Notizie
Home > Notizie > Tarquinia, il suo mare e una frittura d’autore

Tarquinia, il suo mare e una frittura d’autore

Dario Risi
Dal n.112 di
Fotografia

Incontriamo Tarquinia con le sue torri svettanti  su un’altura in bella posizione panoramica, una ventina di chilometri a nord di Civitavecchia, nei pressi della Via Aurelia. Le sensazioni avvertite da chi percorre oggi questa importante arteria non sono probabilmente comparabili con quelle provate da D.H. Lawrence nel suo viaggio in Etruria del 1927. Negli ultimi anni i campi rigogliosi di grano verde e gli asfodeli hanno in parte lasciato spazio, man mano che ci si avvicina al colle, all’espansione della città e ai centri commerciali. Abbandonati alle spalle la pianura e il mare un breve tratto di strada in salita consente di raggiungere il centro storico. La vista delle mura medioevali, del rinascimentale Palazzo Vitelleschi (oggi Museo Archeologico Nazionale), con la sua elegante facciata, e della magnifica Chiesa di Santa Maria in Castello conquista ed emoziona. Appena fuori del centro abitato la Necropoli etrusca dei Montarozzi, con il suo straordinario e celebre patrimonio di tombe dipinte, ci mostra un affascinante spaccato della vita quotidiana di questo popolo. Testimonianza unica di questa antica e (in parte) misteriosa civiltà verso la quale da tempi lontani si sono rivolte le attenzioni di tanti  insigni  studiosi italiani e stranieri.

Dalla Necropoli lo sguardo spazia sulla Maremma e sul corso del fiume Marta. Un paesaggio immobile  e silenzioso che incanta. Ben visibili i monti della Tolfa e, più lontano, i Monti Cimini. Oltre alla sue mirabili  testimonianze etrusche e medioevali Tarquinia può contare, nella campagna circostante, su terreni estremamente fertili da cui si ricavano cereali, frutta ed ortaggi di particolare pregio e qualità e, più in generale,  su un ambiente dalle variegate caratteristiche naturali. Non lontano dal Lido, con la sua atmosfera tranquilla e familiare, le vecchie saline e il vicino borgo rappresentano un habitat di particolare fascino ed interesse. Diversi ritrovamenti testimoniano la produzione ed utilizzo del sale in questa area sin dal periodo villanoviano. Sarà poi lo Stato Pontificio ad inizio ‘800 ad intraprendere i lavori per la realizzazione delle saline seguiti, verso la fine dello stesso secolo, dalla costruzione di un borgo per ospitare gli stabilimenti di lavorazione e le dimore delle maestranze. Inattive dal 1997 le saline (e l’area circostante ) fanno oggi parte della Riserva Naturale Statale “Saline di Tarquinia”. Un ecosistema salmastro e un territorio di particolare valenza ambientale ricco di avifauna migratrice e stanziale. La visita al borgo ottocentesco, che ospita anche gli uffici del Corpo Forestale dello Stato (che gestisce la riserva), evoca sensazioni di altri tempi in un’ atmosfera dal sapore vagamente romantico.

Lasciando le saline, dopo aver costeggiato Porto Clementino e i resti dell’antica città di Gravisca, importante centro di scambi commerciali tra il mondo etrusco e quello greco, incontriamo dopo qualche centinaio di metri, all’inizio del lungomare, il Ristorante Falcioni. Il 1955 segna l’inizio dell’avventura di questo storico stabilimento del Lido. Agli esordi la ristorazione è limitata alla pizza e a qualche piatto di cozze. Negli anni ‘70 cominciano ad essere proposti gli spaghetti alle vongole e la frittura. L’attività di ristorazione vera e propria nasce invece nei primi anni ’90. Sarà proprio la frittura ad affermarsi prepotentemente e a contribuire negli ultimi anni a consolidare la fama di questo locale. La Sig.ra Leonilde, moglie del titolare, la propone da sempre in una versione sublime dove alla qualità della materia prima si associa una cottura di esemplare leggerezza. Il resto della proposta è orientato alla tradizione. Una cucina semplice e gustosa in cui si esalta la freschezza del pescato: dagli immancabili antipasti di mare alle fettuccine allo scoglio, dalle orecchiette al sugo rosso di cernia ai ravioli ricotta e spinaci con pistacchi e gamberi, dalla zuppa di cozze rosse con bruschetta all’orata al guazzetto. Carta dei vini  limitata ad una ventina di etichette nazionali. Presenti alcune interessanti bottiglie del territorio circostante (come il Forca di Palma della Tenuta Sant’ Isidoro) insieme ad altre scelte di tutto rispetto come il Sauvignon e la Ribolla Gialla del Collio di Muzic. In sala una sommelier della Fondazione cura il servizio con garbo ed estrema professionalità. A disposizione, per i più romantici, alcuni tavoli in una piccola veranda esterna da cui poter ammirare, nella bella stagione, il tramonto sull’Argentario e le isole circostanti.

Falcioni dal 1955
Lungomare dei Tirreni, 5
Tarquinia Lido (VT)
Tel. 0766 864692
Aperto da aprile a settembre

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Stampa la pagina