci fa accomodare ad una lunga tavolata all’aperto, di fronte alla valle di vigneti e altro verde e ci fa assaggiare una selezione targata 2013 dei suoi vini, mentre sua moglie, gentilissima e discreta, forse preoccupata di salvaguardare la nostra sobrietà, ci offre squisite ciambelline fritte e cosparse di zucchero e dei tarallini salati. Che la degustazione abbia inizio…

Irpinia, Coda di Volpe 2013 - Bianco Doc, 100% Coda di Volpe: fiori bianchi e toni fruttati di pesca e mela; affiora la mineralità con sentori di gesso e poi un po’ di sentori vegetali, fieno soprattutto. In bocca è fresco, di sapidità persistente e adeguata morbidezza.

Fiano di Avellino 2013 - Bianco Docg, 100% Fiano: qui più evidenti sono le note minerali di polvere da sparo, pietra focaia, si percepiscono note sulfuree, balsamicità. Al sorso un passaggio di mano tra freschezza e sapidità, buona morbidezza e giusta struttura. Raffaele: “mi piace un vino che si possa fruire fino in fondo, preferisco non strutturarlo troppo”.

Greco di Tufo 2013 - Bianco Docg, 100% Greco: subito molto più acido e fresco; “il Greco”, continua Raffaele, “si presta meno del Fiano ad essere conservato nel tempo”. Erbe aromatiche e toni floreali di acacia, fruttati di agrumi e pesca. In bocca appare più convincente che al naso, con una bella sintonia di freschezza e sapidità, morbido e persistente.

Irpinia Coda di Volpe Torama 2013 - Bianco Doc, 100% Coda di Volpe: da una selezione di viti di 70/80 anni, giallo paglierino con un bouquet complesso di mela, cedro, albicocca, fiori bianchi, mineralità. Al sorso è stuzzicante, molto estivo, persistente, fresco e sapido, caldo, di ferma corrispondenza al vitigno.

Fiano di Avellino Aipierti 2013 - Bianco Docg, 100% Fiano: Aipierti è la forma dialettale di vadi aperti; questo Fiano viene da una selezione di uve raccolte nella parte più alta del vigneto. Giallo paglierino con accenni dorati. Olfatto raffinato di pera, uva spina, frutta a polpa gialla, note floreali di acacia, mineralità di pietra focaia. Sorso dalla freschezza assoluta, di acidità scattante, persistente, lungo e avvolgente, sapido, quasi salato. Un vino di grande energia, scalpitante, ancora tutto da esprimere, pronto per una lunga vita.

Greco di Tufo Tornante 2013 - Bianco Docg, 100% Greco: giallo paglierino luminoso, riflessi oro. Aromi di frutta gialla, ginestra, lavanda, fiori secchi, fieno, mandorla, erbe aromatiche e ancora polvere da sparo si sventagliano sotto il naso. L’assaggio è fresco, ricco, dissetante, intenso, caldo ed avvolgente, sorretto da una consistente spalla acida e da una decisa sapidità. Quasi opulento, lunghissimo, del resto Bibenda quest’anno lo ha premiato con i 5 grappoli.

Una nota sulle etichette di Traerte: quelle di Fiano, Greco e Coda di Volpe riportano una successione senza interspazio di parole legate alla vita, al territorio, ai ricordi e ai pensieri. Con le etichette delle selezioni, Tornante, Aipierti, Torama, Raffaele Troisi ha voluto ricordare suo padre e suo nonno, un omaggio e tributo a questi uomini che lo hanno formato e sostenuto in questa avventura del lavoro e del cuore. E da questa pagina, la delegazione del Master lo ringrazia, di gusto e di cuore.

Traerte
Via Vadiaperti
83030 Montefredane (AV)
Tel. 348 2885537
www.traerte.it
info@traerte.it

 

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