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Il Friulano di Zamò

Daniele Liurni
Dal n.123 di
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Basta fare un giro sulle pagine del sito del comune e della Pro Loco di Buttrio per capire quanto questa cittadina di appena quattromila abitanti, incastonata nella zona dei Colli Orientali del Friuli, sia interamente vocata alla produzione di vino. Buri, questo il nome in lingua (non sia mai dialetto!) friulana, è una “città del vino” appartenente all'omonima Associazione Nazionale nata nel 1987 e formata da oltre 550 enti locali a vocazione vinicola, impegnata nella valorizzazione e promozione dei territori del vino, specialmente dal punto di vista turistico. Qui hanno sede alcuni dei vigneti più antichi di tutta la regione e la più vecchia fiera italiana del vino, quest'anno giunta all'82esima edizione, ma soprattutto qui si coltivano e si esprimono al meglio vitigni come il Friulano, il Refosco dal Peduncolo Rosso, il Merlot e il Cabernet grazie alla particolare esposizione, al terreno e, appunto, all'età delle viti.

Il cru “Vigne Cinquant'anni” de Le Vigne di Zamò è la perfetta espressione di un territorio così importante, ricco di storia e di tradizioni: due sono i vitigni che crescono su questi suoli che hanno una media, a dispetto del nome, di sessant’anni d’età, il Merlot e il Friulano di cui ci interesseremo. Le uve Friulano, interamente raccolte a mano, per il 30% vengono macerate a freddo per 48 ore e i mosti ottenuti vengono inoculati per svolgere la fermentazione alcolica in acciaio a temperatura controllata di 18-20°C. Dopo 10 mesi di affinamento sulle fecce viene svolta la malolattica solo per la metà del vino, prima di effettuare il taglio desiderato fra le due porzioni e il successivo imbottigliamento.

L’annata 2008 si presenta di colore giallo dorato intenso e brillante con una ricca consistenza che ci lascia presagire l’importanza e la complessità del naso: intensi profumi di frutta tropicale come la papaya e il melone bianco maturo, accenni agrumati e sentori di mandorla si stagliano prorompenti su una buona mineralità, prima di aprirsi ancora a note fruttate di mela Golden e di fiori gialli appassiti. In bocca è coerente e maestoso, secco e caldo anche in virtù di un'alcolicità del 14,5%, ma estremamente piacevole, rotondo, con un moderata sapidità e una spalla acida ancora grintosa che, in un lunghissimo sviluppo gustativo, sostengono i richiami alla mela e alla frutta tropicale fino ad arrivare ad una chiusura gradevolmente ammandorlata che ci lascia stupiti per un assaggio di un grande vino bianco che non teme il confronto con i migliori vini rossi e la cui longevità non è ancora minimamente messa in discussione.

Provato su degli spaghetti con telline e ricci di mare, con un po' di aglio e peperoncino, e con una sogliola al burro e vino bianco dona al palato una piacevolezza estrema. È infatti un vino da primi e secondi piatti di pesce, sicuramente strutturati e salsati, ma ha tutte le carte in regola per reggere carni bianche anche importanti come un pollo arrosto o un succulento coniglio all’ischitana. 

Le Vigne di Zamò
Via Abate Corrado, 4 - Loc. Rosazzo 
33044 Manzano (UD)
Tel. 0432 759693 
www.levignedizamo.com 
info@levignedizamo.com

 

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